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venerdì 17 luglio 2009

Adria, luna di miele

Cronache adriesi


La luna di miele è un magico periodo della coppia innamorata; segue il matrimonio consumato con passione. Così in politica si definiscono i giorni di governo degli eletti, anche quando sono sindaci; momento magico che non dura molto, dove tutto o quasi è perdonato. E’ una luna di miele che chiude la spazio temporale del conflitto, dei colpi bassi, delle arguzie e delle cantonate.
Nel territorio adriese il nuovo sindaco professa subito disinvoltura apparente, si muove come prima, non ostenta, per ora, i poteri conferitogli dal voto e, come un normale cittadino, si muove tra la gente. Lancia alcuni messaggi tranquillizzanti per alcuni: “Niente ronde, difesa del lavoro, città più pulita”. Nel primo venerdì d’estate riceve, però uno sberleffo dal suo fidato Bonamico di Adria Shopping, il quale, con l’aiuto del direttore di un quotidiano locale, aveva pensato bene di fare ancora propaganda elettorale per il Centro Destra, dimenticando che B.B. aveva solennemente affermato essere sindaco di tutti i cittadini, compresi quelli dell’opposizione. Le scuse poi sono puntualmente arrivate. Un primo fuoco amico in questo mese di luglio.
I sindaci tutti, all’inizio del loro mandato amministrativo, si presentano ecumenici, dichiarano che ascolteranno tutti i cittadini, senza distinzione alcuna: per questo osano affermare di essere i rappresentanti di tutti. E’ un gioco di parole che nasconde qualche piccola bugia. In realtà sono stati eletti in uno schieramento con programmi diversi e sostenuti da partiti e movimenti che non coincidono con quelli usciti sconfitti dalle urne. La democrazia prevede per l’appunto le alternanze e il controllo sulla politica amministrativa da parte della minoranza, la quale si avvale dello spazio attribuitogli dalle leggi per riaffermare un suo progetto di governabilità.
Il sindaco quindi dovrà sì ascoltare i suoi cittadini e non solo loro, ma quando cercherà poi dare una risposta ovviamente si atterrà alla collegialità della sua Giunta e dei partiti che la sostengono.

L’elaborazione della sconfitta è sempre un processo doloroso e complesso. I partiti che hanno perso queste elezioni, qui ad Adria, possono essere credibili a se stessi e agli elettori nell’analisi del voto? E’ una domanda che ci si deve porre. Quasi certamente non sentiremo annunciare dimissioni nei partiti affondati, né altre dichiarazioni, se non quelle di qualche assessore sperduto nelle confusioni che s’intrecciano nel PD, partito incompiuto.
Le piccole e mediocri diatribe sulle responsabilità politiche amministrative non meritano approfondimenti poiché molto è già stato detto e poi sarebbe impietoso mettere a nudo la gravi e prolungate incapacità nel leggere il territorio. Sarà necessario nel prossimo futuro, a mente sgombra, affrontare la questione, poiché interessa tutta l’opposizione e i suoi elettori.
Nell’attesa del prossimo Consiglio C. registriamo senza stupore il silenzio sul carbone pulito, mentre il partito dell’IDV medita se accettare la presidenza nella futura assemblea cittadina. Nelle stanze dei poteri locali la nuova alleanza della destra poliedrica prepara la sua squadra con sofferenza e rancori e si prepara al suo debutto estivo guidata dal suo Massimo conduttore.

9 luglio 2009
g.f.

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