La Torre civica in piazza Garibaldi
Ritenere che la storia si ripeta meccanicamente è sommamente puerile. Non a caso esistono i maghi, i profeti, coloro che provano a disegnare il futuro prossimo. Non c’è solo Nostradamus.
I sovietologi statunitensi, studiosi moderni, non seppero prevedere con la loro “scienza” la fine dell’URSS e furono per questo dileggiati amorevolmente.
Il Caimano, richiama l’animale e, subito dopo, il film di Moretti. Il termine trova applicazione oggi nella politica spettacolo, triste e rancorosa.
Berlu, si sa, predica l’amore diffuso anche con il suo amico Putin, statista russo e agente a suo tempo del KGB, servizio segreto dell’Urss, patria del comunismo realizzato. Lo adora quando lo invita nel nostro Paese. Nelle sue ville in Sardegna. Quando si trasferisce nella Russia dei nostri giorni si mette perfino il colbacco e festeggia con il caviale l’amico comunista nella sua dacia fuori Mosca. Entrambi amano il gentil sesso e se ne vantano: non sono mica santi. Parole benedette per la Curia vaticana che di santi e peccatori se ne intende.
Da noi chi si oppone, come è naturale nella democrazia occidentale, chi dissente e non osanna il magnate è un comunista. Sillogismo quasi perfetto. Le parole vomitate nelle sue tv, pubbliche e private, non possono far altro che uscire per entrare nelle abitazioni, nei luoghi pubblici e infettare l’ingenuo pensiero. Quanto potrà durare questo morbo? L’abuso si paga sempre prima o poi.
Qualcuno nel Pdl ha provato a spiegargli la divisione dei poteri, come recitano del resto le costituzioni liberali con i loro contropoteri? Questi, com’è noto, evitano che qualche sciagurato avventuroso possa recare danni al Paese e ai suoi cittadini.
Il servilismo dichiarato e mascherato regna da tempo nei territori della Penisola.
Per nostra fortuna i colori dell’arcobaleno stanno illuminando da tempo i luoghi e le passioni di tanta gioventù.
La Torre civica in piazza Garibaldi, finalmente restaurata dopo anni d’attesa, osserva curiosa i nuovi inquilini a palazzo Tassoni, precari più che mai in questa stagione politica insensata. Presi con la neve, il traffico, le grida e i sussurri della loro casa madre (Pdl), ostinatamente cercano di presentarsi uniti e felici, sempre innamorati di se stessi. Salvo poi affermare alla stampa il loro disamore frequente.
Laceranti solitudini investono, in questo periodo, la Giunta di B. e la sua maggioranza, allietata però dalla comparsa sulla scena locale del neofita Petrella, candidato berlusconiano in Consiglio Comunale e sedicente conoscitore dei segreti di quel partito. Promette dichiarazioni di fuoco alla stampa, scagliandosi contro la sua Maggioranza, colpevole, a suo dire, di negligenze oltraggiose. La Lega sorniona non sa che pesci pigliare. Petrella adesso è dei suoi: ha cambiato casacca pure lui.
Lo scoop giornalistico del cronista adriese ha provocato grande animazione lungo il Corso V. E. I tifosi degli opposti schieramenti con le loro sfaccettature composite hanno a lungo dissertato sull’argomento. Presi da furore partigiano, non s’accorgono d’altro. Tuttavia è questo uno strano fuocherello del consigliere mancato, un sussurro minaccioso e reiterato, tanto che il Pd di Spinello scodella sulla piazza le fotocopie del Gazzettino locale sull’argomento, chiedendo lumi al sindaco Bobo che dribbla il quesito.
Solo Lucianò, inquieto assessore di Bobo, s’allarma e chiede subito una straordinaria riunione della Maggioranza per capire chi è costui che sovverte con parole garibaldine questa vaporosa Amministrazione che sa riconoscersi solo a notte fonda, quando si guarda allo specchio.
Giovanni Ferro
sinistra ecologia libertà

