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giovedì 30 giugno 2011

FIERA DELLE VANITA'



O passioni umane, o quanta vanità nelle cose!

Persio, poeta di satira

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TRASPARENZA -

In questa estate adriese i pugnaci sostenitori della lista Bobo si sono ingrippati, coniugando nelle strade stancamente il vocabolo dell’amore. Sono convinti che la nostra città non appartenga al Paese che cambia, che muta.
Trai i tifosi certificati, uno in particolare è balzato alla cronaca locale: il capogruppo del sindaco B, Lucchiari. Stordito dal testosterone politico, costui ha pensato bene di ripresentare il vocabolo tanto caro alla mitica Venere, ritenendo che ciò potesse avere ancora effetto sugli elettori, disincantati dopo il voto nazionale. Illuso.
A Valliera, invece, il rude Santarato, si esercita nel web, praticando le buone maniere, ora che è diventato Presidente dell’Assemblea Consiliare e cinguetta, come può, su fb.
Al mattino, davanti allo specchio, promette di mutare il profilo che si è ritagliato negli anni. Impresa faticosa, secondo gli amici più intimi. e, inorgoglito dei voti ricevuti, si tuffa soddisfatto nei regolamenti comunali.
Il tempo delle chiacchiere e delle promesse è terminato. Occorrono i fatti, i numeri scritti nel bilancio comunale.
La trasparenza inizia da qui.

lunedì 20 giugno 2011

IL CONFINE -

E’ iniziata una stagione nuova -



Il mese dei referendum ci ha regalato sorrisi e inaspettate meraviglie. La gente, stanca dei soprusi patiti e delle arroganze diffuse dal tamdem Bossi-Berlusconi, ha ritrovato il confine oltre il quale non si poteva andare, pena la perdita della memoria e della dignità individuale.
Le parole si sono spaventate e incazzate per questo possibile evento: essere cioè ridicolizzate e confinate in un oblio senza fine. Hanno deciso così di far straparlare gli autori di tale scempio, utilizzando risorse innumerevoli che solo loro possiedono. La rete del web, le immagini raccontate, le gentilezze donate e le giuste indignazioni argomentate le hanno catapultate negli spazi impensabili del genere umano. Altro che “al mare” come voleva Berlu e il compare sedicente padano. E’ proprio il nord, infatti, che punisce questi tracotanti oltraggiatori della parola.

Nei territori polesani il vento che rinnova ha trovato ostacoli petulanti nel pd, che prima chiede le primarie, ad Adria, poi le inabissa senza imbarazzo alcuno.
A Rovigo, invece, le estromette quasi subito, nonostante la forte richiesta dei suoi elettori. Imbalsamato, dopo la sconfitta, non si scompone dalle dichiarazioni del suo candidato Frigato, il quale afferma che rifarebbe lo stesso percorso, se dovesse ripetere l’elezione: cioè perdere ancora. Che dire! Ogni commento sembra superfluo.
In realtà, coloro che reggono le sorti di questo partito polesano appartengono ad una fauna politica non classificabile. Non sanno vedere il mondo attorno a sé, anzi lo confondono con la parte oscura della loro timorosa coscienza, chiusa, refrattaria alle mutazioni in atto nel nostro Paese.
Nutrono scarsa fiducia nei loro elettori e in quelli della coalizione del centro sinistra. Per questo non hanno saputo conquistare il consenso dei cittadini, increduli di tanta ottusità.

Il declino delle Destre nazionali ha trovato impreparato il sindaco Bobo, indaffarato a preparare la pietanza amministrativa. Agognava una vittoria trionfante, a tutto campo; si è trovato invece stritolato in un cambiamento epocale. Lui e il suo tutore stratega Mainardi. Costui, com’è noto, non è molto portato per la storia locale e per non sbagliare ripete la solita frase banale e ridicola dei ”trent’anni di malefatte della sinistra ad Adria". Non sa dire altro. Naturalmente adora vantarsi delle vittorie polesane, quasi fossero tutte merito suo e alle quali solo lui crede.
Il nostro sindaco ripetente, emozionato per la prova d’appello, credeva così che un mondo nuovo fosse alle porte per sorreggerlo nella nuova fatica. Si dice che ignorasse quello che stava accadendo nel Paese sfibrato e impoverito dal binomio Berl-Bossi. Nessuno dei suoi ragazzotti lo aveva informato dello tsunami in arrivo, forse per insipienza o tenerezza nei suo riguardi.
I referendum hanno poi bussato anche alla sua porta e milioni di cittadini, di giovani e ragazze chiedono ora il conto di questo lungo periodo di menzogne.
Gli rimane la piccola schiera dei suoi tifosi, alcuni per passione, altri per interesse.

E’ iniziata una stagione nuova anche da noi.

gieffe

sabato 4 giugno 2011

Il soffio del rinnovamento


L’esito del voto amministrativo ha segnato nel Paese una straordinaria spinta al cambiamento. Inaspettata nella sua estensione e forza. Il centro-sinistra ha saputo così raccogliere attorno a sé speranze e voglia di partecipazione, sconfiggendo le Destre che predicano ancora le favole tristi della violenza e delle paure.
Il soffio del rinnovamento, arrivato fino a Trieste, dove poi s’è fermato, ha sorvolato, capriccioso, la pianura polesana, quasi ignorandola.
Così nelle due maggiori città della provincia, Adria e Rovigo, il vento mite della politica che attrae non ha travato spazio adeguato nei partiti che dovevano accoglierlo. Incredibili lentezze hanno impedito, qui da noi, i rinnovamenti annunciati e attesi da tempo.
Il tandem Bossi – Berlusconi, dissacratori della parola, è stato punito severamente dalle cittadinanze dell’Italia intera, gioiose di aver ritrovato il sorriso nelle piazze e nelle strade delle città, abbellite da colori diversi e le volgarità si sono subito rimpicciolite, rattrappite, come da tempo s’attendeva.

Dal voto espresso il 15 e 16 maggio, possiamo senza dubbio affermare che le Primarie sono diventate, nei fatti, gli strumenti della fattiva partecipazione dei cittadini per la scelta delle candidature; di contaminazione feconda con la totalità degli elettori.
Scaturisce da ciò la necessità e l’urgenza di proseguire nel percorso ricostruttivo della Sinistra nelle sue diverse articolazioni, senza perdersi in chiacchiere inutili e ripetitive.
L’elezione ci ha insegnato questo. Dobbiamo tutti riconoscerlo.
Ora ci attendono i referendum e su questo appuntamento bisognerà molto impegnarci.


Gieffe