Sandro, Caterina, Marino e qualcun altro avevano propagandato con
scarso entusiasmo, l’improbabile competenza della lista civica di Barbierato;
avevano irriso sottovoce, sbandierato nelle piazze cittadine, e perfino nei
vicoli più appartati della città di Adria, questa loro presunta e indiscutibile
verità, frutto del passaparola del pd locale, istruito da qualche veterano, dai
pochi socialisti sopravvissuti, e dai loro seguaci, rimasti orfani tutti di un
passato evaporato rapidamente.
Ignoravano, o fingevano, i responsabili dei partiti locali, il comune sentire dei cittadini elettori; non volevano credere che l’Amministrazione Comunale potesse essere diversamente governata, lontana da alleanze strampalate, offensive, come quella con il sindaco uscente Bobo. Soprattutto speravano ancora di resistere per meri fini personali, incuranti degli eventi che nessuno può mai fermare, che non stanno mai fermi.
Si sono invece imbattuti nelle liste civiche locali di Barbierato, alla ricerca di un bene esteso, largo e possibilmente di tutti, per ridare nuova fiducia alla cittadinanza.
Le piccole gazzette nostrane si sono stupite e meravigliate di tale successo, e attendono ora che qualche sgambetto arrivi all’improvviso, per la gioia del cronista locale di turno.
Eppure le grandi affermazioni di questa nuova rappresentanza erano già visibili e note da Toniolo nel 2017. [1] Un’analisi ampia e dettagliata che merita nuova attenzione e riflessione da parte di tutti, poiché oggi, un anno dopo, il problema essenziale per molta gente è l’insicurezza, la paura sociale e identitaria, e la scarsa interpretazione della storia e del presente.
In modo diverso e sfaccettato l’intero territorio nazione ne è coinvolto e profondamente contaminato.
Ignoravano, o fingevano, i responsabili dei partiti locali, il comune sentire dei cittadini elettori; non volevano credere che l’Amministrazione Comunale potesse essere diversamente governata, lontana da alleanze strampalate, offensive, come quella con il sindaco uscente Bobo. Soprattutto speravano ancora di resistere per meri fini personali, incuranti degli eventi che nessuno può mai fermare, che non stanno mai fermi.
Si sono invece imbattuti nelle liste civiche locali di Barbierato, alla ricerca di un bene esteso, largo e possibilmente di tutti, per ridare nuova fiducia alla cittadinanza.
Le piccole gazzette nostrane si sono stupite e meravigliate di tale successo, e attendono ora che qualche sgambetto arrivi all’improvviso, per la gioia del cronista locale di turno.
Eppure le grandi affermazioni di questa nuova rappresentanza erano già visibili e note da Toniolo nel 2017. [1] Un’analisi ampia e dettagliata che merita nuova attenzione e riflessione da parte di tutti, poiché oggi, un anno dopo, il problema essenziale per molta gente è l’insicurezza, la paura sociale e identitaria, e la scarsa interpretazione della storia e del presente.
In modo diverso e sfaccettato l’intero territorio nazione ne è coinvolto e profondamente contaminato.
Nella piazza Cavour risistemata Arduino rifletteva tra sé, non
sapeva quando sarebbe terminata quest’assurda stagione della politica con i
telefonini e i social, in una campagna elettorale permanente nella quale
ciascuno poteva sbraitare ciò che transitava per la testa, senza un confronto
reale che richiamasse l’umanità dimenticata. Che è dentro di noi.
[1]
“ È un fenomeno in forte crescita. A livello nazionale
si è passati dalle 2.117 liste civiche,
presentate nel 1997 nei 1.418 comuni al voto, alle 3.910 liste civiche
presentate in 1.342 comuni nel 2016. In due comuni su tre i cittadini non
hanno trovato il simbolo dei partiti. Per
il Veneto, Gianni Saonara ha calcolato che per i consiglieri eletti al primo
turno 707 sono espressione di liste civiche (di varia natura), e 203 di liste
partitiche, di cui 27 del Movimento 5 stelle.”

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