Gli Enti Locali e la sovranità limitata
Come un fiume carsico, non troppo impetuoso, l’altro PD, quello di Franceschini, emerge ogni tanto da ruscelli di parole inutili per dire la sua nella dialettica consumata dei partiti: dichiarazioni secche ed impegnative sulla rotta via da seguire, soprattutto dopo l’abbandono di Rutelli, attempato radicale in perpetua ricerca. Alcuni sottoposti segnano il territorio, preoccupati del corso bersaniano, minacciano sommessamente di andarsene dalla navicella democratica e s’affidano alle gazzette, pronte a recepire sussurri e grida, che s’intrecciano nei luoghi diversi della Repubblica.
L’equilibrista Bersani non sa bene come recuperare un consenso che non arriva, che si affloscia nelle menti di tanti, come un panettone riuscito male a Natale. Con i suoi ipotizza alleanze con Sinistra e Libertà, aspettando il consenso vasto che solo Veltroni può garantire.
Franceschini, si sa, mira al recupero del Centro e, corteggiando Casini, spera in piccoli fidanzamenti qual e là in qualche regione per le prossime elezioni amministrative. Rifondazione Comunista, non più gradita da nessuno, organizza corsi di sopravivenza per non finire tra i malati terminali della politica italiana.
Nel variopinto partito dalemiano, per dare visibili segnali di discontinuità rispetto al passato, si è pensato di ringiovanire l’apparato con nuovi giovani innesti. Idea ritenuta fantasiosa e sapiente, mai provata prima. Nessuno ha invece reputato di prendersi qualche sacrosanto periodo sabbatico, di astensione cioè dal potere politico, di dedicarsi alle arti, alla cultura o più semplicemente all’ozio, inteso come recupero rigenerante. Questa, però, è una pratica sconosciuta nella Repubblica poiché l’attaccamento al dovere è vigoroso e praticato diffusamente. E’ stata quindi sonoramente bocciata, all’unanimità, dal gruppo dirigente nazionale.
Concluso il congresso polesano dei democratici, i vincitori della mozione Franceschini avevano pensato bene di festeggiare facendo suonare campane virtuali, poi, conosciuto il risultato regionale e l’elezione a segretario della Filippin di Bersani, hanno ripiegato con pasticcini e spumante italiano. I partigiani locali del segretario nazionale, meravigliati di un successo tanto agognato, hanno subito chiesto giustamente un’equa ridistribuzione degli incarichi, a cominciare dalla Provincia. Compito doloroso e difficile per l’onnipresente segretario del PD, il quale dovrà riesumare cariche di partito cadute in disuso, soprattutto perché non retribuite, anche se alcune di queste davano lustro e prestigio a chi se ne occupava nella Prima Repubblica.
Oggi nessuno ricorda più i responsabili degli Enti Locali, della Scuola e Cultura, delle Organizzazioni di Massa, tanto per citarne alcuni. Nell’attuale globalizzazione con un pizzico di fantasia si potrebbero aggiungere la Comunicazione Webb, Blog, Facebook, ovviamente senza compensi per nessuno. Difficile a realizzarsi, poiché è venuto a mancare quello spirito che animava tanti nel partito che non c’è. E poi chi vorrebbe ancora quei pletorici organismi capaci solo di discutere senza decidere nulla? Nelle moderne oligarchie tribali solo pochi tracciano il percorso e la democrazia perduta può prendersi una lunghissima pausa e osservare il caravanserraglio che lentamente procede.
Nelle sedi ambite delle Istituzioni l’assessore provinciale all’ambiente ha di nuovo manifestato alla stampa le sue preoccupazioni sui temi ambientali: CO2, impianti energetici vari e qualcos’altro ancora e la sua impossibilità di operare per mancanza di competenze, quasi fosse una burocrate qualsiasi. Dimentica la Gulmanelli la politica e la forza persuasiva che può esercitare nel territorio amministrato anche da lei.
In realtà viviamo una sovranità limitata, come insegna la vicenda della centrale a carbone, e sarà l’Enel che deciderà se avremo anche il nucleare, con buona pace dei rivoluzionari amministratori di sinistra.
Ad Adria il sindaco B. ha passato le deleghe del leghista liquidato (G. Ferro) al volonteroso consigliere Ceccarello, attribuendogli pure l’incarico, “fuori sacco”, di organizzare eventi culinari, facendo così felice il suo Io bambino. Naturalmente il Nostro ha gioito per la sua entrata nell'Esecutivo, promettendo che nessun clandestino troverà posto nel nostro territorio comunale. La sicurezza sarà così garantita.
g.f.
Nessun commento:
Posta un commento