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domenica 4 novembre 2012

La delega illimitata



 La città di Venezia

Gli eletti negli organismi amministrativi, sostenuti dai partiti di riferimento, strillano per il riordino delle province. Soprattutto i presidenti e i loro assessori:  al Nord e al Sud del Paese, passando per il Centro.
Nel capoluogo, la Virgigli presidente si propone con la sua giunta di lavorare ora gratuitamente nell’anno che verrà, quando dovrà fare a meno, in forza della legge, dei suoi assessori nominati. Rimarrà solo lei con i suoi ricorsi e con tre consiglieri per le normali pratiche correnti, in attesa che sia completato il nuovo assetto del territorio nazionale.
Nel frattempo i cittadini polesani, stupiti per il trasloco veronese, si chiedono quale delega potente abbiano ricevuto nelle ultime elezioni i partiti in-esistenti. Non certo di decidere da soli a quale territorio aggregarsi, né tantomeno difendere spavaldamente, ad ogni costo, l’integrità della provincia polesana, soprattutto ricordando che, in un passato vicino, alcuni di loro avevano prepotentemente tifato per la loro abolizione.
Le cittadinanze tutte sono state così dimenticate, in questo tempo inconsueto, lasciando liberi gli sfoghi, i trucchetti velenosi, le false opportunità in mano ai pochi gestori di un potere transitorio. Eppure era questa un’occasione per uscire all’aperto, fuori dalle stanze buie dei poteri asfittici. Per ascoltare le voci degli elettori smarriti e adirati in questa babele che sfianca.
Invece, una delega infelice, pigliatutto si è accomodata compiacente tra le fila dei Consigli Comunali. Ecumenica e senza opposizioni significative.
Timidamente alcuni Comuni hanno provato a suggerire che non c’era solo Padova, possibile compagna di viaggio nella mutazione, esisteva ed esiste tuttora la città di Venezia, con le sue innumerevoli opportunità, ricordate per altro in un recente incontro con la cittadinanza adriese.
Ora è del tutto evidente che, alla luce della fusione con Verona, è più che mai urgente e necessario ascoltare la voce degli elettori, prima che il D.L. diventi operativo.
I Comuni dell’area del Parco del Delta dovrebbero perciò mettere in moto momenti comuni d’informazione e partecipazione, abbandonando il totem della provincia unita per un orientamento che privilegi la città metropolitana di Venezia.
La scelta migliore per noi.



gief

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