Da più parti si sostiene da tempo che le previsioni dei Maya sulla fine del mondo nel 2012 vadano interpretate, poiché questa data non segnerebbe il termine della vita nel senso letterale, ma semplicemente l’implosione e lo sgretolamento di un modo d’interpretare l’esistenza umana, così come noi la conosciamo.
Alcuni politici nostrani, allertati da siffatte affermazioni, sperano fiduciosi che questo si verifichi veramente, sprovvisti come sono di convincenti idee sulle terapie da proporre ai loro disaffezionati elettori.
La penisola italica, come definiva Metternich il nostro Paese, vive una babelica confusione nei linguaggi e, come in un mare aperto, si lascia sballottare in ogni direzione. Non disdegna quindi l’oracolo di turno e spera in qualche miracolo. Nell’immediato si coccola, non sempre, con la satira, cerca rassicurazione nei luoghi più disparati.
I nostri capitani coraggiosi, che guidano le rispettive formazioni partitiche, provano a scrutare gli astri, a destra come a sinistra. Osservano trepidanti le stelle, come gli antichi nocchieri. Solo Casini, con l’Udc al centro, professa la sua verità, senza ombra di dubbio: "Occorre un governo di salvezza nazionale", proclama alle tv. Salvarsi da chi? Da se stesso? Nel Pd, Letta acconsente alla proposta del Pier.
Così nel territorio che noi conosciamo, tra l’Adige e il Po, i piccoli e mediocri vassalli del potere centrale si sforzano di capire il mondo che verrà, che si muove, sussulta. Presuntuosi ed arroganti. Sperano di galleggiare fortunati nella politica indigesta ai tantissimi che non hanno voluto votare. Altri cittadini, nel frattempo, si prenotano già per il prossimo turno elettorale. La democrazia rabbrividisce.
Nel frattempo, la bandiera dell’Italia unita sembra non avere più nessun autentico e convinto difensore in questo inizio millennio. Un tempo, in apparenza, era l’orgoglio della Destra nazionale; oggi preda del Caimano ammaliatore non lo è più. Scomparsa. Tutti gli atri cercano timidamente di proteggerla dai piccoli furori leghisti. Basterebbe poco per vaporizzare il Carroccio lombardo, lasciato libero invece di sostenere la cricca di Anemone, senza dazio pagare per questa sua disinvolta partecipazione al governo berlusconiano. Bossi, il miracolato, vende il suo fumo e vota tutte le leggi per salvare il suo compare gemello. Federalismo fiscale pure questo, promulga.
La Sinistra liofilizzata, presente nelle fessure dei partiti, negli astenuti e insoddisfatti, nella Lega stregona, nel Pdl, nei luoghi più impensati e perfino nel Pd, non riesce ancora a metabolizzare le sue innumerevoli traversie e non sa darsi pace per la sua inettitudine. La sua ricomposizione, si pensa, necessita di grande umiltà e di coraggio, inesistenti per ora. Essa va ricercata nei contenuti, nelle contiguità con gli altri che ci accompagnano ogni giorno lungo il nostro quotidiano percorso. Deve liberarsi dalle obbedienze tramandate, dall’ingombrante tradizione rinsecchita. Alzarsi e volare “oltre i fetori malsani, cacciando le pene che opprimono la vita e la fanno nebbiosa”. Per questo esige il concorso di tanti, costruttori ed edificatori di nuovi scenari partecipativi. Avrà il tempo necessario per questo o attenderà i suoi Maya?
I palazzi si guardano tra loro, sorridono, si riscaldano in queste tiepide giornate di piovosa primavera. Il pozzo troneggia nella piazza adriese, raccogliendo i mille pensieri di tanti che sostano al bar lì vicino.
La severa architettura asburgica dà riparo così a quanti hanno voglia di trovarsi, di fermare il pensiero, di sottrarlo alle consuete faccende, di scambiare parole dolci e affettuose e ragionar delle pubbliche cose. Oberdan non poteva immaginare una così variopinta moltitudine nella piazza che porta il suo nome.
I custodi dei pettegolezzi politici non sanno più cosa inventarsi per trascorrere qualche ora tra loro, nonostante l’impegno della cronaca locale, indaffarata a pescare qualche notiziola qua là, giusto per sbarcare il lunario.
La Destra, ancora più frammentata dopo l’acuto di Ceccarello, convinto assertore del pensiero di Fini, si tormenta come può, incantata dal suo soporifero fumo. Si gusta i sapori degli effimeri poteri locali, civettando, quando può, con il Pd delle confusioni. Sogna ogni giorno titoloni della stampa amica, i quali, come ben sanno gli avventori del bar della Pina, si sgonfiano il giorno dopo, come i palloncini dei bimbi a Carnevale. Durano solo 24 ore.
Diversamente i suoi assessori sperano di ben figurare, soprattutto l’avv. Maltarello, conoscitore di leggi e regolamenti. In un anno non è ancora riuscito a far approvare il piano del rumore, dono incompreso del Centro Sinistra. Troppi gli ostacoli, i dubbi, i pensieri malevoli che lo hanno frastornato. Da Sinistra, come da Destra.
Il sindaco Bobo, ignaro di tanta grazia ricevuta ( P.R.), non sa come uscire da questa diabolica situazione. Navigatore esperto di movide (feste), prova imbarazzo a rispondere agli elettori arrabbiati, soprattutto a quelli che lo hanno votato. Da poco è stato informato che il rumore è una delle fonti inquinanti più gravi, causa di gravissime patologie. Ha provato perfino a chiedere aiuto al Pd per farsi spiegare qualcosa, ma pure in questo partito le cose risultano oscure e confuse. Forse nessuno gli ha spiegato che, con un terzo di quanto costa il suo segretario Levi, si può attivare la convenzione con Arpav per garantire annualmente il rigoroso controllo sulle fonti inquinanti. Un esempio di come si può difendere i cittadini, rispettando l’ambiente.
Francamente mi sarei aspettato più determinazione e fantasia da parte di questa straordinaria e scintillante maggioranza. Non dalla mia che si è spaventata per alcune osservazioni pervenute dall’autodromo. Poi ho ripensato al vecchio detto: “Una Rondine (a) non fa primavera” e qui mi sono fermato a riflettere sulle casualità delle pratiche consociative.
La speranza tuttavia non mi ha abbandonato, ripensando alle moltissime città, di sinistra e di destra, che si sono già dotate di questo strumento di difesa e di civiltà. Ho confidato che perfino gli sciocchi e gli smemorati possono ricredersi.
Giovanni Ferro
Nessun commento:
Posta un commento