Pagine

martedì 19 maggio 2009

Destra

SCHIERAMENTI – LA DESTRA

Maggio

Le cronache locali fotografano gli schieramenti maggiori con i rispettivi alleati, schierati uno di fronte all’altro. Ognuno si fa forte delle proprie “artiglierie”, recitando un copione già noto: Adria “città morta, bisognosa d’aiuto e di cure particolari, ” recita da tempo la Destra. L’assessore regionale Coppola rimprovera sapientemente questa maggioranza e la sua Giunta di non aver sottoposto nulla d’interessante, d’affascinante, degno di nota al governatore Galan. Non c’è fantasia al potere, manca il tocco di originalità che sprigiona dal governo serenissimo. Straparlare è diventata una moda nel partito ecumenico dell’imperatore; nessuno ci fa più caso.

Il “cinquantino” B.B., cresciuto nei venerdì d’estate, socialista da lungo tempo, così dicono alcuni assessori, s’avventura nello spazio delle politiche amministrative, accompagnato da tutori e proconsoli polesani: quale migliore garanzia per il candidato a sindaco. Pensa così di farcela, spalleggiato dalla sua armata, esercito variegato sotto le insegne del simbolo libertario. Non ha forse dimostrato le sue doti nel ruolo di presidente dell’associazione “Adria S." nel gestire l’effimero estivo delle Giunte passate? Quanti complimenti e attestati ricevuti da sindaci e assessori. Sempre in prima fila a presentare, a condurre le serate, a manifestare attenzione verso la città, premurosa di cure e suggerimenti che generosamente egli elargiva, senza alcun interesse personale e con grande competenza.

I suoi caporali e sostenitori lo incoraggiano con forza, lo invitano a studiare, preparando cartelline zeppe d’appunti, di riassunti su ciò che dovrà pur dire all’elettorato disincantato e malizioso: lavoro, ambiente, viabilità, parcheggi, etc.

Il programma, si sa, è una specie di Bibbia per la sfida e tutti devono conoscerlo un pochettino. L’esperienza, come ben sanno i politici consumati, viene in soccorso, quando si esauriscono gli argomenti studiati e i ricordi di ieri prepotentemente ritornano e il candidato accorto ripete, senza saperlo, la vecchia lezione. Per questo cittadini timorosi ed accaniti tifosi invocano il politico consumato, sapiente, che fa vincere, dicono insieme in coro.

Nella Destra locale s’accalcano figure multiformi, d’idee e orientamenti diversi e perfino opposti: leghisti, cattolici fedeli ed interpreti del pensiero della Curia, credenti e laici aperti alla multietnicità, come Obama, e ostinatamente difensori della purezza italiota. Il pensiero unico guida l’alleanza per abbattere l’avversario irriducibile nella figura dell’intramontabile Spinello e non ammette discussioni sulle strategie: tutti sono impegnati a recitare lo stesso canovaccio.

Nell’età della democrazia svagata e sospesa Mainardi e compagni sperano nella vittoria, confortati da sondaggi del voto nazionale.

I vescovi protestano diplomaticamente contro i respingimenti in Libia della sofferente umanità, nello stesso momento in cui il Presidente del Consiglio rivendica a sé, non a Maroni, il merito dell’impresa. La vita e la sua tutela in Africa, culla di noi tutti, valgono ben poco nel nostro mondo che, in breve tempo, ha perso la memoria dei grandi processi migratori in altri spazi vicini e lontani.

g.f.

Nessun commento:

Posta un commento