E’ iniziata una stagione nuova -
Il mese dei referendum ci ha regalato sorrisi e inaspettate meraviglie. La gente, stanca dei soprusi patiti e delle arroganze diffuse dal tamdem Bossi-Berlusconi, ha ritrovato il confine oltre il quale non si poteva andare, pena la perdita della memoria e della dignità individuale.
Le parole si sono spaventate e incazzate per questo possibile evento: essere cioè ridicolizzate e confinate in un oblio senza fine. Hanno deciso così di far straparlare gli autori di tale scempio, utilizzando risorse innumerevoli che solo loro possiedono. La rete del web, le immagini raccontate, le gentilezze donate e le giuste indignazioni argomentate le hanno catapultate negli spazi impensabili del genere umano. Altro che “al mare” come voleva Berlu e il compare sedicente padano. E’ proprio il nord, infatti, che punisce questi tracotanti oltraggiatori della parola.
Nei territori polesani il vento che rinnova ha trovato ostacoli petulanti nel pd, che prima chiede le primarie, ad Adria, poi le inabissa senza imbarazzo alcuno.
A Rovigo, invece, le estromette quasi subito, nonostante la forte richiesta dei suoi elettori. Imbalsamato, dopo la sconfitta, non si scompone dalle dichiarazioni del suo candidato Frigato, il quale afferma che rifarebbe lo stesso percorso, se dovesse ripetere l’elezione: cioè perdere ancora. Che dire! Ogni commento sembra superfluo.
In realtà, coloro che reggono le sorti di questo partito polesano appartengono ad una fauna politica non classificabile. Non sanno vedere il mondo attorno a sé, anzi lo confondono con la parte oscura della loro timorosa coscienza, chiusa, refrattaria alle mutazioni in atto nel nostro Paese.
Nutrono scarsa fiducia nei loro elettori e in quelli della coalizione del centro sinistra. Per questo non hanno saputo conquistare il consenso dei cittadini, increduli di tanta ottusità.
Il declino delle Destre nazionali ha trovato impreparato il sindaco Bobo, indaffarato a preparare la pietanza amministrativa. Agognava una vittoria trionfante, a tutto campo; si è trovato invece stritolato in un cambiamento epocale. Lui e il suo tutore stratega Mainardi. Costui, com’è noto, non è molto portato per la storia locale e per non sbagliare ripete la solita frase banale e ridicola dei ”trent’anni di malefatte della sinistra ad Adria". Non sa dire altro. Naturalmente adora vantarsi delle vittorie polesane, quasi fossero tutte merito suo e alle quali solo lui crede.
Il nostro sindaco ripetente, emozionato per la prova d’appello, credeva così che un mondo nuovo fosse alle porte per sorreggerlo nella nuova fatica. Si dice che ignorasse quello che stava accadendo nel Paese sfibrato e impoverito dal binomio Berl-Bossi. Nessuno dei suoi ragazzotti lo aveva informato dello tsunami in arrivo, forse per insipienza o tenerezza nei suo riguardi.
I referendum hanno poi bussato anche alla sua porta e milioni di cittadini, di giovani e ragazze chiedono ora il conto di questo lungo periodo di menzogne.
Gli rimane la piccola schiera dei suoi tifosi, alcuni per passione, altri per interesse.
E’ iniziata una stagione nuova anche da noi.
gieffe