ESTATE AGOSTANA
Le subculture della Lega impazzano in questo mese agostano, sono come la maionese quando viene montata esageratamente. Il suo conduttore B recita il solito e consumato canovaccio, copiando dal suo gemello, gestore temporaneo delle sorti del Paese: dialetti, insegnanti, ronde e altro ancora che dovrà venire, trascurando di parlare del federalismo, quello conosciuto e praticato da stati oppure quello vagheggiato da molti.
I grandi stati nazionali europei, sorti tra il 400’ e il 500’, ci ricordano l’importanza e l’utilità di quelle realizzazioni che, eliminando le dannose frantumazioni feudali, dettero origine ai moderni stati. Macchiavelli, nelle sue osservazioni, si rammaricò molto della frammentazione e vulnerabilità dell’Italia di allora e non fu il solo a soffrirne. Ciò non significa ovviamente il primato dello stato centralizzato, così come si è realizzato, semmai ci suggerisce alcune considerazioni riguardanti le diversità e peculiarità presenti in territori complessi, con storie e molteplici tradizioni, ricchezze non limitazioni, come per il nostro Paese, nel quale l’unificazione arrivò tardi e in modo alquanto avventuroso, ma con partecipazione sofferta e generosa.
Un approccio rispettoso della nostra storia ci può aiutare a realizzare un governo delle autonomie locali nuovo, non dettato da “ricatti secessionistici”, vedi Sicilia nel dopoguerra, o da problemi di politica internazionale, Sud Tirolo. Oggi, a me sembra, che occorra ripartire con uno spirito nuovo, mettendo alla prova chi è stato eletto in Parlamento e coloro che più hanno a cuore il nostro futuro.
Lo zabaione leghista si nutre invece delle confusioni diffuse in tanti elettori e vive in simbiosi con le comunicazioni distorte e suadenti del suo unico alleato.
La fine dei due partiti ideologici del secondo Novecento, PCI e DC, ha lasciato il territorio nazionale in balia di sprovveduti alchimisti, recitanti avventurosi di storie stravaganti e talora inquietanti e pericolose: l’uomo delle TV e della comunicazione a suo beneficio e il suo gemello imperfetto, rude inventore della Padania. Se fossimo a teatro si assisterebbe ad un’accoppiata colorita e gustosa, ma nell’Italia del dopoguerra, non pienamente avvezza alla democrazia liberale, il duetto, come l’apprendista stregone, procede sfasciando ora di qua, ora di là, approfittando delle debolezze del sistema e dei partiti, ancora prigionieri del 900’, intossicati dalle pratiche ideologiche consociative e dalle innocue e roboanti opposizioni del tempo appena trascorso. Eppure gli argomenti che richiederebbero forti risposte a questo governo non mancano certo. Se ne fanno interpreti alcuni organi di stampa, Famiglia Cristiana, taluni esponenti di partito, pochi, e ogni tanto con pudore i vescovi, increduli di tante arroganze. Lo stesso federalismo, termine propagandistico ormai quasi in disuso tra la Lega, può diventare argomento di rinnovamento se qualcuno seriamente se ne occupasse. Oggi invece tengono banco nelle gazzette e tv compiacenti altri temi, alcuni dolorosi, immigrazione, altri bizzarri e strampalati, mentre Comunione e Liberazione informa i suoi aderenti e l’opinione pubblica più in generale che la vita privata del Presidente non è cosa che la riguardi, conta solo l’azione del suo governo, generosa e sensibile con l’associazione di Don Giussani e il mondo cattolico. Alla notizia, i territori del Paese hanno tirato un sospiro di sollievo poiché si temeva che qualche consigliere comunale sollevasse la questione con interrogazioni sull’argomento privato e festoso del “settantino” Presidente. Lo temevamo anche ad Adria i consiglieri comunali ciellini; pure il Pd non era entusiasta nell’affrontare in Consiglio un argomento così particolare in una fase congressuale nella quale ciascuno va recitando una sua parte. Così Fassino, liberandosi delle ultime scorie comuniste, si lancia nel sostenere una possibile alleanza nelle prossime elezioni regionali con Galan, governatore veneto e il mite Franceschini si toglie lo sfizio di fare il diessino con nobili e sferzanti parole nei confronti dell’avversario berlusconiano. Cosa può partorire il dibattito politico in corso nel PD!
Ad Adria BB, sindaco novello, cerca di parare le soffici bordate di un’opposizione in costruzione e di tenere a bada la sua rissosa maggioranza, cercando aiuto da suoi “superiori”, raffinati conoscitori della politica. I più maliziosi esagerano su queste relazioni e qualcuno sostiene che non c’è nulla di sconveniente se si va a lezione da qualche capo corrente.
Le diverse opposizioni e minoranze aspettano intanto la fine della calura agostana per presentarsi ai cittadini con le loro proposte e osservazioni. La popolazione attende con ansia gli scenari futuri.
Nell’attesa sappiamo di sicuro che il prode socialista G. Giribuola, transitato ad Ecogest come presidente, sarà costretto, in una sorta di contrappasso dantesco, ad occuparsi del servizio della raccolta differenziata: se n’è “disinteressato” durante il quinquennio amministrativo precedente ed ora “per punizione” dovrà occuparsene con cura e abnegazione. Sono certo che gioiosamente lo farà.
La storia riserva a volte qualche rivincita e rafforza gli animi di molti fra noi.
Giovanni Ferro
Per battere la subcultura della Lega ed il tragico momento storico che stiamo vivendo, ecco l'occasione per partecipare a qualcosa di veramete importante e, forse, dirompente: dipende solo da noi.
RispondiEliminaIl 19 settembre a Roma c'è la manifestazione "Liberi di non credere" organizzata dall'UAAR ed è ovvio che una massiccia partecipazione sarebbe opportunaper chiedere finalmente uno Stato laico.
Purtroppo non posso allegare qui scopi e programma della manifestazione, per cui vi prego di andare sul sito www.uaar.it per sapere tutto.
Grazie. Manlio Padovan
Ringrazio Manlio P. per la notizia inviataci.
RispondiEliminaLo saluto.
G. Ferro