I petardi di Rondina -
Le dichiarazioni del capogruppo del Pdl A. Rondina, rilasciate alla stampa giovedì 9 c.m., non possono certo essere considerate delle amabili e dolci proposizioni nei confronti della sua maggioranza. Dure le sue affermazioni “Se devo avvallare il declino di questa città preferisco fermarmi.” E ancora “…Non si sa più quale sia la squadra..regna una totale confusione.”
E’ il Piano del Parco la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spingendolo a rilasciare queste e altre infuocate parole.
In effetti, in quest’anno di governo della giunta Bobo, gli episodi di lacerazioni interne sono stati innumerevoli, accompagnati da errori pacchiani compiuti da dilettanti inconsapevoli. Traversagno, strada di collegamento con la frazione di Bellombra, è stato il primo e spettacolare episodio. Denaro e progetto stradale perduti. Le dispute sul Pat; le vicende urbanistiche della frazione di Valliera, che hanno scatenato le reazioni delle associazioni dei commercianti e perfino di Adria Shopping. Le piccole e note meschinità nei confronti dei dipendenti comunali, associati al termine “stipendificio,” termine affatto carino per come venne usato e in quale luogo fu proferito dal sindaco. Per arrivare infine ai giorni nostri e alla soppressione di parte del verde pubblico per fare cassa, come si usa dire oggi.
Questi sono piccoli esempi significativi della confusione e dei pressapochismi che regnano in questa Amministrazione, guidata da un sindaco improvvisato che, solo dopo un anno, s’accorge della complessità e delicatezza del governo della Città. Afferma senza minimamente scomporsi: “Pensavo fosse più semplice gestire questo ruolo.” Ha impiegato più di un anno per capirlo.
Scolaro quasi disciplinato dei suoi protettori politici, Coppola-Mainardi, dichiara da buon sportivo di non aver intenzione di mollare. Non sa o finge di non sapere che qui non è gioco una gara di rally. Nel nostro caso la sconfitta riguarda l’intera comunità di Adria, con i suoi bisogni, le sue aspettative. Per un futuro migliore, senza le precarietà e le furbizie raccontate pedissequamente da figuranti consapevoli, giovani o vecchi che siano.
Gli apprendisti stregoni, come insegna Topolino nel celebre cartone, s’accorgono sempre tardi dei danni da loro causati, quando maneggiano strumenti a loro ignoti. Ecco perché vanno rimossi prima che sia troppo tardi.
Le storie hanno questo di buono: ci fanno sorridere e ci aiutano a capire come bisognerebbe comportarsi in certi momenti della nostra vita. Per questo sono apprezzate dai bambini e dagli adulti. I quali non sempre sanno coglierne il significato, o non vogliono.
Il buon senso e la saggezza di alcuni potrebbero aiutare il sindaco, anche per il suo bene, ad uscire di scena. Con eleganza possibilmente.
Giovanni Ferro
E’ il Piano del Parco la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spingendolo a rilasciare queste e altre infuocate parole.
In effetti, in quest’anno di governo della giunta Bobo, gli episodi di lacerazioni interne sono stati innumerevoli, accompagnati da errori pacchiani compiuti da dilettanti inconsapevoli. Traversagno, strada di collegamento con la frazione di Bellombra, è stato il primo e spettacolare episodio. Denaro e progetto stradale perduti. Le dispute sul Pat; le vicende urbanistiche della frazione di Valliera, che hanno scatenato le reazioni delle associazioni dei commercianti e perfino di Adria Shopping. Le piccole e note meschinità nei confronti dei dipendenti comunali, associati al termine “stipendificio,” termine affatto carino per come venne usato e in quale luogo fu proferito dal sindaco. Per arrivare infine ai giorni nostri e alla soppressione di parte del verde pubblico per fare cassa, come si usa dire oggi.
Questi sono piccoli esempi significativi della confusione e dei pressapochismi che regnano in questa Amministrazione, guidata da un sindaco improvvisato che, solo dopo un anno, s’accorge della complessità e delicatezza del governo della Città. Afferma senza minimamente scomporsi: “Pensavo fosse più semplice gestire questo ruolo.” Ha impiegato più di un anno per capirlo.
Scolaro quasi disciplinato dei suoi protettori politici, Coppola-Mainardi, dichiara da buon sportivo di non aver intenzione di mollare. Non sa o finge di non sapere che qui non è gioco una gara di rally. Nel nostro caso la sconfitta riguarda l’intera comunità di Adria, con i suoi bisogni, le sue aspettative. Per un futuro migliore, senza le precarietà e le furbizie raccontate pedissequamente da figuranti consapevoli, giovani o vecchi che siano.
Gli apprendisti stregoni, come insegna Topolino nel celebre cartone, s’accorgono sempre tardi dei danni da loro causati, quando maneggiano strumenti a loro ignoti. Ecco perché vanno rimossi prima che sia troppo tardi.
Le storie hanno questo di buono: ci fanno sorridere e ci aiutano a capire come bisognerebbe comportarsi in certi momenti della nostra vita. Per questo sono apprezzate dai bambini e dagli adulti. I quali non sempre sanno coglierne il significato, o non vogliono.
Il buon senso e la saggezza di alcuni potrebbero aiutare il sindaco, anche per il suo bene, ad uscire di scena. Con eleganza possibilmente.
Giovanni Ferro
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