OTTOBRE: FUOCO AMICO
Le serate del bel canto danno fiato alla coalizione adriese vincente e così i direttori artistici un po’ si pavoneggiano e camminano sicuri lungo il Corso; rilasciano interviste alla stampa, lieta di avere così tante notizie a disposizione.
Nel palazzo municipale gli assessori studiano le carte. Nella complessità della materia c’è chi le passa a qualcuno più esperto e così apprendiamo che l’avv. Maltarello, assessore all’urbanistica, s’occuperà del rumore e dei Cantieri Navali, dribblando l’assessore all’ambiente preposto. Saggia decisione, sussurrano nelle vie del Centro. Con un po’ di ritardo anche Legambiente scopre il contendere dei cittadini che risiedono nella zona “contaminata” da polveri e rumori.
In questo riscoprirsi attenti e sensibili all’ambiente, sembra che cittadini spazientiti abbiano proposto a Conte di raccogliere le firme dei residenti in via Carducci, quelli intossicati, mentre sono in attesa quelli di via Brollo, compresi i bambini della scuola materna, presso le suore che risiedono lì. I partiti fanno spallucce, ben altri sono i problemi. Attendiamo gli sviluppi.
Nelle frazioni si discute della soppressione delle Consulte: esultano i tifosi di Bobo e l’assessore competente Lucianò; strillano gli oppositori in Consiglio che vedono minacciata la democrazia decentrata. Chi potrà mai più interrogare l’amministratore di turno o semplicemente redigere l’elenco di ciò che manca nel territorio delle frazioni. Il sindaco su questo garantisce l’ascolto di tutti, promettendo visite, guidate dai suoi delegati locali: così raccontano le cronache. C’è qualcuno tra i suoi che può dubitare? Altre scaramucce scoppiano qua e là e i consiglieri ascoltano mansueti i capigruppo di turno infervorarsi nelle prolisse esposizioni.
Nella maggioranza, si dice, c’è un terzetto indispettito che non sempre gradisce le scelte amministrative che vengono loro proposte. Deve elaborare ancora il lutto post elettorale: non essere stato sufficientemente valorizzato da chi ha deciso in alto le sorti della compagine esecutiva. Ora i tre si trovano ad operare confinati in ruoli diversi, non appagati, desiderosi e bisognosi di ben altri riconoscimenti, dopo tanto duro lavoro quinquennale nelle ronde e tra fascicoli comunali. E’ un piccolo fuoco amico che disturba chi s’è impegnato a fare grande la città.
Le minoranze, si sa, attaccano i governi, propongono alternative ai programmi elaborati e pubblicizzati ai cittadini; capita che nella foga agonistica dimentichino le buone maniere e s’imbarbariscano un “tanticchio” o che diano sfoggio di conoscenza esagerata, per apparire combattivi o per superbia.
Nella città accade anche questo e gli assessori novelli s’imparpagliano e s’infastidiscono per le molte interrogazioni, mentre BB tuona per le troppe parole sprecate, a suo dire, che costano parecchio in denaro. I vocaboli strapazzati vorrebbero ribellarsi a chi li usa malamente, per offesa o altro ancora, ma non possono farlo. Tra loro promettono vendetta e alla prima occasione sapranno come regolarsi.
Nell’arena politica i partiti uniti tutti fanno festa al nuovo rigassificatore, anche quelli che erano più ostili al progetto, convinti com’erano, che i polesani ne avrebbero tratto significativi vantaggi economici. Tutto questo non c’è stato e non ci sarà naturalmente. A compenso assisteremo all’arrivo del nostro carbone pulito che promette più occupazione, mentre a Rosolina gli amministratori locali dovranno convincere migliaia di turisti che la centrale non fa poi così male e in ogni caso ci saranno le mascherine fornite gratuitamente dall’assessore provinciale a proteggerli. Si può seriamente dubitare che l’azione riesca e che nessuno tra gli ospiti vacanzieri s’informi di ciò che possono provocare le diverse esposizione ai contaminanti.
Il sindaco Bobo, nel frattempo, laicamente firma ai banchetti delle opposizioni contro coloro che vorrebbero strapazzare il diritto d’informazione ancora di più, umiliandolo fino a farlo diventare puro elogio di che governa oggi il Paese e più in generale del potere mediatico di turno.
Al Ribose, tra uno prosecco e uno stuzzichino, c’è chi giura infine che il conduttore Massimo si recherà perfino a votare alle primarie del PD, facendo indispettire i suoi dirigenti locali e qualche socialista attempato, pronto al trasloco dopo le prossime elezioni amministrative.
Giovanni Ferro
Sinistra e Libertà
martedì 27 ottobre 2009
mercoledì 14 ottobre 2009
I tormentati giorni che si susseguono.....
Interrogazione
I tormentati giorni che si susseguono per tutto ciò che sta accadendo nel nostro Paese ci fanno quasi dimenticare la gravissima situazione economica nella quale siamo immersi, soprattutto c’è il rischio di non parlare più del lavoro sottratto, rubato dai grandi potenti, anche qui da noi. Lentamente ci si può adagiare nel considerare ineluttabile questo scivolamento nella precarietà e nella povertà, lasciando i singoli cittadini soli o in balia della sorte a fronteggiare le emergenze quotidiane. La forza della coralità, delle vaste solidarietà sono messe a dura prova, così come l’efficacia delle lotte per ottenere i diritti che la Costituzione garantisce: il lavoro, l’uguaglianza davanti alla legge, solo per citarne alcuni.
L’Amministrazione delle Destre adriesi ha provato con timidezza a dare risposte a chi ha perso il lavoro: solo buone intenzioni, scontate solidarietà, chiacchiere per chi si trova disoccupato e non sa come tirare avanti. Ricordiamo il Consiglio Comunale riunitosi per l’occasione, gli interventi della politica, i dubbi e le perplessità evidenziati, le speranze di tanti.
Sappiamo oggi quanti sono i licenziati nelle diverse professioni, nelle aziende, nel sottore del terziario, nella scuola? Quanti giovani hanno visto il loro rapporto di lavoro svaporare, ridursi sottilmente nella loro già deprimente condizione di precarietà, d’incertezza infinita, che logora, sfinisce giorno dopo giorno. Una sciagura questa che dovrebbe rivoltare gli animi e le menti dei governanti.
Numerosi Comuni nel nostro Paese si stanno attrezzando per aiutare le famiglie colpite dalla crisi. San Benedetto Del Tronto, per esempio, ha stanziato fondi comunali per un totale di 35 mila euro: un sostegno economico ai nuclei familiari con figli minorenni in cui i genitori si trovano in regime di cassa integrazione, di mobilità oppure hanno un reddito Isee 2007 familiare pari o inferiore al parametro di reddito minimo vitale. L’assessore competente ha provveduto inoltre a monitorare la popolazione bisognosa d’aiuto: 294 le famiglie con figli minori interessate.
Altre Amministrazioni si muovono su la stessa linea, intervenendo sulle politiche di bilancio volte a utilizzare tutte le risorse finanziarie disponibili per il contenimento dei costi dei servizi a domanda individuale (refezione scolastica, asilo nido, spazio bimbi con affido con e senza pasto, trasporto scolastico, servizi integrativi di pre e post scuola e centri ricreativi estivi per l'infanzia). Si studiano percorsi inediti d’intervento onde sopperire alle necessità dei cittadini sprofondati nella precarietà economica.
La Giunta adriese con il suo sindaco che cosa sta facendo? E’ capace d’abbozzare un programma in questa direzione o preferisce dilettarsi nelle scaramucce consiliari? Conosce quante sono le famiglie in difficoltà?
Faccia fare il sindaco al suo fido segretario Levi adeguate ricerche per saperne di più su questo triste argomento: anche per questo egli è pagato dai contribuenti e consulti poi la sua compagine di governo ché non è lecito speculare sulla vita d’altri.
Giovanni Ferro
Sinistra e Libertà
I tormentati giorni che si susseguono per tutto ciò che sta accadendo nel nostro Paese ci fanno quasi dimenticare la gravissima situazione economica nella quale siamo immersi, soprattutto c’è il rischio di non parlare più del lavoro sottratto, rubato dai grandi potenti, anche qui da noi. Lentamente ci si può adagiare nel considerare ineluttabile questo scivolamento nella precarietà e nella povertà, lasciando i singoli cittadini soli o in balia della sorte a fronteggiare le emergenze quotidiane. La forza della coralità, delle vaste solidarietà sono messe a dura prova, così come l’efficacia delle lotte per ottenere i diritti che la Costituzione garantisce: il lavoro, l’uguaglianza davanti alla legge, solo per citarne alcuni.
L’Amministrazione delle Destre adriesi ha provato con timidezza a dare risposte a chi ha perso il lavoro: solo buone intenzioni, scontate solidarietà, chiacchiere per chi si trova disoccupato e non sa come tirare avanti. Ricordiamo il Consiglio Comunale riunitosi per l’occasione, gli interventi della politica, i dubbi e le perplessità evidenziati, le speranze di tanti.
Sappiamo oggi quanti sono i licenziati nelle diverse professioni, nelle aziende, nel sottore del terziario, nella scuola? Quanti giovani hanno visto il loro rapporto di lavoro svaporare, ridursi sottilmente nella loro già deprimente condizione di precarietà, d’incertezza infinita, che logora, sfinisce giorno dopo giorno. Una sciagura questa che dovrebbe rivoltare gli animi e le menti dei governanti.
Numerosi Comuni nel nostro Paese si stanno attrezzando per aiutare le famiglie colpite dalla crisi. San Benedetto Del Tronto, per esempio, ha stanziato fondi comunali per un totale di 35 mila euro: un sostegno economico ai nuclei familiari con figli minorenni in cui i genitori si trovano in regime di cassa integrazione, di mobilità oppure hanno un reddito Isee 2007 familiare pari o inferiore al parametro di reddito minimo vitale. L’assessore competente ha provveduto inoltre a monitorare la popolazione bisognosa d’aiuto: 294 le famiglie con figli minori interessate.
Altre Amministrazioni si muovono su la stessa linea, intervenendo sulle politiche di bilancio volte a utilizzare tutte le risorse finanziarie disponibili per il contenimento dei costi dei servizi a domanda individuale (refezione scolastica, asilo nido, spazio bimbi con affido con e senza pasto, trasporto scolastico, servizi integrativi di pre e post scuola e centri ricreativi estivi per l'infanzia). Si studiano percorsi inediti d’intervento onde sopperire alle necessità dei cittadini sprofondati nella precarietà economica.
La Giunta adriese con il suo sindaco che cosa sta facendo? E’ capace d’abbozzare un programma in questa direzione o preferisce dilettarsi nelle scaramucce consiliari? Conosce quante sono le famiglie in difficoltà?
Faccia fare il sindaco al suo fido segretario Levi adeguate ricerche per saperne di più su questo triste argomento: anche per questo egli è pagato dai contribuenti e consulti poi la sua compagine di governo ché non è lecito speculare sulla vita d’altri.
Giovanni Ferro
Sinistra e Libertà
sabato 3 ottobre 2009
Settembre piovoso
Narrano che il nuovo sindaco di Adria s’è incupito assai in quest’autunno pluviale e ha perso quel suo spirito di cinquantenne adolescente: cantine allagate, garage sommersi dalle acque; perfino le normali abitazioni a piano terra, sprovviste degli adeguati marciapiedi, sono state visitate dalle ultime intense piogge, provocando danni. Nessuno può seriamente pensare che sia lui, BB, il responsabile di tanto danno alle cose dei suoi concittadini.
Qualcuno forse spiegherà questo nuovo affondamento delle civili abitazioni in un contesto di mutazione climatica che pure riguarda anche noi.
La gente, apparentemente rassegnata, non è pienamente convinta di tanto disastro, non considera un destino fatale tutto ciò: che non sia possibile porvi rimedio. Di questo anche il socialista G. Nonnato, amministratore collaudato ed esperto di urbanistica, sembra essersene accorto se afferma, nella sua nota del 20 settembre sul quotidiano “La Voce” - ..Perché devono ancora prevalere gli speculatori se il danno si scarica sulle Amministrazioni e sui cittadini?- Si riferisce ai recenti nubifragi con gli allagamenti procurati. La scoperta forse tardiva di chi specula ci costringe a porre la nostra attenzione sui rapporti tra chi governa le pubbliche amministrazioni e coloro che costruiscono, modificando il territorio, bene o male che sia.
Non è credibile che nessun assessore e sindaco non si renda conto dei danni di una politica asservita al solo denaro e a chi ne trae beneficio. Forse c’è qualcosa che ci sfugge nei governanti locali: un piacere masochistico di intervenire per puro esibizionismo, dopo che la natura ha ripristinato i suoi “equilibri”, scorazzando nelle vie allagate o visitando gli sfortunati di turno, sempre gli stessi; o l’ostinata protervia di dominio sulle cose e sugli uomini; o forse ancora l’attrazione fatale del potere suadente che ammaglia, che ricompensa. Non c’è scampo. Godiamoci allora queste stagioni imbarbarite, nelle quali ogni parola può venire oltraggiata, piegata a molteplici esigenze.
Avviene così anche per l’energia. Apprendiamo infatti dalla cronache che il nuovo assessore all’ambiente della nostra provincia, dopo una visita tecnica nella capitale, ha scoperto che il nostro futuro di cittadini polesani sarà caratterizzato da un’esagerata quantità di anidride carbonica che dovremo sopportare stoicamente. Val la pena di riportare testualmente ciò che la Gulmanelli, neo assessore, riferisce al cronista del Gazzettino: -Tempo cinque, sette anni, l’anidride carbonica scaricata in atmosfera ogni anno dai soli impianti di produzione energetica completati e a regime da Castelmassa al Delta sfiorerà i 13 miliardi di chilogrammi. Abbondantemente più di 50 tonnellate annue pro capite per ognuno dei residenti- L’articolo prosegue illustrando nei dettagli gli scenari futuri e alla domanda che cosa si può fare segue una sconcertante risposta. «La frammentazione delle competenze e soprattutto il fatto che come Provincia non abbiamo alcun potere di veto, sono la causa principale».
Rimedi? «Al momento direi che è meglio fare scorta di mascherine.” Un’infelice battuta che dimostra come qui da noi la Politica abbia abdicato da tempo al suo compito, alla sua missione.
I sindaci della Val di Susa sono riusciti tutti insieme, senza divisioni partitiche, a farsi ascoltare da chi voleva deturpare quel territorio. Guidano i loro cittadini, sono al loro fianco, così come dovrebbero fare i sindaci della nostra provincia quando l’ambiente e la nostra salute viene minacciata . Se non accade è perché non lo si vuole. Questa è l’unica e dura verità. Chi osa contraddire questo pensiero viene zittito in modo diverso.
Obama parla di riduzione di CO2 per non riscaldare il pianeta e noi qui che facciamo? Ci diamo da fare per produrne di più per la gioia di pochi che qui certo non vivono neppure. Pura esibizione della forza del denaro e del potere, gemelli perfetti nella società umana di questo inizio secolo.
Bobo intanto studia, a notte fonda, il programma amministrativo che non arriva e che dovrà pur illustrare a noi tutti, poiché vogliamo capire cosa egli intenda a fare di diverso dalle passate Amministrazioni, facendo sognare soprattutto coloro che lo hanno votato.
Nonostante la mia quasi illimitata fiducia negli uomini, dubito che ciò potrà accadere per l’intrinseca debolezza politica che lo sostiene e per gli errori grossolani che sta facendo.
Gli oppositori, dentro e fuori il Consiglio Comunale, sono ancora attardati ad uscire dal ‘900, che pesa ancora sulla storia che scorre. E’ urgente che abbandonino ciò che non può più servire per dare voce a coloro che credono in un mondo diverso.
Giovanni Ferro
Sinistra e Libertà
Qualcuno forse spiegherà questo nuovo affondamento delle civili abitazioni in un contesto di mutazione climatica che pure riguarda anche noi.
La gente, apparentemente rassegnata, non è pienamente convinta di tanto disastro, non considera un destino fatale tutto ciò: che non sia possibile porvi rimedio. Di questo anche il socialista G. Nonnato, amministratore collaudato ed esperto di urbanistica, sembra essersene accorto se afferma, nella sua nota del 20 settembre sul quotidiano “La Voce” - ..Perché devono ancora prevalere gli speculatori se il danno si scarica sulle Amministrazioni e sui cittadini?- Si riferisce ai recenti nubifragi con gli allagamenti procurati. La scoperta forse tardiva di chi specula ci costringe a porre la nostra attenzione sui rapporti tra chi governa le pubbliche amministrazioni e coloro che costruiscono, modificando il territorio, bene o male che sia.
Non è credibile che nessun assessore e sindaco non si renda conto dei danni di una politica asservita al solo denaro e a chi ne trae beneficio. Forse c’è qualcosa che ci sfugge nei governanti locali: un piacere masochistico di intervenire per puro esibizionismo, dopo che la natura ha ripristinato i suoi “equilibri”, scorazzando nelle vie allagate o visitando gli sfortunati di turno, sempre gli stessi; o l’ostinata protervia di dominio sulle cose e sugli uomini; o forse ancora l’attrazione fatale del potere suadente che ammaglia, che ricompensa. Non c’è scampo. Godiamoci allora queste stagioni imbarbarite, nelle quali ogni parola può venire oltraggiata, piegata a molteplici esigenze.
Avviene così anche per l’energia. Apprendiamo infatti dalla cronache che il nuovo assessore all’ambiente della nostra provincia, dopo una visita tecnica nella capitale, ha scoperto che il nostro futuro di cittadini polesani sarà caratterizzato da un’esagerata quantità di anidride carbonica che dovremo sopportare stoicamente. Val la pena di riportare testualmente ciò che la Gulmanelli, neo assessore, riferisce al cronista del Gazzettino: -Tempo cinque, sette anni, l’anidride carbonica scaricata in atmosfera ogni anno dai soli impianti di produzione energetica completati e a regime da Castelmassa al Delta sfiorerà i 13 miliardi di chilogrammi. Abbondantemente più di 50 tonnellate annue pro capite per ognuno dei residenti- L’articolo prosegue illustrando nei dettagli gli scenari futuri e alla domanda che cosa si può fare segue una sconcertante risposta. «La frammentazione delle competenze e soprattutto il fatto che come Provincia non abbiamo alcun potere di veto, sono la causa principale».
Rimedi? «Al momento direi che è meglio fare scorta di mascherine.” Un’infelice battuta che dimostra come qui da noi la Politica abbia abdicato da tempo al suo compito, alla sua missione.
I sindaci della Val di Susa sono riusciti tutti insieme, senza divisioni partitiche, a farsi ascoltare da chi voleva deturpare quel territorio. Guidano i loro cittadini, sono al loro fianco, così come dovrebbero fare i sindaci della nostra provincia quando l’ambiente e la nostra salute viene minacciata . Se non accade è perché non lo si vuole. Questa è l’unica e dura verità. Chi osa contraddire questo pensiero viene zittito in modo diverso.
Obama parla di riduzione di CO2 per non riscaldare il pianeta e noi qui che facciamo? Ci diamo da fare per produrne di più per la gioia di pochi che qui certo non vivono neppure. Pura esibizione della forza del denaro e del potere, gemelli perfetti nella società umana di questo inizio secolo.
Bobo intanto studia, a notte fonda, il programma amministrativo che non arriva e che dovrà pur illustrare a noi tutti, poiché vogliamo capire cosa egli intenda a fare di diverso dalle passate Amministrazioni, facendo sognare soprattutto coloro che lo hanno votato.
Nonostante la mia quasi illimitata fiducia negli uomini, dubito che ciò potrà accadere per l’intrinseca debolezza politica che lo sostiene e per gli errori grossolani che sta facendo.
Gli oppositori, dentro e fuori il Consiglio Comunale, sono ancora attardati ad uscire dal ‘900, che pesa ancora sulla storia che scorre. E’ urgente che abbandonino ciò che non può più servire per dare voce a coloro che credono in un mondo diverso.
Giovanni Ferro
Sinistra e Libertà
Iscriviti a:
Commenti (Atom)