sabato 6 novembre 2010
Al sole tiepido di novembre, le ambizioni …
Novembre tiepido -
Al sole tiepido di novembre, le ambizioni diffuse provano a rifiorire tra i nostri pubblici Amministratori, infiacchiti dagli effimeri sproloqui quotidiani. Alcuni, ripetuti con frequenza nelle cronache cittadine; altri, sussurrati tra la gente del quotidiano passeggio serale. Tifano, come sempre, le diverse fazioni. Partigiane naturalmente e inattendibili ai tanti che osservano stupiti il chiacchiericcio profuso in questa incredibile stagione della politica nazionale.
Nella Città gli epurati, escluso Lucianò, si chiedono ancora il perché di tanta disgrazia e lo domandano, con grazia, al loro sindaco bizzoso, dimenticando la sintassi e le regole severe del partito d’appartenenza. Sperano nel rientro in giunta subito, non a tappe scaglionate, come suggerisce il cronista. Lo chiedono attraverso dichiarazioni argomentate e rifiutano la staffetta precaria. E’ questa la dolce ed umana ambizione di Ceccarello e Paparella: il reintegro, senza scuse. Ovviamente alcuni dei nuovi assessori, nominati dal sindaco e provvisori per loro libera scelta, si dovranno sacrificare con il ritiro, quando ciò averrà e il teatro di Zanfolin ed amici potrà così ricavare materiale prezioso per una prossima e gustosa rappresentazione teatrale.
Ai margini di questa vicenda, Cotalini e il suo partito, sdegnosi quanto basta, son già passati all’opposizione dolce, mentre il libero battitore Raule, leghista improprio, ha dichiarato la sua infinita devozione al Massimo Barbuiani. Esempio, il suo, di rara coerenza cristallina, quasi quanto l’assessore D’Angelo, rimpicciolito nel suo ruolo e sempre fedele al suo conduttore per caso.
L’area di Responsabilità, con la sua apparizione, ha lasciato, quindi, stupita l’intera cittadinanza e i reggitori delle Destre locali, frastornati dalle spettacolari vicende nazionali.
Memori degli schiamazzi del loro capogruppo inabissato, alcuni consiglieri del Pdl si sono guardati pensierosi. Poi, è prevalsa la realtà zuccherosa: quella delle piccole manovre, dei graziosi pensierini fatti volare nell’aria, delle pizze consumate in finta allegria, dei sorrisi e delle flebili minacce. Il Presidente del Consiglio Comunale, persona giocosa e assai responsabile, ha osato, tuttavia, riproporre ancora la sua ricetta per risollevare lo spirito di questa maggioranza giocherellona. “La nostra è una battaglia per difendere la dignità delle persone,” ha dichiarato con forza. “Pofforbacco!” ha esultato il pensiero di alcuni tra i presenti che, attenti, ascoltavano l’esternazione.
Mentre tutto questo accade, le dialettiche democratiche si sbizzarriscono nelle contrade polesane, nelle sedi dei partiti variopinti. Aspre in alcuni casi, tutte simili, però, nei contenuti: come sconfiggere nelle prossime elezioni amministrative l’avversario di turno. L’oggetto del contendere, il programma, sembra sfumare inesorabilmente o diventare una melassa invasiva, che, noiosamente, s’appiccica in ogni direzione Per questo siamo grati al quarto potere che ci delizia, a sua insaputa,di questo gustoso spettacolo.
C’è un tema grandioso che è tuttavia impossibile dribblare: quello della difesa ambientale. Senza le furberie dei guastatori di turno, dei dissimulatori, di coloro che cercano compensazioni in denaro per i danni causati da aziende tossiche ed invasive che qui cercano spazi, altrove vietati.
Costoro s’annidano un po’ dappertutto, a destra e a sinistra. Perfino al centro mitico e magnetico.
Per la nostra speranza, fortunatamente, il Comitato Polesano per lo sviluppo delle fonti rinnovabili invita i cittadini tutti a firmare, sabato e domenica, nei banchetti appositamente predisposti nel territorio per dire a voce alta “NO al nucleare, SI alle energie pulite.” E’ un appuntamento al quale non bisogna mancare, per riprendersi la nostra sovranità costituzionale.
Al Bar Da Pina, presso il teatro adriese, alcuni avventori abituali pensano già di giocare i numeri di questa crisi barbuiana e scommettono con i numeri già usciti e con quello di lunedì 8, serata del Consiglio Comunale. Chissà se qualcuno, almeno qui, vincerà.
Giovanni Ferro
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