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lunedì 23 luglio 2018

Alla ricerca del civismo dimenticato




Sandro, Caterina, Marino e qualcun altro avevano propagandato con scarso entusiasmo, l’improbabile competenza della lista civica di Barbierato; avevano irriso sottovoce, sbandierato nelle piazze cittadine, e perfino nei vicoli più appartati della città di Adria, questa loro presunta e indiscutibile verità, frutto del passaparola del pd locale, istruito da qualche veterano, dai pochi socialisti sopravvissuti, e dai loro seguaci, rimasti orfani tutti di un passato evaporato rapidamente.
Ignoravano, o fingevano, i responsabili dei partiti locali, il comune sentire dei cittadini elettori; non volevano credere che l’Amministrazione  Comunale potesse essere diversamente governata, lontana da alleanze strampalate, offensive, come quella con il sindaco uscente Bobo. Soprattutto speravano ancora di resistere per meri fini personali, incuranti degli eventi che nessuno può mai fermare, che non stanno mai fermi.
Si sono invece imbattuti nelle liste civiche locali di Barbierato, alla ricerca di un bene esteso, largo e possibilmente di tutti, per ridare nuova fiducia alla cittadinanza.
Le piccole gazzette nostrane si sono stupite e meravigliate di tale successo, e attendono ora che qualche sgambetto arrivi all’improvviso, per la gioia del cronista locale di turno.


Eppure le grandi affermazioni di questa nuova rappresentanza erano già visibili e note da Toniolo nel 2017. [1] Un’analisi ampia e dettagliata che merita nuova attenzione e riflessione da parte di tutti, poiché oggi, un anno dopo, il problema essenziale per molta gente è l’insicurezza, la paura sociale e identitaria, e la scarsa interpretazione della storia e del presente.
In modo diverso e sfaccettato l’intero territorio nazione ne è coinvolto e profondamente contaminato.
Nella piazza Cavour risistemata Arduino rifletteva tra sé, non sapeva quando sarebbe terminata quest’assurda stagione della politica con i telefonini e i social, in una campagna elettorale permanente nella quale ciascuno poteva sbraitare ciò che transitava per la testa, senza un confronto reale che richiamasse l’umanità dimenticata. Che è dentro di noi.




[1] È un fenomeno in forte crescita. A livello nazionale si è passati dalle 2.117 liste civiche, presentate nel 1997 nei 1.418 comuni al voto, alle 3.910 liste civiche presentate in 1.342 comuni nel 2016. In due comuni su tre i cittadini non hanno trovato il simbolo dei partiti. Per il Veneto, Gianni Saonara ha calcolato che per i consiglieri eletti al primo turno 707 sono espressione di liste civiche (di varia natura), e 203 di liste partitiche, di cui 27 del Movimento 5 stelle.”


domenica 1 luglio 2018

Adria - IL SINDACO NUOVO








Una piccola ma importante rivoluzione è sbocciata nella città di Adria, dopo alcuni anni di gestazione e preparazione nel territorio comunale, lasciando stupiti tanti e diversi cittadini, per età e provenienza sociale.

Consumate le acrobazie funambolesche di un ex funzionario di partito, Spinello, e di un commerciante, Bobo, sindaco in-colto nell’uso della politica che gratifica e rende la vita migliore, è arrivato, dopo alcuni anni di apprendistato, la sorpresa Barbierato con la sua lista civica.
La città attende ora con fiducia che i nuovi Amministratori s’impegnino con onestà e trasparenza per il benessere comune, in condivisione, nei modi previsti dalle leggi vigenti, affinché nessuno possa sentirsi escluso.
E’ questa una grande responsabilità che si sono assunti coloro che hanno vinto clamorosamente le elezioni e che cercheranno di onorare il voto ricevuto generosamente.
Com’è noto nella fase iniziale, denominata festosamente luna di miele, prevarranno le indulgenze, specie per questa nuova formazione politica; successivamente il clima muterà, come è naturale, e il giudizio prenderà altra forma e sostanza nello svolgimento dell’attività amministrativa.

Ogni nuova Amministrazione è tenuta ovviamente a realizzare, nei primi tempi, provvedimenti della passata maggioranza, in questo caso della giunta Barbujani, e programmare contemporaneamente il nuovo corso, quello illustrato durante tutta la campagna elettorale con gli obiettivi prefissati, le promesse dichiarate, consapevole che le cose umane non sono mai “salde”, ma sempre in “moto”, e i “tempi”, l’insieme delle situazioni date, sono soggetti a perenne “variazione” e che la politica è un’arte tremendamente difficile, poiché s’imbatte nel suo percorso attuativo in numerosi ostacoli, primo fra tutti è ciò che Machiavelli chiama Fortuna.
E’ uno snodo cruciale e delicato che segna il passaggio ad una fase successiva, complessa e delicata, che porta sempre con sé aspettative e desideri, a volte delusioni. Spesso, quando si opera bene, soddisfazioni e gratificazioni per quello che viene concretamente conseguito.
E’ necessario, perciò, saper operare con chiarezza, considerando la realtà come essa si presenta, non come noi la vorremmo nei nostri desideri, cercando di tenere saldo il nostro percorso, la passione che ci anima, sempre in tensione con ciò che si oppone, che resiste, che ci impedisce di realizzare gli obiettivi che riteniamo giusti e virtuosi.
Questo è il cammino che attende il sindaco di Adria Omar Barbierato.


gf