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venerdì 21 febbraio 2014

Il nuovo governo







La nascita di un nuovo governo, dopo il docile e lento passaggio di Letta, c’invita a considerare il contesto nel quale gli uomini operano e si muovono. Alcuni con impeto e rapidità, altri con rispetto e cautela.


La velocità e il mutare rapido sembra si siano affermati, oggi, in larga parte del Paese, dopo le lunghissime pause delle colpevoli inerzie e lentezze.
Il segretario nuovo del partito incompiuto visibilmente manifesta la sua inclinazione naturale alla rapida azione e questo tempo degli uomini sembra a lui congeniale, favorevole, quasi lo stesse aspettando. Per riuscire necessita coinvolgimenti diversi, rischiosi taluni; spegnere poi parte del suo furore e allargare collaborazioni dentro il suo recinto politico. Senza sconfessare le sue ambizioni e di coloro che chiedono i mutamenti necessari. Per il Bene del Paese, comune a tutti.
La lentezza e la prudenza di Letta, se saprà riconoscerle pienamente, potranno diventare utili e necessarie, quando un tempo diverso, di normalità, s’affaccerà nella nostra vita di cittadini maturi.
Nel frattempo vanno svuotate le parole sgraziate e insane che disordinatamente si muovono nell’aria ammorbata di questo nostro tempo.
Con fatti, con azioni visibili, incontestabili. Per ridare forza e vita in questa stagione ardua e faticosa.


La giornata era magnifica a Castiglione, il sole splendeva e illuminava il mercato straripante del martedì. Non riuscivo a trovare la giusta pace nell’animo; m’inquietava l’accelerazione del Pd e del suo segretario: ero impreparato, lo confesso. Si apriva uno squarcio inatteso e questo accostarsi al Condannato con elogi e ringraziamenti mi tormentava, scuoteva le mie precarie certezze.
Un certo male sembrava fosse, in qualche parte, penetrato dentro di me.

Con l’amica alla mia sinistra m’incamminavo all’aperto, lasciandomi alle spalle gli altri quattro, amici del luogo. Silenziosa mi parlava, non comprendevo bene le sue parole. Strane e indecifrabili. Forse bisbigliava tra sé, come quando si ripassa un concetto, un’idea, un’argomentazione e credi che nessuno ti veda e soprattutto ti ascolti.

Chissà cosa penserà di me: la solita intrigante, misteriosa e presuntuosa, asociale e introversa.

-          Tullio, possiamo forse sperare nella Grecia, nella patria di Platone e degli eroi omerici.
 Che ne dici di Tsipras e delle sue proposte?
-          Sai, Berenice, mi chiedevo anch’io se si può ancora sognare in questa Europa incattivita, alla quale è stato sottratto il regno della fantasia e della creatività.
-          Questa sera ti voglio a cena con me, non da solo. Nel solito posto da Remo, con il suo vino speciale. Ora, non dare subito una risposta al mio invito. Che non è affatto compromettente. In nessuno caso. Parleremo di tutto, te lo prometto.
-          Ci sarò, mia cara, e porterò con me un amico che ti stupirà assai. Sai bene che mi piace stare con te, soprattutto in festosa compagnia.





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