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mercoledì 29 dicembre 2010

Piccoli barlumi di coscienza

Dal Il Gazzettino

pubblicata da Giovanni Ferro il giorno mercoledì 29 dicembre 2010 alle ore 14.49
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Mercoledì 29 Dicembre 2010 -
carta del Polesine
 Eletti nei giorni scorsi i componenti dell'esecutivo adriese del Partito Democratico. A seguito della proposta del segretario comunale, Giorgio Zanellato, posta in votazione ed approvata all'unanimità, sono risultati eletti: Eugenio Migliorini, Matteo Stoppa, Claudio Bellini, Adriano Giollo, Laura Sarto, Dante Bordin, Alessandro Rigoni, Omar Barbierato, con il ruolo di vice segretario comunale, Leonardo Bonato ed Oriana Trombini. Wilma Moda, infine, fungerà da segretario amministrativo del partito. All'ordine del giorno dell'assemblea anche la presentazione da parte del segretario comunale del documento politico e delle linee di indirizzo del Pd adriese. Anche quest'ultimo documento è stato approvato all'unanimità. Un Pd come annunciato nei giorni scorsi pronto a confrontarsi con le primarie per scegliere il proprio candidato sindaco, come peraltro previsto dalle norme statutarie, e pronto, almeno sulla carta, a cambiare il proprio atteggiamento nei confronti dei cittadini rivolgendosi a loro in primis prima di parlare e di stringere eventuali alleanze nel centrosinistra. Lo stesso Gino Sandro Spinello, ex capogruppo Pd, è infatti stato chiaro: «Ribadisco che l'idea non passa riproponendo gli schemi del passato, come alleanze fatte a tavolino o spartizioni di candidature. Vedo come un errore il fatto che l'Idv abbia posto in questo modo una sua candidatura a sindaco della città e solo dopo tre ore dopo la caduta della giunta». Per Spinello nel centrosinistra, per non ripetere errori ed insufficienze, occorre un'analisi critica ed autocritica del recente passato. »Adesso occorre provare a rivincere. Occorre un nuovo patto che convinca una più larga fetta possibile di elettori che l'ultima volta si è fatto attrarre dal finto rinnovamento di Barbujani».
      G. Fraccon

    
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La nota dà alcune informazioni, tra queste ricordo i due documeni approvati all'unanimità.
L'intervista di Spinello alla Voce chiarisce inoltre il suo pensiero sulle vicende adriesi appena trascorse. Per la prima volta parla delle sue responsabilità per la sconfitta ad Adria nelle precedenti elezioni.
Su questo bisogna iniziare a ragionare.

g.f.

mercoledì 15 dicembre 2010

La narrazione di Vendola -

Adria - via Terranova



Ogni organizzazione di partito costituisce una potente oligarchia fondata su basi democratiche.
Dovunque ci sono elettori ed eletti. Ma dovunque, anche, c’è il potere della direzione eletta sulle masse elettrici. La struttura oligarchica dell’edificio nasconde le fondamenta democratiche.

 R. Michels

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ADRIA: cronache di fine anno.


Dall’Atlantico arrivarono un giorno le “Primarie,” importate dal Pd in costruzione per ammodernare la politica ammuffita italiana. Stupirono Veltroni e D’Alema con le loro corti riunite e perfino gli ex democristiani Fioroni e Marini per questa magnifica trovata e molto si pavoneggiarono nelle pubbliche piazze dei media.
Compresero poi con l’esperienza che una piccola e parziale cessione di sovranità poteva lievemente limitare il loro oligarchico potere.
Oggi sembrano temere questo strumento della democrazia, dopo averlo benedetto e incoronato a suo tempo, e cercano protezione dalla narrazione vendoliana con parole accattivanti e minacciose.

Accontentati gli spiriti guerrieri, nel rinsecchito Pdl adriese si sono messi al lavoro le menti pensanti e raffinate, lasciando libero Mainardi dall’insopportabile fatica della ricostruzione, dopo le macerie da lui provocate.
Alcuni hanno rispolverato il vecchio programma per capire se lì c’era qualcosa che non andava: sembra che nessuno tuttavia abbia trovato nulla da ridire, a parte la ridicolaggine di avere cacciato tre assessori in un sol botto. Altri ancora hanno pensato che era forse opportuno guardare al prossimo futuro. Occorre infatti riposizionarsi per la sfida elettorale di primavera, con accorti aggiustamenti e nuove disinteressate aggregazioni, poiché la Lega non può da sola bastare, ha sentenziato l’ufficio politico locale.
Per non sprofondare nella noia che opprime, stanchi delle giornate uggiose, alcuni hanno pensato d’inviare cartoline di candidatura a sindaco. Pensano così di scacciare i tristi pensieri per il nuovo anno e di rendere più interessante la disputa elettorale di primavera.
Motivati da nobili interessi, i partiti maggiori, mandano in avanscoperta i loro uomini migliori, le seconde linee, alcuni freschi di nomina congressuale, a spiegare con appunti preconfezionati le loro strategie, incomprensibili e generiche ai molti cittadini che stoicamente credono ancora alla democrazia elettiva.

A Rovigo, nel frattempo, il Pd del consigliere regionale Azzalin chiede le primarie di coalizione, ma il tragitto del dopo Merchiori non lo prevede affatto per chi ha vinto il congresso. Del resto non è che questo strumento di consultazione possa risolvere da solo i dubbi dei programmi condivisi e delle alleanze conseguenti.
Diversamente, ad Adria, prevale la prudenza del coordinatore del Pd d Zanellato. Qualche sussurro è possibile tuttavia percepire lungo le riviere del canale infreddolito: impossibile da decifrare nella logorata sintassi dei commentatori incalliti.
Mentre prosegue l’attività del Cantiere, nessuno tra i partiti del centro sinistra sembra pensare alle primarie. Semplice disattenzione? Qualcuno ne dubita.
I cittadini, pazienti, aspettano qualche bagliore che li illumini, nel mese delle festività natalizie.
Piccole schermaglie politiche si rincorrono nelle pagine locali dei quotidiani per ricordare che è in atto una straordinaria campagna elettorale, per chi se ne fosse dimenticato.
L’esperto cronista, che sta sulla piazza ininterrottamente, sentenzia che bisogna attendere la fine dell’anno e l’arrivo della Befana per capire cosa potrà accadere nel nostro Paese.
Ciò aiuterà i politici praticanti a segnare una rotta per ridare un governo credibile alla nostra città.

Facciamoci allora gli auguri per l’anno in arrivo.


Giovanni Ferro