La Lega sublimata
Il mese che abbandona l’estate e prepara le sue dolci e tiepide giornate autunnali assiste senza stupore allo sfinimento di un partito incredulo, incapace d’agire nella nostra città. Perduti i suoi due consiglieri comunali, il vice sindaco leghista D’Angelo, rimasto solo, svolazza come un palloncino confuso. Attende che qualcuno della sua maggioranza decida di farlo cadere. Dolcemente, lui spera.
E’ finita, dopo solo un anno e mezzo, l’alleanza berlusconiana- leghista che prometteva scintille ed eventi gioiosi per tutti. E’ iniziata, quindi, una nuova storia.
Progetto Nuovo, l’alleato minore e pure indisciplinato, ha raccolto le atroci sofferenze dei leghisti consiglieri, naufragati nella sua area. Diventata un luogo di rifugio e di speranza. La politica assolutista del partito di Coppola e Mainardi, con l’allegato Barbuiani, s’è così schiantata alla prima seria difficoltà.
Oggi, il sindaco che si racconta nelle gazzette locali, Bobo per gli amici, non sa più cosa pensare e soprattutto dire. Ripassa le lezioni ricevute dai suoi mentori dichiarati e fatica a rendersi conto che la sorte del suo governo cittadino non è più nelle sue mani, se mai c’è stata.
Il partito di Lucianò è chiamato, infatti, a sostenere una coalizione frastornata e disorientata. A mantenerla in vita. Saprà reggere la sfida, rifiutando le tentazioni che il potere sa elargire?
La nostra città necessità di progettualità, di sapere cosa l’attende nell’immediato futuro. Sono le nuove generazioni che ce lo chiedono, non i dissacratori della parola, i piccoli bugiardi che si annidano un po’ dappertutto.
Lungo il Corso i goditori del passeggio amicale s’interrogano su possibili altri scenari futuri, aiutati dai cronisti locali. Curiosi, pure loro, delle sorti dei nostri amministratori cittadini.
Esprimono una moderata soddisfazione le diverse opposizioni, quelle consiliari e tutte le altre presenti nel territorio. Perfino nel partito depurato dai finiani, Pdl, c’è chi festeggia in cuor suo per una ritrovata serenità.
I cittadini, unici titolari della sovranità comunale, si attendono che ciascuna delle forze politiche presenti in Consiglio svolga con dignità il proprio ruolo. Che abbandoni i toni roboanti e propagandistici e spieghi con semplicità i propri progetti di governo. Quelli possibili e concreti.
L’opposizione ha, invece, un compito in più: preparare ora l’alternanza. Con i cittadini, innanzitutto, facendoli partecipi nella costruzione di programmi condivisi. Con una più giovane e qualificata presenza per la guida della città. E’ tempo di mutare, anche in questa direzione.
Per essere credibili.
Giovanni Ferro

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