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venerdì 24 gennaio 2014

L’eccezionalità di questo tempo -







Siamo molto obbligati verso Machiavelli e altri autori che scrivono di ciò che gli uomini fanno, non di ciò che dovrebbero fare. Non è possibile, infatti, unire la furbizia del serpente con l’innocenza della colomba, a meno che non si conoscano esattamente tutte le caratteristiche del serpente; la sua bassezza, la sua andatura strisciante, la sua volubilità e lubricità e il suo veleno…insomma tutte le forme e nature del male. Anzi, un uomo onesto non può far nulla di bene, che valga a far ricredere i malvagi, se non conosce il male. Infatti, gli uomini di animo corrotto suppongono che l’onestà nasca da semplicità di costumi e dalla fede prestata al linguaggio esteriore di predicatori, maestri ed altri: onde, se non si dimostra loro di conoscere fino in fondo le loro corrotte opinioni, essi disprezzano ogni morale.
( F. Bacone, De dignitate et aumenti Scientiarum, tra. It., Torino 1975, p. 302)



L’eccezionalità di questo tempo spinge il segretario nuovo del pd a forzare la prassi consunta della politica inerte, immobile, che s’inquieta prigioniera della sostanza sua.
Nessuno, al momento, sostiene che, ponendo come fine il governo della cosa pubblica, sia possibile e desiderabile conseguire ora uno strumento di legge efficace e proficua solo con l’attuale risicata maggioranza, lasciando fuori le due maggiori forze parlamentari - 5 stelle e F. I .-. Impresa certamente ardua, considerate le finalità diverse dei partiti interessati in Parlamento: ciascuno abbarbicato al suo “particulare” da difendere strenuamente.
Esiste, com’è noto, almeno un’altra possibilità: quella di affidare alle forze maggiori una proposta da sottoporre ai partiti minori per trovare un compromesso accettabile a tutti o alla stragrande maggioranza che abbia come base la rinuncia di qualcosa per uscire dell’attuale Porcello, legge inutile e dannosa.
Sappiamo tuttavia che una delle tre maggiori formazioni politiche, 5 Stelle, si è defilata, mentre le due, Pd e F.I, si sono rese disponibili. Da qui bisogna partire.
L’attuale proposta, al di là degli schiamazzi di propaganda, provenienti da più parti, e delle tardive e insincere riflessioni sulla natura della rappresentanza della Destra, può, in alcune sue parti, essere ritoccata in Parlamento, senza alterarne la sua finalità. Consapevoli che questo strumento fondamentale nelle democrazie rappresentative non ha mai natura dogmatica, subisce cioè l’usura del tempo, quindi mutabile e riformabile.
Oggi parrebbe che questa sia l’unica strada per rimediare ad una stagione lunga di scoramento e di peccaminoso immobilismo.
E’ tuttavia realistico considerare, qualora venisse approvata una nuova legge per il voto politico, le opposizioni e le contrarietà su parti, anche significative, del suo articolato.
Se ne può dedurre che è questo solo ciò che possono partorire gli attuali governanti. Corrosi in profondità da corruttela diffusa e dalla menzogna conclamata.



-          E’ un tempo difficile, non trovi? Questi strangolamenti del vivere che arrivano improvvisi e la speranza che prova a rendersi bella, attraente. Che ci corteggia.
Quale futuro, Berenice, avremo?
-          Non lo so, mio caro Tullio, non ci è dato di sapere il domani. Possiamo solo attrezzarci per far fronte ai disagi, ai conflitti, alle opportunità.

Non mi stupiva la risposta dell’amica: era accaduto anche l’ultima volta che ci eravamo incontranti. In Sardegna, tra i nuraghi.
Forse con un bicchiere di Pignoletto, questa sera diventerà più loquace. Era già accaduto l’ultima volta a Grizzana.
L’ultima curva s’intravvedeva tra la vegetazione spoglia. Su, in alto, la casa aspettava noi. Accogliente.