lunedì 31 agosto 2009
Calura
Le subculture della Lega impazzano in questo mese agostano, sono come la maionese quando viene montata esageratamente. Il suo conduttore B recita il solito e consumato canovaccio, copiando dal suo gemello, gestore temporaneo delle sorti del Paese: dialetti, insegnanti, ronde e altro ancora che dovrà venire, trascurando di parlare del federalismo, quello conosciuto e praticato da stati oppure quello vagheggiato da molti.
I grandi stati nazionali europei, sorti tra il 400’ e il 500’, ci ricordano l’importanza e l’utilità di quelle realizzazioni che, eliminando le dannose frantumazioni feudali, dettero origine ai moderni stati. Macchiavelli, nelle sue osservazioni, si rammaricò molto della frammentazione e vulnerabilità dell’Italia di allora e non fu il solo a soffrirne. Ciò non significa ovviamente il primato dello stato centralizzato, così come si è realizzato, semmai ci suggerisce alcune considerazioni riguardanti le diversità e peculiarità presenti in territori complessi, con storie e molteplici tradizioni, ricchezze non limitazioni, come per il nostro Paese, nel quale l’unificazione arrivò tardi e in modo alquanto avventuroso, ma con partecipazione sofferta e generosa.
Un approccio rispettoso della nostra storia ci può aiutare a realizzare un governo delle autonomie locali nuovo, non dettato da “ricatti secessionistici”, vedi Sicilia nel dopoguerra, o da problemi di politica internazionale, Sud Tirolo. Oggi, a me sembra, che occorra ripartire con uno spirito nuovo, mettendo alla prova chi è stato eletto in Parlamento e coloro che più hanno a cuore il nostro futuro.
Lo zabaione leghista si nutre invece delle confusioni diffuse in tanti elettori e vive in simbiosi con le comunicazioni distorte e suadenti del suo unico alleato.
La fine dei due partiti ideologici del secondo Novecento, PCI e DC, ha lasciato il territorio nazionale in balia di sprovveduti alchimisti, recitanti avventurosi di storie stravaganti e talora inquietanti e pericolose: l’uomo delle TV e della comunicazione a suo beneficio e il suo gemello imperfetto, rude inventore della Padania. Se fossimo a teatro si assisterebbe ad un’accoppiata colorita e gustosa, ma nell’Italia del dopoguerra, non pienamente avvezza alla democrazia liberale, il duetto, come l’apprendista stregone, procede sfasciando ora di qua, ora di là, approfittando delle debolezze del sistema e dei partiti, ancora prigionieri del 900’, intossicati dalle pratiche ideologiche consociative e dalle innocue e roboanti opposizioni del tempo appena trascorso. Eppure gli argomenti che richiederebbero forti risposte a questo governo non mancano certo. Se ne fanno interpreti alcuni organi di stampa, Famiglia Cristiana, taluni esponenti di partito, pochi, e ogni tanto con pudore i vescovi, increduli di tante arroganze. Lo stesso federalismo, termine propagandistico ormai quasi in disuso tra la Lega, può diventare argomento di rinnovamento se qualcuno seriamente se ne occupasse. Oggi invece tengono banco nelle gazzette e tv compiacenti altri temi, alcuni dolorosi, immigrazione, altri bizzarri e strampalati, mentre Comunione e Liberazione informa i suoi aderenti e l’opinione pubblica più in generale che la vita privata del Presidente non è cosa che la riguardi, conta solo l’azione del suo governo, generosa e sensibile con l’associazione di Don Giussani e il mondo cattolico. Alla notizia, i territori del Paese hanno tirato un sospiro di sollievo poiché si temeva che qualche consigliere comunale sollevasse la questione con interrogazioni sull’argomento privato e festoso del “settantino” Presidente. Lo temevamo anche ad Adria i consiglieri comunali ciellini; pure il Pd non era entusiasta nell’affrontare in Consiglio un argomento così particolare in una fase congressuale nella quale ciascuno va recitando una sua parte. Così Fassino, liberandosi delle ultime scorie comuniste, si lancia nel sostenere una possibile alleanza nelle prossime elezioni regionali con Galan, governatore veneto e il mite Franceschini si toglie lo sfizio di fare il diessino con nobili e sferzanti parole nei confronti dell’avversario berlusconiano. Cosa può partorire il dibattito politico in corso nel PD!
Ad Adria BB, sindaco novello, cerca di parare le soffici bordate di un’opposizione in costruzione e di tenere a bada la sua rissosa maggioranza, cercando aiuto da suoi “superiori”, raffinati conoscitori della politica. I più maliziosi esagerano su queste relazioni e qualcuno sostiene che non c’è nulla di sconveniente se si va a lezione da qualche capo corrente.
Le diverse opposizioni e minoranze aspettano intanto la fine della calura agostana per presentarsi ai cittadini con le loro proposte e osservazioni. La popolazione attende con ansia gli scenari futuri.
Nell’attesa sappiamo di sicuro che il prode socialista G. Giribuola, transitato ad Ecogest come presidente, sarà costretto, in una sorta di contrappasso dantesco, ad occuparsi del servizio della raccolta differenziata: se n’è “disinteressato” durante il quinquennio amministrativo precedente ed ora “per punizione” dovrà occuparsene con cura e abnegazione. Sono certo che gioiosamente lo farà.
La storia riserva a volte qualche rivincita e rafforza gli animi di molti fra noi.
Giovanni Ferro
CALDA ESTATE
ESTATE AGOSTANA
Le subculture della Lega impazzano in questo mese agostano, sono come la maionese quando viene montata esageratamente. Il suo conduttore B recita il solito e consumato canovaccio, copiando dal suo gemello, gestore temporaneo delle sorti del Paese: dialetti, insegnanti, ronde e altro ancora che dovrà venire, trascurando di parlare del federalismo, quello conosciuto e praticato da stati oppure quello vagheggiato da molti.
I grandi stati nazionali europei, sorti tra il
Un approccio rispettoso della nostra storia ci può aiutare a realizzare un governo delle autonomie locali nuovo, non dettato da “ricatti secessionistici”, vedi Sicilia nel dopoguerra, o da problemi di politica internazionale, Sud Tirolo. Oggi, a me sembra, che occorra ripartire con uno spirito nuovo, mettendo alla prova chi è stato eletto in Parlamento e coloro che più hanno a cuore il nostro futuro.
Lo zabaione leghista si nutre invece delle confusioni diffuse in tanti elettori e vive in simbiosi con le comunicazioni distorte e suadenti del suo unico alleato.
La fine dei due partiti ideologici del secondo Novecento, PCI e DC, ha lasciato il territorio nazionale in balia di sprovveduti alchimisti, recitanti avventurosi di storie stravaganti e talora inquietanti e pericolose: l’uomo delle TV e della comunicazione a suo beneficio e il suo gemello imperfetto, rude inventore della Padania. Se fossimo a teatro si assisterebbe ad un’accoppiata colorita e gustosa, ma nell’Italia del dopoguerra, non pienamente avvezza alla democrazia liberale, il duetto, come l’apprendista stregone, procede sfasciando ora di qua, ora di là, approfittando delle debolezze del sistema e dei partiti, ancora prigionieri del
Ad Adria BB, sindaco novello, cerca di parare le soffici bordate di un’opposizione in costruzione e di tenere a bada la sua rissosa maggioranza, cercando aiuto da suoi “superiori”, raffinati conoscitori della politica. I più maliziosi esagerano su queste relazioni e qualcuno sostiene che non c’è nulla di sconveniente se si va a lezione da qualche capo corrente.
Le diverse opposizioni e minoranze aspettano intanto la fine della calura agostana per presentarsi ai cittadini con le loro proposte e osservazioni. La popolazione attende con ansia cosa gli scenari futuri.
Nell’attesa sappiamo di sicuro che il prode socialista G. Giribuola, transitato ad Ecogest come presidente, sarà costretto, in una sorta di contrappasso dantesco, ad occuparsi del servizio della raccolta differenziata: se n’è “disinteressato” durante il quinquennio amministrativo precedente ed ora “per punizione” dovrà occuparsene con cura e abnegazione. Sono certo che gioiosamente lo farà.
La storia riserva a volte qualche rivincita e rafforza gli animi di molti fra noi.
Giovanni Ferro
domenica 16 agosto 2009
SINISTRA E LIBERTA'
Terminate le elezioni e i suoi riti, i diversi candidati ai municipi hanno trovato o ritrovato la stessa casa. Alcuni tra gli sconfitti con sofferenza apparente hanno traslocato nei così detti enti di secondo grado, altri sono stati promossi dal voto e felici hanno iniziato la loro avventura di pubblici amministratori. Solo certuni sono ancora in attesa di un qualche incarico per affermare che anche loro contano e sono importanti. Così avviene in entrambi gli schieramenti. Nella politica amministrativa dei sindaci e degli assessori sembra che valga solo questo: essere dentro i luoghi delle istituzioni, naturalmente a ben governare. Soltanto una ristretta minoranza si pone il problema di una politica diversa, fatta di trasparenza, di etica condivisa, di servizio alla città e al Paese e di presenza nei territori.
In questa estate adriese gli specialisti dell’effimero estivo, godereccio apparente, si muovono con disinvoltura e sicurezza ora che Bobo dall’alto dello scranno consiliare può dare buoni consigli in una materia a lui ben nota. Nel frattempo alcuni cittadini sfortunati attendono da tempo che i rumori siano messi sotto controllo dalle destre al potere, visto la fulminea partenza del nuovo sindaco. Così i residenti di via Carducci sperano molto in una viabilità amichevole, non tossica e pericolosa. Risponderà mai qualcuno a questa richiesta? La democrazia attende, così come i precari, i senza lavoro, i cassaintegrati, sballottati da una parte all’altra nelle diverse stanze dei poteri.
Nelle piazze e nelle vie l’opposizione consiliare timidamente si organizza e chiede conto del primo nuovo assunto in Comune, depositando un’elaborata e dotta interrogazione. Nel frattempo lavoratori di aziende in grave difficoltà boccheggiano, si tormentano aspettando salari che non arrivano, guardano preoccupati il loro immediato futuro di cittadini e lottano con il loro sindacato in difesa del lavoro minacciato.
Il Paese, logorato dalla crisi economica, subisce le vicende grottesche del governo squinternato che offende e minaccia le libertà dei cittadini. I territori “pacificati,” dopo lo scontro elettorale, fingono di ignorare tutto ciò e i “comunisti” diventano sovente interlocutori in alleanze di poteri locali diffusi, enti utili e inutili. Così scompare dal vocabolario l’emergenza democratica, proclamata alla vigilia del voto amministrativo con enfasi solenne nelle cronache dei giornali.
Tra i media solo qualche testaa giornalistica difende con forza il diritto di parola di noi tutti e le televisioni normalizzate, eccetto qualcuna, fingono d’ignorare d’essere ormai diventate cassa di risonanza, sopratutto quando non parlano, di un potere bulimico, divoratore di cose e di pensieri. Solo libere parole viaggiano ancora ostinatamente nelle coscienze di molti e si organizzano. Fanno rumore, aiutano chi non sa più riconoscere il proprio Paese, i propri luoghi, le persone dimenticate nelle politiche compromissorie ed arrendevoli e riempiono le speranze di noi tutti .
A settembre SINISTRA E LIBERTA’ cercherà una strada, un percorso lungo il quale portare i cittadini a riappropriarsi delle loro libertà e dignità perdute. E’ un invito a tutti a partecipare.
Giovanni Ferro