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sabato 13 novembre 2010

Adria: sedici mesi d’avventura delle Destre -



Il Cantiere Adriese per l’Alternativa -


Nei pressi dell’edicola di Ponte Castello, una signora mi chiede stupita perché Barbuiani sia finito dimissionato anche dai suoi, e non comprende poi la cacciata dei tre assessori. Prova dispiacere per questo e lo si vede nel triste viso, in un sorriso donatomi per cortesia. Poi, spontaneamente, mi dice di aver votato questo sindaco.
Non so cosa dire, non oso: mi sembra un’inutile crudeltà, in quest’ora mattutina, provare a dare una risposta.

Il sindaco Barbuiani, in questa sua avventura poco spettacolare, è stato così lasciato solo a trafficare, per sedici mesi, con la nobile disciplina della mediazione politica. L’uso dell’esercizio dialettico non poteva trovare posto nel suo bagaglio culturale, prigioniero del suo ego generoso e un po’ esagerato, utile in altre occasioni, ma non nella politica vera, a lui quasi sconosciuta. Quella che ricerca il bene della città. Che non va sbandierato ai quattro venti con zuccherose dichiarazioni d’amore, ma evidenziato con fatti, sobriamente.
Declinare poi la sua autonomia da suoi referenti politici è stata prova di debolezza conclamata, forse per giustificare la sua appartenenza organica, anche se casuale, al partito di Coppola e Mainardi.

La crisi della politica conosciuta, e purtroppo praticata, lascia liberi, anche da noi, vocaboli straordinari, gonfiati a dismisura, e le cronache gioiscono, a modo loro, in questo scenario. Ecco quindi che appare il traditore, il Giuda addirittura. S’invoca la radiazione dal partito dei reprobi Scarparo ed amici e gli animi partigiani, distribuiti in ambedue le fazioni, esultano e stupiscono insieme, nascondendo in tal modo errori e magagne della coalizione che vinse le ultime elezioni.
E’ una barbarie delle parole, scaraventate nelle pubbliche piazze.
Nessuno sembra conoscere, infatti, il perché di questa purga staliniana, come direbbe l’on. Bellotti. Erano forse degli incapaci, dei confusionari, coloro che hanno posto fine all’avventura di Bobo? Hanno destabilizzato la Giunta con voti contrari, violando lo statuto del loro beneamato partito, rattrappito dalle gioiose avventure del loro Capo supremo? Non ci risulta per ora.
Da queste vicende e dalle pubbliche dichiarazioni sembra essere stato il medico Lucianò a plagiare gli animi puri dell’Area di Responsabilità. Grande dote la sua, se fosse veritiera l’accusa formulatagli.
In realtà gli elettori non hanno capito questo ostracismo strillato con durezza; neppure la virulenza delle parole dei capi partito e del Mainardi, dissacratore della mediazione politica.
A chi risponderà dei danni causati a tutti noi e alla nostra città?
Da domani si ricomincerà con gli scontri elettorali, nei quali ciascun competitore esibirà in bella mostra le sue proposte per la città, sacrificata per insipienza al Commissario Prefettizio.

La politica che attrae e alimenta le speranze, fa capolino, nel frattempo, nel Cantiere Adriese per l’Alternativa. Che elabora programmi, formula idee e proposte per il governo locale che verrà.
E’ questo un luogo aperto, che non ha gerarchie, nel quale si ragiona liberamente sul futuro di questo nostro fragile territorio polesano.


Giovanni Ferro
SEL

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