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venerdì 6 dicembre 2013

Il soffio di legalità








Io credo che non sia fuora di proposito considerare se in una città corrotta si può mantenere una stato libero, essendovi; o quando e’ non vi fusse, se vi si può ordinare.
( N. Machiavelli, Discorsi L. primo cap. XVIII )



Chiunque vincerà le primarie del Pd non potrà ignorare il tema della corruzione e dell’inganno, accompagnati dallo sperpero del pubblico denaro, dalla collusione con il mondo criminale che alligna, in forme diverse, dappertutto.
Le leggi disattese, violate, i costumi imbarbariti che hanno trovato praterie in questi decenni, coinvolgendo larghissimi strati della pubblica opinione, obbligheranno tutti a porsi la seguente domanda: come uscire dalla corruttela per seguire il vivere civile e i buoni costumi.
Il governo Letta, revisionato e depurato dalle scorie e tossine della Destra berlusconiana, dovrà tracciare nel nuovo anno alcuni percorsi di virtù per far riaffiorare il loro ricordo e la luce che sprigionano. E’ un’impresa titanica ma necessaria.
Le concretezze necessitano, infatti, di questo soffio di legalità, senza il quale tutto si affatica e tende ad appesantirsi.

La settimana si è aperta con le congetture più disparate sulle primarie del Pd: nessuno, nella comunicazione, sembra sfuggire a questo girovagare del pensiero, al gusto sottile di prevedere il futuro che incalza indisturbato e ineluttabile.
I tre condottieri – Renzi, Cuperlo e Civati – cinguettano tra loro con lo sguardo rivolto ai loro telefonini super accessoriati e ai vocaboli veloci, volatili, che arrivano per essere scalzati subito dopo da altri in un susseguirsi frenetico, senza pausa alcuna.
La carta stampata assiste sorniona alla rete che sfavilla: non può fare altrimenti. Anzi partecipa essa pure; sa che deve durare il tempo previsto: le 24 ore, a volte di più.
Negli spazi più impensati, qualcuno ricorda i tempi lontani, difficili e complicati del dopoguerra vicino: le fatiche e la volontà di lottare per mutare la vita, renderla migliore, per ripristinare il gusto di disegnare il proprio futuro.
Le buone leggi non bastano a ritrovare il Bene Comune. Occorre assaporare lo spirito della nostra Costituzione; farlo vibrare nei luoghi caldi delle esistenze che ci attendono ogni giorno, ogni ora.
E’ questo abito che dobbiamo indossare. Nella mente e nel cuore.



Tra poco sarò da lei, ritroveremo lo spirito dei tempi trascorsi insieme, nelle memorie condivise.

Il treno da Roma era arrivato da Firenze e Barbara era lì ad attenderla, imbacuccata con un berretto di lana bianco azzurro e il sorriso sempre nuovo. Solo alcune piccole e graziose rughe si notavano all’altezza degli occhi scuri, nerissimi.

            - Sono qui, Berenice. Aspetta, stiamo arrivando. Non muoverti.

Tullio premuroso era giunto veloce e presa la valigia s’era già messo al suo fianco, mentre io accarezzavo i capelli della mia grande e straordinaria amica di sempre.

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