La beffa di Bobo
La politica conosciuta s’allontana ogni giorno di più dalla gente comune e dai suoi veri problemi, quali l’occupazione, la precarietà del lavoro, il rispetto della legalità, per citare i più noti.
Così i giullari della cosa pubblica, indaffarati a presentarsi sempre in bella mostra, amanti della propria città, lasciano vagare nello spazio della comunicazione pietose affermazioni, mentre il Paese nel quale vivono e il territorio da loro amministrato subiscono terribili lacerazioni.
In analogo modo, il quasi mite Barbuiani, condottiero per caso, sotto la protezione dei suoi capi-partito polesani, ha dato inizio, con alcuni scomposti fraseggi, ad una diversa stagione politica. Sarà brevissima, secondo alcuni ex sostenitori.
Ha cacciato i più fragili della sua giunta: il finiano Ceccarello, la signora Paparella, imprudente nelle sue dichiarazioni e l’amico Lucianò della lista civica P.N. In nome della chiarezza e della democrazia. Ottimo esempio di applicazione della dialettica interna. Liberatoria per lui.
Dopo l’azzeramento totale dell’esecutivo, ha riprovato a rifarne un altro, più consono alla sua filosofia spiccia di venditore. Meno chiacchiere, niente osservazioni e inutili considerazioni sull’attività amministrativa. Il gruppo di “Responsabilità” è stato in tal modo ridicolizzato, considerato un male da estirpare dal governo cittadino, dopo la dichiarazione in Consiglio di Scarparo, scrupoloso consigliere comunale del Pdl. Metodo staliniano lo ha definito l’on. Bellotti, seguace del Presidente Fini. C’è da chiedersi cosa di tanto grave ha prodotto questo gruppuscolo, nato frettolosamente in seno a questa sfibrata maggioranza, per meritarsi questo ostracismo totale. Forse un’esagerata conflittualità deve avere irritato il potere teocratico di qualche sommo esponente regionale. Di più non è lecito sapere.Solo il medico Lucianò è apparso colpevole di tante e troppe richieste, ritenute impresentabili dal partito di Rondina.
Siamo, invece, convinti che la compagine fosse già minata al suo interno, quando nacque. In seguito l’esercizio della democrazia entrò in grave conflitto con l’assolutismo del predellino e dei suoi mediocri seguaci. C’era da aspettarselo.
Nelle politiche aziendali non occorrono, infatti, tante inutili parole; bastano quelle dell’azionista di riferimento. Per questo Fini, con ritardo, ha creato il suo nuovo partito della Destra europea.
La nuova giunta avrà quindi il compito di navigare in un mare perennemente agitato, finché un dignitoso voto l’affondi, com’è giusto che sia.
L’elezione di Barbuiani, spacciata per grande novità nella passata elezione, s’è dimostrata, alla prova dei fatti, una beffa e continua ad esserlo. Anche gli sciocchi lo capirebbero, dopo questi ultimi avvenimenti.
Lungo il Corso, incalliti passeggiatori recitano le loro previsioni sulla durata di questa Amministrazione e consumano contenti la fine della loro preziosa giornata.
Le opposizioni diverse necessitano ora di chiarezza e trasparenza per progettare un’alternativa che sia vera e non camuffata. Lo chiedono i cittadini e noi questo sosterremo.
Giovanni Ferro
Sel
La politica conosciuta s’allontana ogni giorno di più dalla gente comune e dai suoi veri problemi, quali l’occupazione, la precarietà del lavoro, il rispetto della legalità, per citare i più noti.
Così i giullari della cosa pubblica, indaffarati a presentarsi sempre in bella mostra, amanti della propria città, lasciano vagare nello spazio della comunicazione pietose affermazioni, mentre il Paese nel quale vivono e il territorio da loro amministrato subiscono terribili lacerazioni.
In analogo modo, il quasi mite Barbuiani, condottiero per caso, sotto la protezione dei suoi capi-partito polesani, ha dato inizio, con alcuni scomposti fraseggi, ad una diversa stagione politica. Sarà brevissima, secondo alcuni ex sostenitori.
Ha cacciato i più fragili della sua giunta: il finiano Ceccarello, la signora Paparella, imprudente nelle sue dichiarazioni e l’amico Lucianò della lista civica P.N. In nome della chiarezza e della democrazia. Ottimo esempio di applicazione della dialettica interna. Liberatoria per lui.
Dopo l’azzeramento totale dell’esecutivo, ha riprovato a rifarne un altro, più consono alla sua filosofia spiccia di venditore. Meno chiacchiere, niente osservazioni e inutili considerazioni sull’attività amministrativa. Il gruppo di “Responsabilità” è stato in tal modo ridicolizzato, considerato un male da estirpare dal governo cittadino, dopo la dichiarazione in Consiglio di Scarparo, scrupoloso consigliere comunale del Pdl. Metodo staliniano lo ha definito l’on. Bellotti, seguace del Presidente Fini. C’è da chiedersi cosa di tanto grave ha prodotto questo gruppuscolo, nato frettolosamente in seno a questa sfibrata maggioranza, per meritarsi questo ostracismo totale. Forse un’esagerata conflittualità deve avere irritato il potere teocratico di qualche sommo esponente regionale. Di più non è lecito sapere.Solo il medico Lucianò è apparso colpevole di tante e troppe richieste, ritenute impresentabili dal partito di Rondina.
Siamo, invece, convinti che la compagine fosse già minata al suo interno, quando nacque. In seguito l’esercizio della democrazia entrò in grave conflitto con l’assolutismo del predellino e dei suoi mediocri seguaci. C’era da aspettarselo.
Nelle politiche aziendali non occorrono, infatti, tante inutili parole; bastano quelle dell’azionista di riferimento. Per questo Fini, con ritardo, ha creato il suo nuovo partito della Destra europea.
La nuova giunta avrà quindi il compito di navigare in un mare perennemente agitato, finché un dignitoso voto l’affondi, com’è giusto che sia.
L’elezione di Barbuiani, spacciata per grande novità nella passata elezione, s’è dimostrata, alla prova dei fatti, una beffa e continua ad esserlo. Anche gli sciocchi lo capirebbero, dopo questi ultimi avvenimenti.
Lungo il Corso, incalliti passeggiatori recitano le loro previsioni sulla durata di questa Amministrazione e consumano contenti la fine della loro preziosa giornata.
Le opposizioni diverse necessitano ora di chiarezza e trasparenza per progettare un’alternativa che sia vera e non camuffata. Lo chiedono i cittadini e noi questo sosterremo.
Giovanni Ferro
Sel


