Nelle
strettoie della storia milioni di parole transitano con fatica. A volte
stritolate negli attuali spettacoli televisivi, storpiati per inutili finalità
partigiane.
I divertimenti perversi inevitabilmente si avviano per questo alla loro estinzione. Pertanto il godimento delle parole aggraziate e appagate può esibirsi con stupore e meraviglia.
Negli studi delle tv imbalsamate si consumano dolci vendette. Propedeutiche dei cambiamenti desiderati.
I divertimenti perversi inevitabilmente si avviano per questo alla loro estinzione. Pertanto il godimento delle parole aggraziate e appagate può esibirsi con stupore e meraviglia.
Negli studi delle tv imbalsamate si consumano dolci vendette. Propedeutiche dei cambiamenti desiderati.
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Monti
robot sembra ignorare o aver dimenticato le tre leggi della robotica di I.
ASIMOV, noto scrittore di fantascienza. In particole la prima legge, quando
afferma che un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere
che, a causa del proprio mancato intervento, possa l’uomo subire danni. Le
altre due leggi si allineano allo spirito della prima, rafforzandola e
proteggendola.
Crozza, nella tv dell’ironia e della satira politica, ha inventato questo personaggio, in questa età di passaggio bizzarro, attribuendo all’attuale Presidente del Consiglio la maschera dell’alieno quasi amico, difforme però da quello immortalato da Asimov.
E pur vero che i robot sono tanti, forse troppi nell’umana famiglia universale e ciascuno può ritenere che il suo, quando c’è, sia pur sempre il migliore, il più adatto alle sue e alle nostre esigenze.
Crozza, nella tv dell’ironia e della satira politica, ha inventato questo personaggio, in questa età di passaggio bizzarro, attribuendo all’attuale Presidente del Consiglio la maschera dell’alieno quasi amico, difforme però da quello immortalato da Asimov.
E pur vero che i robot sono tanti, forse troppi nell’umana famiglia universale e ciascuno può ritenere che il suo, quando c’è, sia pur sempre il migliore, il più adatto alle sue e alle nostre esigenze.
La fine
del secolo scorso ha prodotto accelerazioni impensate nelle consuete mutazioni
degli animi, in ogni luogo e in forme e tempi diversi. Si pensi solo ai Paesi
africani del nord e alla fine dei loro tirannici regimi.
Gli opinionisti nella politica spettacolo, pagati dalle diverse tv, dai i cittadini abbonati al canone pubblico e dalle pubblicità variopinte e spettacolari, s’azzuffano spesso con sobrietà o fingono di farlo, prima della pausa pubblicitaria. Altri, più mansueti, pacatamente ripetono argomentazioni arcinote e ingessate, mentre le Destre berlusconiane paventano stancamente il pericolo delle Sinistre sopravissute, evocando i governi malfermi dell’Ulivo di Prodi: la loro inaffidabilità certificata. Sia, quindi, bersagliato il Pd, garante di un’alleanza possibile.
I Centro-Sinistra ristretto – PD e SEL - e il Centro ballerino e svagato cercano di trovare un comune percorso per il governo che verrà, dopo l’elezione primaverile.
Ogni tanto qualcuno nella propaganda consueta straparla di più, strangolato da qualche parola arrabbiata, nonostante la premurosa assistenza degli esperti in comunicazione. Altri invece maliziosamente usano un linguaggio evocativo, narrativo, cercando di evitare risposte precise a domande soventi schematiche e banali. Tutti, in egual misura, si cimentano nelle previsioni dei futuri scenari, quasi fosse un gioco divertente, mentre nel territorio i posti di lavoro svaporano, inghiottiti nelle cavità carsiche della finanza liberista.
Gli uni e gli altri non sanno ancora che siamo già entrati in un altro luogo del pensiero dimenticato, che richiede meno schiamazzi e bugie, nel quale l’abuso del verbum sarà pesantemente sanzionato dallo sberleffo e dalle risate chiassose.
Il primo ad esserne consapevole è il robot smemorato di Monti, pasticcione nelle vicende delle umane condivisioni, al quale le potenti parole affidano ancora speranza.
In attesa dei veri eroi.
Gli opinionisti nella politica spettacolo, pagati dalle diverse tv, dai i cittadini abbonati al canone pubblico e dalle pubblicità variopinte e spettacolari, s’azzuffano spesso con sobrietà o fingono di farlo, prima della pausa pubblicitaria. Altri, più mansueti, pacatamente ripetono argomentazioni arcinote e ingessate, mentre le Destre berlusconiane paventano stancamente il pericolo delle Sinistre sopravissute, evocando i governi malfermi dell’Ulivo di Prodi: la loro inaffidabilità certificata. Sia, quindi, bersagliato il Pd, garante di un’alleanza possibile.
I Centro-Sinistra ristretto – PD e SEL - e il Centro ballerino e svagato cercano di trovare un comune percorso per il governo che verrà, dopo l’elezione primaverile.
Ogni tanto qualcuno nella propaganda consueta straparla di più, strangolato da qualche parola arrabbiata, nonostante la premurosa assistenza degli esperti in comunicazione. Altri invece maliziosamente usano un linguaggio evocativo, narrativo, cercando di evitare risposte precise a domande soventi schematiche e banali. Tutti, in egual misura, si cimentano nelle previsioni dei futuri scenari, quasi fosse un gioco divertente, mentre nel territorio i posti di lavoro svaporano, inghiottiti nelle cavità carsiche della finanza liberista.
Gli uni e gli altri non sanno ancora che siamo già entrati in un altro luogo del pensiero dimenticato, che richiede meno schiamazzi e bugie, nel quale l’abuso del verbum sarà pesantemente sanzionato dallo sberleffo e dalle risate chiassose.
Il primo ad esserne consapevole è il robot smemorato di Monti, pasticcione nelle vicende delle umane condivisioni, al quale le potenti parole affidano ancora speranza.
In attesa dei veri eroi.
Gieffe

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