Narrano che il nuovo sindaco di Adria s’è incupito assai in quest’autunno pluviale e ha perso quel suo spirito di cinquantenne adolescente: cantine allagate, garage sommersi dalle acque; perfino le normali abitazioni a piano terra, sprovviste degli adeguati marciapiedi, sono state visitate dalle ultime intense piogge, provocando danni. Nessuno può seriamente pensare che sia lui, BB, il responsabile di tanto danno alle cose dei suoi concittadini.
Qualcuno forse spiegherà questo nuovo affondamento delle civili abitazioni in un contesto di mutazione climatica che pure riguarda anche noi.
La gente, apparentemente rassegnata, non è pienamente convinta di tanto disastro, non considera un destino fatale tutto ciò: che non sia possibile porvi rimedio. Di questo anche il socialista G. Nonnato, amministratore collaudato ed esperto di urbanistica, sembra essersene accorto se afferma, nella sua nota del 20 settembre sul quotidiano “La Voce” - ..Perché devono ancora prevalere gli speculatori se il danno si scarica sulle Amministrazioni e sui cittadini?- Si riferisce ai recenti nubifragi con gli allagamenti procurati. La scoperta forse tardiva di chi specula ci costringe a porre la nostra attenzione sui rapporti tra chi governa le pubbliche amministrazioni e coloro che costruiscono, modificando il territorio, bene o male che sia.
Non è credibile che nessun assessore e sindaco non si renda conto dei danni di una politica asservita al solo denaro e a chi ne trae beneficio. Forse c’è qualcosa che ci sfugge nei governanti locali: un piacere masochistico di intervenire per puro esibizionismo, dopo che la natura ha ripristinato i suoi “equilibri”, scorazzando nelle vie allagate o visitando gli sfortunati di turno, sempre gli stessi; o l’ostinata protervia di dominio sulle cose e sugli uomini; o forse ancora l’attrazione fatale del potere suadente che ammaglia, che ricompensa. Non c’è scampo. Godiamoci allora queste stagioni imbarbarite, nelle quali ogni parola può venire oltraggiata, piegata a molteplici esigenze.
Avviene così anche per l’energia. Apprendiamo infatti dalla cronache che il nuovo assessore all’ambiente della nostra provincia, dopo una visita tecnica nella capitale, ha scoperto che il nostro futuro di cittadini polesani sarà caratterizzato da un’esagerata quantità di anidride carbonica che dovremo sopportare stoicamente. Val la pena di riportare testualmente ciò che la Gulmanelli, neo assessore, riferisce al cronista del Gazzettino: -Tempo cinque, sette anni, l’anidride carbonica scaricata in atmosfera ogni anno dai soli impianti di produzione energetica completati e a regime da Castelmassa al Delta sfiorerà i 13 miliardi di chilogrammi. Abbondantemente più di 50 tonnellate annue pro capite per ognuno dei residenti- L’articolo prosegue illustrando nei dettagli gli scenari futuri e alla domanda che cosa si può fare segue una sconcertante risposta. «La frammentazione delle competenze e soprattutto il fatto che come Provincia non abbiamo alcun potere di veto, sono la causa principale».
Rimedi? «Al momento direi che è meglio fare scorta di mascherine.” Un’infelice battuta che dimostra come qui da noi la Politica abbia abdicato da tempo al suo compito, alla sua missione.
I sindaci della Val di Susa sono riusciti tutti insieme, senza divisioni partitiche, a farsi ascoltare da chi voleva deturpare quel territorio. Guidano i loro cittadini, sono al loro fianco, così come dovrebbero fare i sindaci della nostra provincia quando l’ambiente e la nostra salute viene minacciata . Se non accade è perché non lo si vuole. Questa è l’unica e dura verità. Chi osa contraddire questo pensiero viene zittito in modo diverso.
Obama parla di riduzione di CO2 per non riscaldare il pianeta e noi qui che facciamo? Ci diamo da fare per produrne di più per la gioia di pochi che qui certo non vivono neppure. Pura esibizione della forza del denaro e del potere, gemelli perfetti nella società umana di questo inizio secolo.
Bobo intanto studia, a notte fonda, il programma amministrativo che non arriva e che dovrà pur illustrare a noi tutti, poiché vogliamo capire cosa egli intenda a fare di diverso dalle passate Amministrazioni, facendo sognare soprattutto coloro che lo hanno votato.
Nonostante la mia quasi illimitata fiducia negli uomini, dubito che ciò potrà accadere per l’intrinseca debolezza politica che lo sostiene e per gli errori grossolani che sta facendo.
Gli oppositori, dentro e fuori il Consiglio Comunale, sono ancora attardati ad uscire dal ‘900, che pesa ancora sulla storia che scorre. E’ urgente che abbandonino ciò che non può più servire per dare voce a coloro che credono in un mondo diverso.
Giovanni Ferro
Sinistra e Libertà
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