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venerdì 7 dicembre 2012

Le primarie del Centro-Sinistra –



Le primarie del Centro-Sinistra hanno risvegliato, senza ombra di dubbio, i desideri insopprimibili di partecipazione: nuova e diversa, trasparente ed appagante.
Perfino nella Destra incompiuta, prigioniera del suo despota rinsecchito, qualche timido pensierino ha cominciato a farsi strada per imitare questo afflato partecipativo.
Le gazzette e le comunicazioni sulla Rete hanno dato sfogo, in questo tempo, ai sentimenti più eterogenei, alimentando nelle tv le chiacchiere oziose dei desueti programmi generalisti.
Questo lirismo che si ripete, in presenza di eventi straordinari, sta ora lasciando il campo alla prosa faticosa che prova a tradurre in atti concreti il sussurro rigenerativo degli elettori.
In questo fine anno, il programma di Renzi, forte del consenso ottenuto, è lì che attende perciò d’essere implementato dal vincitore Bersani, se ne sarà capace. E’ lì che scruta il futuro vicino, la primavera che verrà. Per accelerare il mutamento invocato da tanti.
Un passo importante e significativo è stato certamente compiuto.

Il Consiglio di Stato, in data 8 novembre 2012, è piombato sul capo dell’incontenibile Panetto, guascone per nascita, approdato per meriti leghisti nella giunta Bobo.
Abbandonato dal suo partito, l’assessore, sgradevole per la sua supponenza, si è trovato travolto da una sentenza del C. d. Stato concernente la gara per l’affidamento del servizio energia, vinto dalla Manuntencoop Spa.
L’appello all’organo sopracitato, come è noto, non è andato a buon fine per la città di Adria. Infondato e quindi respinto, poiché si atteggia “piuttosto come il frutto di un giudizio politico-amministrativo”.[1]

E’ noto, infatti, che, quando si opera nella Pubblica Amministrazione, è possibile prendere delle cantonate, sbagliare inconsapevolmente, fidandosi del dirigente di turno: per questo esistono le protettive e costose assicurazioni. In quest’occasione siamo di fronte tuttavia a un’esagerata tifoseria politica della Giunta adriese, poiché si è voluto mutare un giudizio politico “sulle scelte precedentemente operate dalla stessa amministrazione sulle più adeguate modalità d’individuazione del criterio di selezione delle offerte”.[2]
I motivi che hanno indotto il sindaco e Panetto ad avventurarsi su questa strada sembrano apparentemente strani, anche se, in tempi come questi, è lecito porsi dubbiose domande. Una fra tutte: chi pagherà gli eventuali danni pecuniari?

Cosa farà ora Panetto, se lo chiedono in pochi: qualche intimo amico e alcuni suoi tifosi rimasti.


Gieffe


[1] Sentenza Consiglio di Stato sul ricorso in appello, iscritto al numero di registro generale 5818 del 2012 -

[2] Sentenza Consiglio di Stato sul ricorso in appello, iscritto al numero di registro generale 5818 del 2012 -


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