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sabato 25 settembre 2010

ADRIA: gli assessori dimezzati -


MAINARDI: tutore libertario



Il coraggioso e valente A.  Rondina, dimissionario temporaneo, pensava di portare chiarezza con la sua ultima scoppiettante uscita sull’esercizio della democrazia. In realtà il petardo lanciato contro P. N. gli è quasi caduto addosso e le sue dimissioni da capogruppo pidiellino si sono evaporate in un batter d’ali. Sconcertati alcuni amici del bar Centrale e qualche avversario politico del Pd.

La sua perentoria azione ha permesso, però, al suo coordinatore provinciale M. Mainardi di catturare la scena sulle gazzette locali. Impresa da bambini per il vassallo polesano. Questi, reduce fresco dalla convenzione del suo partito rimpicciolito, ha cercato di spiegare a noi tutti cosa è necessario fare qui ad Adria, dopo le ripetute stravaganze della sua esangue maggioranza.

Devo qui confessare il mio stupore per la sua analisi acuta e originale, impreziosita dal solito vocabolo, teatrino, stressato e abusato. Ha voluto pure lui ignorare i sinonimi appropriati. Per esempio, palcoscenico andava sicuramente meglio.

Naturalmente prima si è lasciato dolcemente trasportare da qualche malizioso pensierino di propaganda sulla sua città. “Trent’anni di bisogni insoddisfatti” ha dichiarato, pensando al centro sinistra naturalmente.

Il pezzo forte e originale del Nostro riguardava invece le affermazioni rivolte ai suoi. “Inutili personalismi… deleteri sotto tutti i punti di vista.”. Gli alleati e gli inquieti consiglieri e assessori  rispettino le sue indicazioni e lascino a lui e al sindaco il compito di “trovare la quadra." Proposizione mai sentita prima. Di sapore leghista. Gli alleati s’adeguino, sembrava dire.

Alla fine, inconsapevole del significato politico delle sue affermazione, ha invitato il Bobo a proseguire “come ha fatto fino a questo momento, mettendo a fuoco alcuni grandi progetti.. e lasciando le piccole incombenze ai suoi assessori.” E’ tempo di decidere," proclama.

Non pago ha continuato, riferendosi al Piano del Parco. “Assieme a Rondina si “è deciso nel progetto solo le aste fluviali”, affermando beatamente che egli si adopererà, attraverso un confronto importante con il presidente del Parco per trovare la giusta soluzione. Ecco la democrazia proclamata dal tutore libertario.

Gli assessori, increduli e meravigliati per tanta grazia, hanno tentato di festeggiare il gradito dono con prosecco di Bellombra, ma non ci sono riusciti. Per loro, infatti, rimasugli di governo, quisquilie. Nella maggioranza, Cotalini e qualche altro consigliere hanno provato disagio profondo per questa trovata grottesca.

Un uomo di partito, Mainardi, non eletto dal voto cittadino, come disse Lionello, suo sgradito consigliere di Taglio di Po, ritiene normale occuparsi del governo della nostra città, senza provare  imbarazzo, sostituendosi alle figure istituzionalmente preposte.

A chi risponderà delle sue stravaganze? Si presenti come ospite in un Consiglio Comunale aperto per raccontarci come intende la condivisione dei programmi con la sua compagine, compresi i suoi alleati. Naturalmente porti  il sindaco con sé, impressionato dalle sue ultime audaci proposte e metta a riposo il suo capogruppo. Altre prove, mi sembra evidente, egli dovrà affrontare per essere convincente.



Giovanni Ferro

SEL - Sinistra Ecologia Libertà 

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