I giornalisti da
qualche tempo invidiano i social, li amano: per questo si notano spesso nelle
tv, formulando sovente domande, già concordate prima, ai politici di turno.
Nei quotidiani i
retroscena narrano una politica intrigante, guerriera, con vocaboli di aspro
conflitto, soprattutto nelle file del Pd, rinsecchito dal voto.
Tra i giornalisti merita un mezzo plauso T. Ciriaco che, nella sua nota su la Repubblica del 13 marzo, si lascia sfuggire parole come guerra per finta, riferendosi al dibattito nella sede del Pd nazionale; sfida per la vita per scegliere i nuovi capi gruppo al Parlamento, e poi renziani e antirenziani in un gioco drogato e muscoloso che sarebbe in corso tra le file del partito democratico.
La sensazione che traspare genera fastidio, incomprensione, sfiducia nella politica in generale, quasi non ci fosse più il momento della sintesi, della crescita, del risultato raggiunto in tanto ruvido dialogare. Tutto è ridotto a lotta senza fine.
Tra i giornalisti merita un mezzo plauso T. Ciriaco che, nella sua nota su la Repubblica del 13 marzo, si lascia sfuggire parole come guerra per finta, riferendosi al dibattito nella sede del Pd nazionale; sfida per la vita per scegliere i nuovi capi gruppo al Parlamento, e poi renziani e antirenziani in un gioco drogato e muscoloso che sarebbe in corso tra le file del partito democratico.
La sensazione che traspare genera fastidio, incomprensione, sfiducia nella politica in generale, quasi non ci fosse più il momento della sintesi, della crescita, del risultato raggiunto in tanto ruvido dialogare. Tutto è ridotto a lotta senza fine.
Finge di
dimenticare Ciriaco che nelle vicende politiche la dialettica deve
necessariamente essere gagliarda, sobria e vivace. Il conflitto, direbbe
Machiavelli, è ineliminabile nelle vicende umane, non è un aut aut. Solo se non
controllato, autodisciplinato genera rotture e dolorose sciagure per il bene di
tutti. E’ questo l’insegnamento da raccogliere.
Il segretario
dimissionario Renzi ha forse pagato per un eccesso di necessaria conflittualità,
prolungatasi per poi attenuarsi, quando
il cambiamento non è stato più ritenuto sufficiente per molti che lo avevano
invocato e per i tantissimi che lo avevano osteggiato dentro e fuori al suo
partito.
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BO_BO
La ricaduta di Barbujani, Bobo per la moltitudine
adriese, merita attenzione, stupore e un’ammirata considerazione. Il sindaco spavaldo
è riuscito a ripetere l’impresa di farsi sfiduciare per la seconda volta. La
prima fu nel 2012 e gli portò fortuna; la seconda nel 2018, e i cittadini
adriesi attendono ora con ansia il risultato elettorale che arriverà tra poco.
Non ha importanza chi sarà il vincitore, se qualcuno della sua cerchia o altri sconosciuti in questo momento.
Il Massimo Bobo passerà alla storia locale per aver doppiato l’interruzione naturale del Consiglio Comunale con lo stesso Commissario prefettizio, Carmine Fruncillo.
Per questo e per l’affare dei borghi sarà ricordato nelle cronache adriesi future. Fino all’anno 2035.
Non ha importanza chi sarà il vincitore, se qualcuno della sua cerchia o altri sconosciuti in questo momento.
Il Massimo Bobo passerà alla storia locale per aver doppiato l’interruzione naturale del Consiglio Comunale con lo stesso Commissario prefettizio, Carmine Fruncillo.
Per questo e per l’affare dei borghi sarà ricordato nelle cronache adriesi future. Fino all’anno 2035.
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Il
presente largo, dilatato ed esteso include necessariamente esistenze, storie e
avvenimenti diversi, contrapposti. Forse per questo si usa il termine “Età di
transizione.”
- Stai forse pensando al tempo, al suo fascino e al suo dispiegarsi o invece ti sembra d’essere intrappolato dalle cronache politiche di questi giorni di primavera?-
Tullio sorrideva tra sé, consapevole che lei lo avrebbe notato. Non era necessaria una risposta alla sua riflessione silenziosa.
- Stai forse pensando al tempo, al suo fascino e al suo dispiegarsi o invece ti sembra d’essere intrappolato dalle cronache politiche di questi giorni di primavera?-
Tullio sorrideva tra sé, consapevole che lei lo avrebbe notato. Non era necessaria una risposta alla sua riflessione silenziosa.
26/03/2018
