Vicolo Tretti
Le certezze resettate delle ideologie novecentesche, con i
loro poteri salvifici verso un
futuro radioso, qualunque esso fosse, hanno segnato il passo, si sono rinsecchite
in questo tempo che si muove inaspettatamente, che macina i ritmi del nostro
quotidiano. Va forse lasciato ad altri il compito di decifrare le mutazioni sulle
intenzioni del voto ai partiti.
Gli esperti, i guru della comunicazione che trascinano con
sé le schiere interessate dei media d’ogni tipo s’ingannano da tempo nel
formulare le loro tesi saccenti: è la loro condanna, un’impotenza inattesa.
La
Sinistra plurale non si dà pace di come il Paese si stia
assestando, con sussulti e scoramenti negli spazi delle diverse disarmonie che
ci avvolgono curiose.
Il Pd a trazione integrale alloggia nel suo cantiere una
miriade di pensatori, di combattenti, desiderosi di rinnovare, di abbandonare
le posizioni di rendita: amano definirsi di sinistra, la coccolano, la evocano
quasi sempre nello spazio della politica spettacolo. Nella pratica si perdono
volentieri, dimenticano le parole usate, affastellate frettolosamente negli
studi delle tv.
Altri, invece, si esprimono con sobrietà e provano a tessere
strane alleanze tra loro e fuori dal cantiere democratico. Corrono veloci verso
nuove stazioni, fiduciosi dell’avventura necessaria. Li guida l’Alieno della
politica che forse verrà: Renzi. Sconosciuto alla retorica del ‘900, mattatore
tuttavia nelle schiere dei vocaboli ringiovaniti.
Poco lontano i frammenti capricciosi delle sinistre
disomogenee, incapaci di trovare qui tra loro una guida, un riferimento
politico che le tenga uniti nel mese elettorale di maggio, dopo l’insuccesso passato
di Ingroia magistrato, s’affidano al greco Tsipras. Sperano così di approdare
in Europa, nel Parlamento, per cambiarlo e farlo rinsavire. Per questo hanno
arruolato intellettuali generosi, diversi tra loro, ma uniti nel condannare
duramente le crudeltà delle politiche economiche elargite ai popoli europei. I
rimedi proposti, per ora, sembrano non entusiasmare.
Ci sono, infine, i francobolli sbiaditi, frammenti di chi
risiede in partiti e movimenti d’ogni razza, schegge opportunistiche che
cercano di dare voce alle loro banali esistenze. Non sono mai soli però nel
paesaggio italiano.
Il chiasso elettorale può così pienamente manifestarsi.
Dietro il paesaggio i due comici giocavano a carte,
muovevano ogni tanto gli occhi e le rughe dell’uno gareggiavano con le smorfie
dell’altro. La bolla elettorale, cresciuta a dismisura in questo ventennio, li
teneva uniti e li faceva dondolare insieme: si sfioravano per poi allontanarsi.
Erano complici nelle espressioni facciali grottesche che lasciavano evaporare
nell’aria; si facevano vanto d’essere, a modo loro, importanti, decisivi per le
sorti di questo Paese.
Incuriosito dalla cronaca locale, Arduino s’era avvicinato
al vicolo Tretti, luogo del sesso scambiato per amore a pagamento, in un’abitazione
gestita da cinesi.
A porre fine a tale commercio era stata la Polizia di Stato. Ciò gli
ricordava le “case chiuse” del passato, prima che la legge Merlin le mettesse
al bando, vietandole.
Ora la modernità le ha riportate alla ribalta nella
globalizzazione arrivata. Con sofferenze immutate o forse maggiori per le
donne.
Ritornato poi sulla riviera, ha intravisto Enea che stava
arrivando abbracciato a manifesti elettorali, così a lui sembravano.
- Meraviglioso quest’uomo, non
molla mai.
Dal negozio di frutta e verdura una giovane donna stava uscendo con il suo bimbo per mano, mentre nel canale vicino si rincorrevano i cigni in amore.
Dal negozio di frutta e verdura una giovane donna stava uscendo con il suo bimbo per mano, mentre nel canale vicino si rincorrevano i cigni in amore.
Nessun commento:
Posta un commento