Completate le liste con i candidati al Consiglio Comunale, i partiti adriesi, con le loro propaggini civiche, provano a misurarsi sui programmi confezionati per l’occasione. Impegno assai gravoso, farsesco in alcuni casi.
Il candidato delle Destre inconsapevoli dichiara nel sogno mattutino: “Farò quello che mi piace, che più mi aggrada, dopo il voto ricevuto.” Senza ombra di dubbio, pensava ad alta voce. Applausi scroscianti nella camera da letto.
S’attende di vincere Bobo recidivo, figurante convinto nelle file del vecchietto di Arcore. I listini graziosi, ingaggiati dai proconsoli locali e perfino regionali, sperano nella vittoria per incassare gratitudini e sorrisi. S’accontentano di poco. Per ora.
La Destra locale tenta, infatti, di dribblare se stessa e i disastri del suo governo nazionale: il lavoro sottratto, la precarietà garantita e ingigantita, l’attacco all’istruzione pubblica e alle Istituzioni del Paese.
Ci aspettiamo che la vincibile armata di Mainardi, con i sui subalterni, sussurri qualcosa, poiché i guai di noi tutti derivano essenzialmente dal governo che non c’è, inabissato dalle vicende processuali del suo Bombone Sparone Pestafracassone, detto Cesare da sui amici.
Il Centro Sinistra, dopo tanto vagabondare, ha deciso di volersi bene, inaugurando nella città una nuova stagione d’attenzioni, di riflessioni e sorprese. Si è tuffato così nell’impresa di costruire una nuova e diversa governabilità. Con trasparenza, ascoltando gli elettori tutti; con sobrietà, senza promesse fasulle.
L’impegno di Sel, nuova formazione della Sinistra che c’è, è quindi rivolta a realizzare quelle parti significative, presenti nel programma comune: tra queste il lavoro innanzitutto. Senza il quale la vita s’impoverisce, diventa sommamente precaria, la rende succube ai poteri dispotici ed oppressivi, corrodendo lentamente le coscienze individuali.
Costruire un osservatorio che sappia monitorare l’occupazione che si perde, che viene cancellata e, nello stesso tempo, trovare le strade necessarie per arginare la disoccupazione è fondamentale per i nostri cittadini, per i giovani e le ragazze che cercano il primo impiego, per quelli che sono imprigionati nelle precarietà.
Così altrettanto importante è dare concretamente supporti economici a chi il lavoro è stato sottratto. Anche questo è possibile, attraverso pratiche attente, attingendo risorse dal bilancio municipale e rifuggendo dalle facili elargizioni a pioggia. Chiamare poi a raccolta le famiglie per ascoltarle e spiegare loro il senso di questa nostra scelta, significa offrire una politica trasparente, solidale, rispettosa dei diritti e doveri di cittadinanza.
Altro ancora va realizzato e nel programma della coalizione viene indicato un itinerario da percorrere con altri soggetti pubblici e privati per creare nuova occupazione.
Bambini ed anziani, va ricordato, sono altresì risorse disponibili per fare bella la convivenza, per rendere gioiosa la vita che sorride e che illumina il nostro comune divenire.
Per questo occorre prestare la massima attenzione nei loro confronti, poiché noi ne avremo bisogno nel nostro domani vicino.
Giovanni Ferro
Sel
venerdì 22 aprile 2011
mercoledì 6 aprile 2011
ADRIA: RIVIERA MATTEOTTI
pubblicata da Giovanni Ferro il giorno martedì 5 aprile 2011 alle ore 8.35
Marzo ventoso, imprevedibile e sorridente, ci ha donato alla fine una speranza concreta: quella della ricomposizione del Centro-Sinistra adriese.
Non sono mancate tribolazioni e smarcamenti dal percorso indicato dalla politica che ragiona, che si ostina a pensare i cambiamenti possibili nel nostro territorio comunale.
Sel è nata per questo: per avviare una ricomposizione della Sinistra che sappia dialogare con il Centro. Con i cittadini spossati e frastornati dalla politica ostinatamente refrattaria alle mutazioni che scorrono dentro e fuori di noi. Sconfiggere gli egoismi irriducibili, le diffuse sfiducie è quindi compito che ci riguarda. Inevitabilmente.
Portare alla luce le ragioni della convivenza cittadina può oggi sembrare impresa immane, in questo finale di partita berlusconiana. Ognuno di noi sa che, pur nella diversa articolazione del pensiero e delle differenti visioni della vita, c’è uno spazio fantasioso e comune nel quale la competizione per fare bene le cose può esercitarsi nell’interesse di tutti. La democrazia per questo ci aiuta ad essere migliori, se l’accettiamo pienamente, se non la pieghiamo ai nostri più truffaldini pensieri. La nostra Costituzione ci può molto aiutare nel cammino che dovremo pur fare.
La nostra città anche questo ci chiede ora.
Presso il ponte Castello, appollaiato in uno striminzito stanzino, il candidato volonteroso attende che qualcuno s’affacci per portare buone notizie: un’adesione convinta, una promessa, un lampo di luce programmatico. Coltiva le sue speranze, giocherellando con i numeri bizzarri e precari dell’elezione di maggio. S’affaccia alla porta per scrutare il movimento del quotidiano passeggio e collauda così i suoi sogni.
Più in basso il candidato diverso, Bobo, finge ancora d’essere piacente alla schiera dei giovani più che adolescenti e, indifferente, organizza le solite cene, quasi in sordina. Non è noto il suo pensiero profondo, abissale. Naviga a vista, ripetendo parole consumate e capricciose, che spesso gli si rivoltano contro per la banalità di come vengono usate.
Altri competitori per la poltrona di sindaco, stupiti, sono ancora indaffarati a cercare una sede, a convincersi d’essere stati designati da qualcuno.
Solo D’Angelo, della Lega spaccona, sembra rinato dopo la sua caduta leggera, e finge d’ignorare le politiche insane del suo governo nazionale: non sa spiegarsi, per esempio, il perché dello slittamento del voto referendario. Così gli italiani saranno chiamati alle urne il 15 e il 16 maggio per le elezioni amministrative, il 29 e il 30 per gli eventuali ballottaggi e infine il 12-13 giugno per i referendum.
Un mese di passione disumana. Uno spreco di danaro pubblico superiore ai 400 milioni di euro. Inaccettabile, specialmente in tempo di crisi.
Bravissimi Bossi e Maroni nel coniugare il federalismo costoso: pagato con i soldi dei contribuenti.
Lungo la Riviera Matteotti, il candidato del Centro Sinistra, Paolo Ruzza, lavora per costruire una forte coalizione che duri e porti benefici per tutti. Nella chiarezza e trasparenza.
Giovanni Ferro
Sel Adria
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