Pagine

mercoledì 25 agosto 2010

Giribuola, inquieto socialista -

IL LUTTO



Giribuola, inquieto socialista, cerca un ruolo e una visibilità che non ci sono più. Svaniti quasi del tutto nel territorio adriese, dopo le ultime elezioni amministrative. Ora, come presidente di Ecogest, si occupa del ciclo integrato del rifiuto.
Traslocati alcuni suoi compagni di partito nel Pd, egli si è chiesto ripetutamente come condurre un’efficace opposizione all’Amministrazione Bobo. “Occorre andare nel territorio,” proclamò tempo fa, “parlare con la gente.” Grande scoperta la sua. Originale.
Oggi punzecchia il Pd di Spinello, alleato fraterno nel precedente Consiglio Comunale, suggerendogli strategie innovative. Poi, non pago, s’avventura nell’analisi critica dell’attuale maggioranza berlusconiana-leghista e, ohibò, sproloquia su Lucianò, assessore collaudato nei passati governi del centro sinistra, colpevole, a suo dire, di “utilizzare contro la Giunta Barbuiani le stesse armi che aveva messo in campo contro la maggioranza precedente.” Quella di Lodo.
Discernere e comparare evidentemente sono obiettivi irraggiungibili per Giribuola.
Egli sa che ben altri erano i guastatori, come nelle cronache locali si è potuto appurare. Giovanni L. pose allora problemi noti alla sua maggioranza. Condivisibili o no erano comunque chiari. Così la sua lealtà. Non potrebbe del resto essere diversamente, considerata la sua lunga e proficua partecipazione nelle alleanze di centro sinistra.

Il lutto per la perdita non è evidentemente terminato, qui nella terra del Groto.
Cercare, infatti,  solo negli altri i motivi della sconfitta elettorale è puerile e offensivo, quando non si raccontano gli avvenimenti nella loro interezza. E' tempo ormai d'uscire da questo stato pietoso e impostare nuovi e costruttivi rapporti tra le tutte le forze dell’opposizione. Per il bene di tutti, sia chiaro.
Si consoli, infine, Gianni G. poiché la democrazia prevede sempre le alternanze ed è, come direbbe il presidente Pertini, il miglior sistema rappresentativo. Nel frattempo rompa gli indugi e faccia come molti suoi compagni. Aderisca a Sel.


Giovanni Ferro
Coordinamento SEL – Rovigo

venerdì 20 agosto 2010

Potere


Intervallo

Il potere affascina, attrae, oscura le menti mettendole al suo servizio. Fa godere immensamente, più del sesso consumato. Schiavizza l'umanità in modi diversi.
Per questo esistono i contro poteri nelle moderne democrazie. Servono a limitare l'assolutismo godereccio, sfrenato, onnipotente e bulimico. Il quarto potere infine aiuta tutti e tre a mantenere un equilibrio sottile e precario nella vita delle umane relazioni.
Quando ciò non accade, siamo vittime e carnefici di soprusi infiniti.
La democrazia, così come la conosciamo, è incapace da sola di evitare le moderne tirannie. Per questo non bisogna abdicare al nostro essere cittadini consapevoli, nel senso ampio del termine.



Giovanni Ferro

Casa di Riposo di Adria

Scarparo



Si dice che Scarparo, presidente della Casa di Riposo di Adria, sia sobbalzato dal letto, quando ha saputo della protesta sindacale unitaria nei confronti del suo operato. “Mancanza di risposte da parte della Direzione e della Politica”, recita il testo del volantino distribuito ai cittadini adriesi. Riflettendo tra di noi, non c’è dubbio alcuno che il protagonista, in questa vicenda, sia lui e la sua maggioranza berlusconiana-leghista che lo ha nominato. Senza entusiasmo pare. Con le rappresentanze sindacali egli ha tentato di tergiversare, di lasciar decantare la materia scottante. Ha riletto diverse volte la frase “stato di agitazione” proclamato dai lavoratori, i quali chiedono solo che il proprio lavoro “venga riconosciuto e valorizzato” e non considerato come ”un costo da ridurre in barba alla qualità”.  Poi ha ripensato al recente passato, quando, in difesa dei cittadini utenti, così immaginava, inveiva contro l’Amministrazione Lodo. Un piccolo Savonarola populista che tentava di difendere quasi tutti. Tuonava contro la cultura esagerata della Giunta dei professori; contro la raccolta differenziata “porta a porta”, considerata una moderna discarica familiare. Era insomma un difensore della sicurezza e guidava le proteste e le ronde notturne nelle fredde giornate invernali, enumerando poi in Consiglio Comunale le numerose telefonate di plauso che, diceva lui, riceveva da indignati cittadini.
Ora, come direbbe il sommo Poeta, per la legge del contrappasso, si trova nella situazione opposta. A rispondere alle contestazioni di lavoratori inferociti. Per quanto tempo non si sa. E’ una pena questa temporanea, sopportabile, diversamente da quella dantesca. Eterna.
Devo dire, per correttezza, che, nella politica praticata, molti oggi vivono questo stato "peccaminoso". Con apparente indifferenza.


Giovanni Ferro

mercoledì 4 agosto 2010

Adria, un anno dopo

VENDOLA


Dopo un anno di governo della Destra berlusconiana-leghista, i cittadini adriesi si chiedono cosa stia succedendo nelle stanze di palazzo Tassoni e dintorni. Lasciamo perdere ormai le roboanti affermazioni del sindaco improvvisato: “Cambierò radicalmente la città”, ebbe a dire più di un anno fa. “La farò uscire dal degrado nel quale è stata lasciata per troppo tempo dal centro sinistra”. Così recitava il mite Bobo ai  suoi affezionati sostenitori. Inconsapevole di quello che affermava. Pensava che governare fosse la continuazione delle attività estive della sua associazione Adria Shopping. Suo sostenitore era Mainardi M., coordinatore berlusconiano della provincia, unto dal suo signore, chiamato epuratore o Moreno Byron da Lodovico Lionello, suo sottoposto incazzato di Taglio di Po.Tifava infine per Bobo l’assessore Coppola, gioiosa presenza, onnipresente e straripante nella città del Bocchi, durante l’ultima campagna elettorale. Sua guida spirituale, secondo alcuni. Suggeritrice benevola sulle tematiche ambientali, ma soprattutto portatrice di possibili risorse economiche a favore della turbolenta e infelice maggioranza adriese, combattuta al suo interno da amletici dubbi. Come realizzare la lottizzazione di Valliera, accontentando tutti, in particolar modo Bonamico? Ciò affliggeva il sindaco. Un mostro il progetto in cantiere, secondo la Confesercenti di Rovigo e i commercianti adriesi.
Ricordando le sue battaglie contro il "Porto", centro commerciale adriese, ha manifestato profonda e sincera tristezza, oltre che incompetenza politica. Non più giustificabile ormai. “Mi sono sempre battuto per il bene dei commercianti e continuerò a farlo”, ha promesso a chi gli stava vicino, in un’apposita riunione convocata. Costoro, rappresentati dalle loro associazioni, hanno annuito non troppo convinti. 
Terminato l’incontro, con il fido Levi s’è poi recato casa a consolarsi con qualche amena lettura. E qui, tra le pareti familiari, i suoi fragili pensieri sono naufragati, sospinti dai venticelli burrascosi dell’alleato più irrequieto. Il partito dell’assessore Lucianò. Chiedeva costui pari dignità nella condivisione amministrativa. Di essere consultato come si deve; non messo al corrente di decisioni già prese prima da colonnelli catapultati da qualche parte. Vana e ingenua attesa la sua. Il partito delle libertà sconosciute applicava con dolcezza amorevole le direttive programmatiche escogitate da solo, in qualche luogo del territorio veneto. Gli altri si agitino pure, pensava il coordinatore rafforzato. L’uscita del finiano onorevole Bellotti lo rende, infatti, più forte, ora. Così egli crede.
“Siamo amareggiati e offesi” ha pronunciato Cotalini, capogruppo di Progetto Nuovo. Poi non ha disdegnato a recitare inconsapevolmente la sua parte nel mediocre linguaggio politichese, evocando di nuovo la parola verifica. Che non dice quasi niente ormai. Come il termine “interessante”, riferito ai calciatori, sproloquiato ripetutamente dai commentatori sportivi, pagati dalle tv nazionali. Gli elettori ormai non si stupiscono più dei canovacci recitati e, con saggezza, preferiscono dedicarsi ad altro.
Ora che Fini, coofondatore forzato del Pdl, ha dichiarato Berlusconi illiberale, ci si augura che qualcuno della famigliola di P.N. si faccia coraggio e s’ispiri alla Lega. Si oppone quando trova convenienza e poi governa serafica, senza dazio pagare, votando ogni provvedimento che l’alleato maggiore le propina. Anche il più indigesto. Non basterà certo il vocione di Raule per impressionare i soldatini guidati da capogruppo Rondina.
All’opposizione il Pd, non avendo una strategia che non sia quella della sua effimera e triste auto compiacenza, ha chiesto, in Consiglio Comunale, di essere coinvolto in alcune importanti priorità riguardanti la città. In questo modo Spinello ritiene di dare forza e dignità al suo partito. Subito la maggioranza ha risposto di sì, smentendo chi sostiene l’insensibilità democratica della compagine berlusconiana. Fiero di questa trovata ingegnosa, Gino Sandro è sicuro che tutti lo seguiranno, compreso il socialista Giribuola, attardato a risolvere alcune spinose questioni, riguardanti l’essere del suo esangue partito.
Mentre tutto questo accade, Vendola conquista i cuori e le menti di tutti coloro che non hanno abbandonato la Sinistra. E sale nei sondaggi.

Giovanni Ferro