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mercoledì 30 aprile 2014

I cigni in amore



Vicolo Tretti




Le certezze resettate delle ideologie novecentesche, con i loro poteri salvifici verso un futuro radioso, qualunque esso fosse, hanno segnato il passo, si sono rinsecchite in questo tempo che si muove inaspettatamente, che macina i ritmi del nostro quotidiano. Va forse lasciato ad altri il compito di decifrare le mutazioni sulle intenzioni del voto ai partiti.
Gli esperti, i guru della comunicazione che trascinano con sé le schiere interessate dei media d’ogni tipo s’ingannano da tempo nel formulare le loro tesi saccenti: è la loro condanna, un’impotenza inattesa.

La Sinistra plurale non si dà pace di come il Paese si stia assestando, con sussulti e scoramenti negli spazi delle diverse disarmonie che ci avvolgono curiose.
Il Pd a trazione integrale alloggia nel suo cantiere una miriade di pensatori, di combattenti, desiderosi di rinnovare, di abbandonare le posizioni di rendita: amano definirsi di sinistra, la coccolano, la evocano quasi sempre nello spazio della politica spettacolo. Nella pratica si perdono volentieri, dimenticano le parole usate, affastellate frettolosamente negli studi delle tv.
Altri, invece, si esprimono con sobrietà e provano a tessere strane alleanze tra loro e fuori dal cantiere democratico. Corrono veloci verso nuove stazioni, fiduciosi dell’avventura necessaria. Li guida l’Alieno della politica che forse verrà: Renzi. Sconosciuto alla retorica del ‘900, mattatore tuttavia nelle schiere dei vocaboli ringiovaniti.
Poco lontano i frammenti capricciosi delle sinistre disomogenee, incapaci di trovare qui tra loro una guida, un riferimento politico che le tenga uniti nel mese elettorale di maggio, dopo l’insuccesso passato di Ingroia magistrato, s’affidano al greco Tsipras. Sperano così di approdare in Europa, nel Parlamento, per cambiarlo e farlo rinsavire. Per questo hanno arruolato intellettuali generosi, diversi tra loro, ma uniti nel condannare duramente le crudeltà delle politiche economiche elargite ai popoli europei. I rimedi proposti, per ora, sembrano non entusiasmare.
Ci sono, infine, i francobolli sbiaditi, frammenti di chi risiede in partiti e movimenti d’ogni razza, schegge opportunistiche che cercano di dare voce alle loro banali esistenze. Non sono mai soli però nel paesaggio italiano.
Il chiasso elettorale può così pienamente manifestarsi.

Dietro il paesaggio i due comici giocavano a carte, muovevano ogni tanto gli occhi e le rughe dell’uno gareggiavano con le smorfie dell’altro. La bolla elettorale, cresciuta a dismisura in questo ventennio, li teneva uniti e li faceva dondolare insieme: si sfioravano per poi allontanarsi. Erano complici nelle espressioni facciali grottesche che lasciavano evaporare nell’aria; si facevano vanto d’essere, a modo loro, importanti, decisivi per le sorti di questo Paese.

Incuriosito dalla cronaca locale, Arduino s’era avvicinato al vicolo Tretti, luogo del sesso scambiato per amore a pagamento, in un’abitazione gestita da cinesi.
A porre fine a tale commercio era stata la Polizia di Stato. Ciò gli ricordava le “case chiuse” del passato, prima che la legge Merlin le mettesse al bando, vietandole.
Ora la modernità le ha riportate alla ribalta nella globalizzazione arrivata. Con sofferenze immutate o forse maggiori per le donne.
Ritornato poi sulla riviera, ha intravisto Enea che stava arrivando abbracciato a manifesti elettorali, così a lui sembravano.
- Meraviglioso quest’uomo, non molla mai.

Dal negozio di frutta e verdura una giovane donna stava uscendo con il suo bimbo per mano, mentre nel canale vicino si rincorrevano i cigni in amore.


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