Il grande Vanitoso chiede all’Opposizione parlamentare, cioè ai comunisti, come lui ama definirli, comprensione e collaborazione con il suo governo in libera caduta. Lo chiede non per il Paese, ma per se stesso e per i suoi accoliti interessati.
Per non sembrar irriguardosa l’Opposizione nel Consiglio Comunale adriese si dichiara fin da subito pronta a collaborare con la seconda giunta Bobo, quasi che il termine che la qualifica fosse eccessivo, esagerato.
Qualcuno, ogni tanto, aggiunge l’aggettivo “costruttivo”, per stemperarne il significato e renderla perfino attraente per chi governa.
La Minoranza consiliare del Pd, dopo la seconda sconfitta, si è riproposta con il canovaccio del 2009, senza però il suo storico stratega Spinello. Il quale, secondo taluni, pur fisicamente assente dal Consiglio, si troverebbe comunque tra le fila dei neo consiglieri. Tra i cittadini interpellati, nessuno ha saputo spiegare il perché di questo accidente.
Il Centro variegato, felice della prova elettorale, ha ritrovato invece la sua portabandiera per opporsi.
La Tescaroli, infatti, condottiera deliziosa nell’elezione di maggio, ha subito dichiarato d’essere pronta a collaborare con la nuova Amministrazione di Destra e, non paga, ha osato affermare: ”La nostra alleanza con il “Centro-Sinistra è stata una scelta dettata dalla necessità contingente; non abbiamo niente in comune con l’estrema sinistra.” Finalmente s’è confessata, hanno esultato in molti al bar Centrale.
I più maligni hanno subito pensato male di lei per questo suo biglietto da visita. Poi si sono ricordati che ha partecipato, con Rifondazione Comunista, alle diverse Amministrazioni Comunali adriesi, come assessore e Presidente del Consiglio e di conseguenza hanno smesso serenamente di pensare, sfogliando il suo curriculum.
I passaggi di casacca, si sa, non fanno ormai più notizia, neppure i più spettacolari come il suo: con il Centro-Sinistra di Ruzza e compagni insieme al ballottaggio, contro una sua parte, dopo la sconfitta.
I passaggi di casacca, si sa, non fanno ormai più notizia, neppure i più spettacolari come il suo: con il Centro-Sinistra di Ruzza e compagni insieme al ballottaggio, contro una sua parte, dopo la sconfitta.
Ciò che ha più stupito la platea adriese, però, sono stati i due termini “necessità contingente.” Cosa voleva dire Stefi con quelle parole?
Al Sottoscala, luogo di disquisizioni popolane, tutti hanno subito compreso il significato concreto di quell’espressione un po’ misteriosa e maligna, quindi hanno deciso di derubricare la questione e parlare di calcio.
Gli amici e i suoi sostenitori con commozione sincera l’hanno invece chiamata al telefono per congratularsi con lei per l’animo schietto dimostrato. Non importa se con ritardo e in quella maniera.
gf

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