Pagine

giovedì 15 ottobre 2015

La Repubblica Tamisiana di Bosgattia



 





  


Da “Primitivi nella civiltà”
di Mila Contini


 ----
 
Nell’estate del 1945 nasceva, in riva al Po a Panarella di Papozze, uno strano campeggio, come lo definì Mila Contini, giovane giornalista, in un articolo dell’aprile del 1955, apparso sul mensile milanese “ARIA APERTA”. Era l’unica donna ammessa alla vita della Repubblica di Luigi Salvini, suo fondatore.
Si ricordava il decimo anno della nascita di questa Repubblica popolare maschile, dove le donne ne erano escluse, “eccetto i ginepotami che superano speciali prove sportive e le appartenenti al Corpo Diplomatico e consolare all’estero”.
Grande spazio fu dato dal giornale al Professore nell’articolo “Storia e la leggenda di un popolo felice”.
Sono strascorsi 70 anni e ancora molti ricordano quel periodo straordinario di una Comunità fantasiosa e libera che si ritrovava ogni estate nell’isola del Balotin fino al 1956.

---------

adrianellemutazioni.blogspot.com

giovedì 1 ottobre 2015

L'eccentrico liberale

Nella città le effimere certezze si confondono tra loro, ignorano il domani e contagiano i cittadini infreddoliti nel pensiero vagante; cercano qualche pertugio, sentiero, per riprendere fiato, per non darsi per vinte.

L’avvocato eccentrico e liberale, considerato portatore seriale di sfortune elettorali, soprattutto dalla Destra locale e non solo, ha fustigato, nel giorno festivo passato, l’avventura intrigante bobbiana, di Bobo, che guida la sua maggioranza nella nobile città di Adria, rifilandogli errori pacchiani nella conduzione esangue della sua Amministrazione, mescolando il sacro e il profano con suor Elisa Andreoli, traslocata per nobili e degni principi a Rovigo.
Eppure, in queste ultime ripetizioni sciatte e maldestre della Giunta adriese, il liberale fantasioso, memore di quella sua gustosa invenzione, l’assessorato alla felicità, che provocò turbamento nel Pd spinelliano e accese, nel 2007, un cinguettio con Rifondazione Comunista, dovrebbe in questi tempi faticosi liberare i luccichii del godimento inabissato, sepolto dai mugugni blasfemi e ben educati provenienti da più parti. Il successo sarebbe garantito, se lo facesse, con i ringraziamenti del governo renziano.
Tuttavia per accendere la speranza sarebbe necessario arruolare altra gente, non certo il confuso Mainardi, naufragato e sperduto in una terra senza speranza alcuna per lui; non altri a lui vicino, obbligati a inventarsi nuove strategie per smarcarsi dalle Destre tristi nei loro disordinati schiamazzi.
Il territorio, però, non lo consente, né i partiti presenti e neppure i sostenitori del Pd, infatuati del loro segretario nazionale accidentalmente precipitato tra noi. Costoro, infatti, sono mobilitati a separarsi di frequente, provando poi a ricongiungersi di nuovo provvisoriamente per un vizio esagerato, congenito, ingigantito, dopo la fine del centralismo democratico nel loro nuovo profilo aperto e liberale, estraneo agli unanimismi; mentre altri della Ditta bersaniana, ex democristiani per lo più, esercitano serenamente la pratica delle vagabonde correnti, senza patemi alcuni, stagionati alle zuffe, ai sotterfugi e agli accordi mutabilissimi.
E’ il nuovo Pd che marcia trionfante, che mastica le ore per riacciuffare il tempo perduto. In attesa della fermata, dell’assestamento.

A Bottrighe, nel frattempo, la corte di Bergo ha iniziato da alcuni giorni il consueto ripasso dei temi amministrativi, in vista dell’elezione prossima municipale. Rafforzata questa volta da uno specialista ritrovato a fatica nella frazione vicina di Bellombra, nascosto a più, girovago nelle campagne, ignorato da tempo dalla sua tribù. Un altro si è aggregato poi da Ca’ Emo, fucina di consiglieri comunali, portando allegria tra i sostenitori della lista bottrigana che verrà.
Pure il medico Giovanni, tra una visita e l’altra, un chiacchiericcio e una telefonata, ha iniziato da casa sua, ad Adria, a sondare tutte le alleanze possibili, costituendo gruppi di lavoro sparsi lungo le case arginali del Po e al confine con Papozze: è il suo destino quello di mettere insieme pensieri e azioni condivise soprattutto da lui. Non c’è, infatti, conflitto e frattura tra le sue file, inimicizie, gelosie: tutto procede in armonia Il canovaccio lo conosce a memoria da tempo immemore.
Infine vanno ricordati alcuni frammenti della sinistra disseminati nei luoghi più impensati: al  civico numero 52, nei bar onnipresenti, in qualche garage di periferia
Recentemente alcuni di loro, di Sel, s’erano spaventati, inquietati, avendo appreso che Vendola desiderava sposarsi e andare a vivere in Canada. Poi tutto svanì, e Mirco tirò un sospiro di sollievo, mentre il medico dermatologo Gennaro si preparava all’ennesimo trasloco. Tra le stelle grilline.

Al teatro Ferrini Barbara rifletteva sulle sorti delle città di Calvino. Non poteva ignorare ciò che un giorno il Rabbi Chaim ebbe a dire durante il mese del perdono: impegnarsi nella “riparazione del mondo” in atti pubblici che aiutino l’umanità nel perseguire la giustizia e la compassione.