Le primarie del Centro-Sinistra hanno risvegliato, senza
ombra di dubbio, i desideri insopprimibili di partecipazione: nuova e diversa,
trasparente ed appagante.
Perfino nella Destra incompiuta, prigioniera del suo despota
rinsecchito, qualche timido pensierino ha cominciato a farsi strada per imitare
questo afflato partecipativo.
Le gazzette e le comunicazioni sulla Rete hanno dato sfogo,
in questo tempo, ai sentimenti più eterogenei, alimentando nelle tv le
chiacchiere oziose dei desueti programmi generalisti.
Questo lirismo che si ripete, in presenza di eventi
straordinari, sta ora lasciando il campo alla prosa faticosa che prova a
tradurre in atti concreti il sussurro rigenerativo degli elettori.
In questo fine anno, il programma di Renzi, forte del
consenso ottenuto, è lì che attende perciò d’essere implementato dal vincitore
Bersani, se ne sarà capace. E’ lì che scruta il futuro vicino, la primavera che
verrà. Per accelerare il mutamento invocato da tanti.
Un passo importante e significativo è stato certamente compiuto.
Il Consiglio di Stato, in data 8 novembre 2012, è piombato
sul capo dell’incontenibile Panetto, guascone per nascita, approdato per meriti
leghisti nella giunta Bobo.
Abbandonato dal suo partito, l’assessore, sgradevole per la sua supponenza, si è trovato travolto da una sentenza del C. d. Stato concernente la gara per l’affidamento del servizio energia, vinto dalla Manuntencoop Spa.
L’appello all’organo sopracitato, come è noto, non è andato a buon fine per la città di Adria. Infondato e quindi respinto, poiché si atteggia “piuttosto come il frutto di un giudizio politico-amministrativo”.[1]
Abbandonato dal suo partito, l’assessore, sgradevole per la sua supponenza, si è trovato travolto da una sentenza del C. d. Stato concernente la gara per l’affidamento del servizio energia, vinto dalla Manuntencoop Spa.
L’appello all’organo sopracitato, come è noto, non è andato a buon fine per la città di Adria. Infondato e quindi respinto, poiché si atteggia “piuttosto come il frutto di un giudizio politico-amministrativo”.[1]
E’ noto, infatti, che, quando si opera nella Pubblica
Amministrazione, è possibile prendere delle cantonate, sbagliare
inconsapevolmente, fidandosi del dirigente di turno: per questo esistono le
protettive e costose assicurazioni. In quest’occasione siamo di fronte tuttavia
a un’esagerata tifoseria politica della Giunta adriese, poiché si è voluto
mutare un giudizio politico “sulle scelte precedentemente operate dalla stessa
amministrazione sulle più adeguate modalità d’individuazione del criterio di
selezione delle offerte”.[2]
I motivi che hanno indotto il sindaco e Panetto ad
avventurarsi su questa strada sembrano apparentemente strani, anche se, in
tempi come questi, è lecito porsi dubbiose domande. Una fra tutte: chi pagherà
gli eventuali danni pecuniari?
Cosa farà ora Panetto, se lo chiedono in pochi: qualche
intimo amico e alcuni suoi tifosi rimasti.
Gieffe
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