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mercoledì 4 agosto 2010

Adria, un anno dopo

VENDOLA


Dopo un anno di governo della Destra berlusconiana-leghista, i cittadini adriesi si chiedono cosa stia succedendo nelle stanze di palazzo Tassoni e dintorni. Lasciamo perdere ormai le roboanti affermazioni del sindaco improvvisato: “Cambierò radicalmente la città”, ebbe a dire più di un anno fa. “La farò uscire dal degrado nel quale è stata lasciata per troppo tempo dal centro sinistra”. Così recitava il mite Bobo ai  suoi affezionati sostenitori. Inconsapevole di quello che affermava. Pensava che governare fosse la continuazione delle attività estive della sua associazione Adria Shopping. Suo sostenitore era Mainardi M., coordinatore berlusconiano della provincia, unto dal suo signore, chiamato epuratore o Moreno Byron da Lodovico Lionello, suo sottoposto incazzato di Taglio di Po.Tifava infine per Bobo l’assessore Coppola, gioiosa presenza, onnipresente e straripante nella città del Bocchi, durante l’ultima campagna elettorale. Sua guida spirituale, secondo alcuni. Suggeritrice benevola sulle tematiche ambientali, ma soprattutto portatrice di possibili risorse economiche a favore della turbolenta e infelice maggioranza adriese, combattuta al suo interno da amletici dubbi. Come realizzare la lottizzazione di Valliera, accontentando tutti, in particolar modo Bonamico? Ciò affliggeva il sindaco. Un mostro il progetto in cantiere, secondo la Confesercenti di Rovigo e i commercianti adriesi.
Ricordando le sue battaglie contro il "Porto", centro commerciale adriese, ha manifestato profonda e sincera tristezza, oltre che incompetenza politica. Non più giustificabile ormai. “Mi sono sempre battuto per il bene dei commercianti e continuerò a farlo”, ha promesso a chi gli stava vicino, in un’apposita riunione convocata. Costoro, rappresentati dalle loro associazioni, hanno annuito non troppo convinti. 
Terminato l’incontro, con il fido Levi s’è poi recato casa a consolarsi con qualche amena lettura. E qui, tra le pareti familiari, i suoi fragili pensieri sono naufragati, sospinti dai venticelli burrascosi dell’alleato più irrequieto. Il partito dell’assessore Lucianò. Chiedeva costui pari dignità nella condivisione amministrativa. Di essere consultato come si deve; non messo al corrente di decisioni già prese prima da colonnelli catapultati da qualche parte. Vana e ingenua attesa la sua. Il partito delle libertà sconosciute applicava con dolcezza amorevole le direttive programmatiche escogitate da solo, in qualche luogo del territorio veneto. Gli altri si agitino pure, pensava il coordinatore rafforzato. L’uscita del finiano onorevole Bellotti lo rende, infatti, più forte, ora. Così egli crede.
“Siamo amareggiati e offesi” ha pronunciato Cotalini, capogruppo di Progetto Nuovo. Poi non ha disdegnato a recitare inconsapevolmente la sua parte nel mediocre linguaggio politichese, evocando di nuovo la parola verifica. Che non dice quasi niente ormai. Come il termine “interessante”, riferito ai calciatori, sproloquiato ripetutamente dai commentatori sportivi, pagati dalle tv nazionali. Gli elettori ormai non si stupiscono più dei canovacci recitati e, con saggezza, preferiscono dedicarsi ad altro.
Ora che Fini, coofondatore forzato del Pdl, ha dichiarato Berlusconi illiberale, ci si augura che qualcuno della famigliola di P.N. si faccia coraggio e s’ispiri alla Lega. Si oppone quando trova convenienza e poi governa serafica, senza dazio pagare, votando ogni provvedimento che l’alleato maggiore le propina. Anche il più indigesto. Non basterà certo il vocione di Raule per impressionare i soldatini guidati da capogruppo Rondina.
All’opposizione il Pd, non avendo una strategia che non sia quella della sua effimera e triste auto compiacenza, ha chiesto, in Consiglio Comunale, di essere coinvolto in alcune importanti priorità riguardanti la città. In questo modo Spinello ritiene di dare forza e dignità al suo partito. Subito la maggioranza ha risposto di sì, smentendo chi sostiene l’insensibilità democratica della compagine berlusconiana. Fiero di questa trovata ingegnosa, Gino Sandro è sicuro che tutti lo seguiranno, compreso il socialista Giribuola, attardato a risolvere alcune spinose questioni, riguardanti l’essere del suo esangue partito.
Mentre tutto questo accade, Vendola conquista i cuori e le menti di tutti coloro che non hanno abbandonato la Sinistra. E sale nei sondaggi.

Giovanni Ferro

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