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| Il PO |
Gli
uomini si debbano o vezzeggiare o spegnere.
N. Machiavelli
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N. Machiavelli
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Il Centrodestra, così nominato, serra le sue fila in difesa
dell’uomo che l’ha generato. Impaurito, non sa pensare al suo futuro immediato;
non conosce la scansione delle ore che passano gioiose, per lasciar posto ai
nuovi orizzonti.
Si trastulla e sogna un nuovo raggruppamento, senza il
capo-padrone.
Il libero pensiero soffre nelle dispute oziose e falsamente
faziose che disordinatamente navigano nei siti più diversi della comunicazione.
La politica che dà vita all’uomo, permettendogli l’unica
esistenza possibile, cerca con ostinazione un suo equilibrio, seppur precario e
instabile, tra le genti tutte.
Altrove, le sinistre camuffate e contaminate, soffrono, ma
non troppo, per le innumerevoli perdite patite e subite. Non hanno un capo
indiscusso che esibisca sacralità e che disponga di copiosa ricchezza per
mantenere la forza e il potere. Per questo ritengono d’essere più forti del
Condannato competitore. Illuse.
Predicano valori diversi senza convinzione e coerenza,
battagliando tra loro, ciascuna convinta delle sue verità. Supponenti per lo
più, fingono l’ascolto e temono il libero giudizio dei cittadini.
Costoro poi, per uscire dalla notte buia e profonda nella
quale sono tutti lentamente precipitati, s’inventano novelle rassicuranti per
traghettatori lontani dalle loro paure quotidiane, che si replicano ogni giorno
con miriadi di parole maltrattate.
Soffiano renziani palloncini colorati nel cielo azzurro,
aspettando che fioriscano rapidamente nuovi fiori promettenti: per il congresso
previsto. E altri ancora svolazzano in alto, recitando litanie surreali nei
luoghi delle fatue mondanità televisive. Un mondo rovesciato suggerisce
qualcuno.
Acciuffare la razionalità non è facile impresa in questi
tempi, tuttavia è ciò che deve essere perseguito.
Con determinazione e pazienza.
Con determinazione e pazienza.
Questo
Renzi sfacciato, incanta-neguri, che saltella da una festa all’altra
dell’Unità, del Pd volevo dire, non sembra
un chiacchierone presuntuoso? Uno che la sa lunga con le parole, parolaio. Che
pensa recuperare voti: quali voti poi. Quelli che abbiamo perduto, caro mio, e
lo sai bene a cosa mi riferisco.
Gli eredi di Berlinguer sono approdati sfiniti, spompati, nel liberismo filibustiere che ci strangola tutti, giovani e anziani insieme. Sognano di vincere, dopo tante sconfitte, certo per nostra colpa, alcuni dicono. Io non ci credo troppo a questi fraseggi.
Gli eredi di Berlinguer sono approdati sfiniti, spompati, nel liberismo filibustiere che ci strangola tutti, giovani e anziani insieme. Sognano di vincere, dopo tante sconfitte, certo per nostra colpa, alcuni dicono. Io non ci credo troppo a questi fraseggi.
Sta
di fatto che questi blà blà fanno inorridire le teste libere e pensanti. Questo
mezzo carnevale, triste e opaco, a me sembra zuccherosa pastiglia che eccita
gli animi, come l’erba di Grace. Mai fumata.
Vogliono questo gli elettori democratici: la modernità dei linguaggi, l’abbandono delle ritualità senz’anima delle oligarchie partitiche.
Vogliono questo gli elettori democratici: la modernità dei linguaggi, l’abbandono delle ritualità senz’anima delle oligarchie partitiche.
Guarda
qua, sta arrivando Enea in bicicletta.
- Come stanno le tue
peregrinazioni mentali, cacciatore di
draghi, e quali invenzioni ci
porti questa settimana?
Gelido sguardo; silenzio assoluto. I pochi abitanti del bar
parlavano tra loro, mentre la piazza s’allargava per accogliere una comitiva in
visita alla città: sembrava più bella, colorita di nuove presenze, di visi
sconosciuti, di suoni inconsueti e straordinari. Polacchi o bielorussi?
- Sei uno sciocco, proprio uno sciocco.
Dove credi di andare col tuo sottile sarcasmo qualunquista?
Arduino fingeva di non
sentire, assaporando la sua bibita preferita: il prosecco di Valdobbiadene.
Prestava, invece, attenzione
allo spazio vicino, alle belle presenze femminee, alle rotondità che spaziavano
spavalde vicino al teatro.
Che mona sto Enea.
- Varda le done e disintossicati un po’ dal morbo
politico.

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