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martedì 21 febbraio 2017

Il tranquillo disordine tra di noi





La Virtù


Tra le sponde degli oceani rimbalzano rumorosi conflitti inaspettati: si aggiungono a quelli già noti da tempo.
Dopo la stagione della “guerra fredda” e del tiepido disgelo tra le grandi potenze è arrivato un tempo nuovo con altri debuttanti, irrispettosi delle tradizioni collaudate, pronti a disvellere i selciati e le strade conosciute. Tutto ciò potrebbe essere benefico, fruttuoso, all’interno di una normale dialettica accettata e riconosciuta, quindi condivisa. Diversamente si accenderebbero rovinose e innumerevoli guerriglie, spegnendo aspettative e speranze tra le parti e nelle cittadinanze.
Tra di noi, nati da poco come Stato sovrano, qualcuno dei maggiori opinionisti della stampa e del web ritiene che siamo ritornati al passato vicino degli anni ’50 del '900, con il voto proporzionale, seppur leggermente corretto dalla Corte Costituzionale.
Altri non sanno o non si esprimono su questo nuovo corso della politica italiana.
I partiti, tuttavia, i movimenti, e tutti coloro che aspirano alla scena politica ed elettorale si affannano a recuperare il valore del confronto, del conflitto fruttuoso, regolatore dei tumulti nocivi, non gli interessi di sette, di gruppi e fazioni di partiti, ma per quello più ambizioso e appagante del bene pubblico, con le sue leggi e regolamenti. Mai immutabili.
E’ una sfida che ci riguarda, che non possiamo e non dobbiamo ignorare.
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Nei bar di piazza Cavour gli anziani in pensione discutevano di politica giocando alle carte, mentre i giovani parlavano tra loro e misuravano il tempo trascorso, scrutando i giorni in arrivo. Baldanzosi e curiosi insieme.
La Fortuna machiavelliana preferiva giocare con la Casualità del divenire, ignorando la Virtù, sconosciuta ad entrambe.