Con ostinato coraggio
Alcuni, per rafforzare le proprie convinzioni politiche,
leggono volentieri compiacendosi ciò che viene stampato in qualche autorevole
quotidiano nazionale. In tal modo sono pronti a confutare le opinioni diverse,
quelle più arrabbiate e velenose. Con autorevolezza presunta.
Nel social network migliaia di condivisioni si rincorrono
felici, ciascuna con una sua motivazione e argomentazione, invogliando molte
altre a fare lo stesso. La democrazia ricercata, declinata con frequenza, attende
che qualcuno la riconosca nei più diversi luoghi. E se invece fosse un continuo
mutamento, individuabile a stento, un’instabilità latente pronta ad affacciarsi
nei bizzarri percorsi della storia, per poi inabissarsi nelle profondità
dell’Essere?
La fine dell’anno ci dona un minuscolo frastuono: le
primarie per le elezioni di primavera. Per scegliere nel Pd e Sel i candidati
al Parlamento. Si riprova a ossigenare lo spirito della partecipazione collettiva
con misurata fiducia, quasi spinti da un istinto di gioiosa sopravvivenza.
Poco lontano, in mutande, sopra l’onda maligna e gigantesca, l’alieno Gollum, dalle grandi orecchie, cerca instancabilmente il sapore del potere che annulla, che corrode, che prepara la fine. Per questo, in modo padronale, si agguanta ai media con voracità e lancia le sue profezie malefiche.
Poco lontano, in mutande, sopra l’onda maligna e gigantesca, l’alieno Gollum, dalle grandi orecchie, cerca instancabilmente il sapore del potere che annulla, che corrode, che prepara la fine. Per questo, in modo padronale, si agguanta ai media con voracità e lancia le sue profezie malefiche.
Alla sinistra-sinistra si traffica su nuove liste,
mescolando gli antichi partiti con le loro bandierine e i nuovi movimenti,
rispettabilissimi. Si cerca un posto nel Parlamento di febbraio per resistere
al logoramento del tempo inesorabile, convinti di condizionare così una
possibile governabilità: quella del centro - sinistra di Bersani, se sarà
vittorioso, e di garantirsi una visibilità spettacolare e retribuita.
Tra gli arancioni – movimento, il magistrato antimafia
Ingroia sembra voglia riconvertire le ambizioni dei vecchi partiti del
comunismo novecentesco e dell’idv del suo proprietario Di Pietro. Vuole gente
nuova dei movimenti e della società civile per abbellire le coscienze e le
speranze del Paese. Impresa assai ardua che si scontra con le attese dei
professionisti della politica consumata, presente in ogni luogo.
Mentre tutto ciò accade, Monti, con il suo seguito, lascia
la guida del Paese, indebolito dalla sua presunzione, incapace d’intendere
pienamente i desideri della politica.
Prigioniero di una visione parziale e discutibile
dell’economia, di una maggioranza ecumenica distorta, assemblata per necessità
e bisogno.
Lungo il Corso infreddolito, cittadini adriesi osservano scorrere
le gelide acque del Castagnaro che accarezza le rive dell’isola cittadina e di
Canareggio e, in cuor loro, si fanno gli auguri per l’anno che verrà.
Con ostinato coraggio.
gief


