 |
| Adria - via Terranova |
Ogni organizzazione di partito costituisce una potente oligarchia fondata su basi democratiche.
Dovunque ci sono elettori ed eletti. Ma dovunque, anche, c’è il potere della direzione eletta sulle masse elettrici. La struttura oligarchica dell’edificio nasconde le fondamenta democratiche.
R. Michels
-----------------
ADRIA: cronache di fine anno.
Dall’Atlantico arrivarono un giorno le “Primarie,” importate dal Pd in costruzione per ammodernare la politica ammuffita italiana. Stupirono Veltroni e D’Alema con le loro corti riunite e perfino gli ex democristiani Fioroni e Marini per questa magnifica trovata e molto si pavoneggiarono nelle pubbliche piazze dei media.
Compresero poi con l’esperienza che una piccola e parziale cessione di sovranità poteva lievemente limitare il loro oligarchico potere.
Oggi sembrano temere questo strumento della democrazia, dopo averlo benedetto e incoronato a suo tempo, e cercano protezione dalla narrazione vendoliana con parole accattivanti e minacciose.
Accontentati gli spiriti guerrieri, nel rinsecchito Pdl adriese si sono messi al lavoro le menti pensanti e raffinate, lasciando libero Mainardi dall’insopportabile fatica della ricostruzione, dopo le macerie da lui provocate.
Alcuni hanno rispolverato il vecchio programma per capire se lì c’era qualcosa che non andava: sembra che nessuno tuttavia abbia trovato nulla da ridire, a parte la ridicolaggine di avere cacciato tre assessori in un sol botto. Altri ancora hanno pensato che era forse opportuno guardare al prossimo futuro. Occorre infatti riposizionarsi per la sfida elettorale di primavera, con accorti aggiustamenti e nuove disinteressate aggregazioni, poiché la Lega non può da sola bastare, ha sentenziato l’ufficio politico locale.
Per non sprofondare nella noia che opprime, stanchi delle giornate uggiose, alcuni hanno pensato d’inviare cartoline di candidatura a sindaco. Pensano così di scacciare i tristi pensieri per il nuovo anno e di rendere più interessante la disputa elettorale di primavera.
Motivati da nobili interessi, i partiti maggiori, mandano in avanscoperta i loro uomini migliori, le seconde linee, alcuni freschi di nomina congressuale, a spiegare con appunti preconfezionati le loro strategie, incomprensibili e generiche ai molti cittadini che stoicamente credono ancora alla democrazia elettiva.
A Rovigo, nel frattempo, il Pd del consigliere regionale Azzalin chiede le primarie di coalizione, ma il tragitto del dopo Merchiori non lo prevede affatto per chi ha vinto il congresso. Del resto non è che questo strumento di consultazione possa risolvere da solo i dubbi dei programmi condivisi e delle alleanze conseguenti.
Diversamente, ad Adria, prevale la prudenza del coordinatore del Pd d Zanellato. Qualche sussurro è possibile tuttavia percepire lungo le riviere del canale infreddolito: impossibile da decifrare nella logorata sintassi dei commentatori incalliti.
Mentre prosegue l’attività del Cantiere, nessuno tra i partiti del centro sinistra sembra pensare alle primarie. Semplice disattenzione? Qualcuno ne dubita.
I cittadini, pazienti, aspettano qualche bagliore che li illumini, nel mese delle festività natalizie.
Piccole schermaglie politiche si rincorrono nelle pagine locali dei quotidiani per ricordare che è in atto una straordinaria campagna elettorale, per chi se ne fosse dimenticato.
L’esperto cronista, che sta sulla piazza ininterrottamente, sentenzia che bisogna attendere la fine dell’anno e l’arrivo della Befana per capire cosa potrà accadere nel nostro Paese.
Ciò aiuterà i politici praticanti a segnare una rotta per ridare un governo credibile alla nostra città.
Facciamoci allora gli auguri per l’anno in arrivo.
Giovanni Ferro