sabato 29 gennaio 2011
Nell'azzurro cielo
SPIN DOCTOR
Il tredici di gennaio, il secondo giovedì del mese, nel cielo adriese il sole splendeva luminoso e felice. Così a Polesine Camerini, a Rosolina e Mesola.
La sentenza della Cassazione aveva, infatti, condannato Enel e i suoi due massimi dirigenti per le indiscriminate emissioni nocive prodotte dalla centrale termoelettrica di PortoTolle: pessimo il combustibile utilizzato e controlli inefficienti.
Mentre la gente e i bimbi osservavano stupiti le bellezze delle pochissime nubi nell’azzurro cielo, il quartier generale del Pd provinciale si chiedeva perplesso se era ancora possibile fidarsi di Enel e dei suoi due amministratori delegati, dopo questa definitiva e clamorosa condanna. I due non se la sono sentiti di venire qui a scusarsi o semplicemente a raccontare la verità. Che i profitti, in sostanza, valgono di più di tutti noi e della nostra salute; che i controlli erano terribilmente inadeguati. Ecco perché il Pd s’è trovato spiazzato, e non solo lui, da questa sentenza.
Governare il carbone in arrivo, per la centrale di Polesine Camerini, sarà dunque un’impresa titanica e disperata.
Nel tempo del Carnevale, la città di Adria cerca soddisfazioni con le tradizionali leccornie e i bimbi colorati si preparano già a sfilare lungo il Corso con insegnanti e genitori per mano.
Faticano, invece, i partiti della tradizione, alla ricerca di quello che non c’è, che non si trova. Inventano nel pensiero nomi attraenti per le loro liste elettorali, da proporre alle gazzette curiose e ai cittadini, usciti quasi tutti ormai dalle ideologie del Novecento. Sono preoccupati del candidato a sindaco, specie quelli del Pd che, in affanno, lo stanno cercando.
Tutti s’affidano con affanno ai loro specialisti in materia ( spin doctor). I più accorti arruolano il professore certificato; altri, il politico consumato e arcinoto, non importa se un po’ bugiardo; qualcuno incarica il più combattivo, esperto nella trivialità contenuta. C’è chi scommette poi sull’esperto dei numeri, degli elettori votanti, distanti, disattenti: quelli che da tempo ingrossano l’area degli schifati dalla rappresentazione del voto elettorale. I più fortunati, pochissimi, s’avvalgono di chi riassume tutte le possibili competenze, visibili e non. Costoro sono persone ignote che nessuno conosce e che rendono conto solo a sé stessi delle vittorie e degli insuccessi. Comunicano con i comitati attraverso il capo assoluto che dà informazioni con parsimonia e prudenza.
Bobo, invece, non pago della sua precedente disavventura e oltremodo coraggioso, proclama educatamente che sfiderà lui il centro sinistra cittadino. Nel suo retrobottega elabora con i suoi progetti ambiziosi; non si cura per ora dei possibili alleati e illustra alla stampa nostrana tutti i suoi desideri sognati.
Il centro sinistra di Zanellato ha pensato bene di rispondere alle fatue promesse del Barbuiani e ciò ha disturbato lo scrivano politico della lista, l’addetto alla comunicazione.
La risposta ha molto stupito gli addetti alla propaganda, per il garbo manifestato, un po’ desueto e appiccicoso . “Come si permette, sig. Zanellato, ad offenderci così gratuitamente?” Lei si prende gioco di noi.” Così recitava la cronaca su La Voce del 22 corrente mese.
Naturalmente ciò ha provocato soddisfazione contenuta a Bobo e ai suoi sostenitori, che nella mente hanno fragorosamente battuto le mani.
Da casa sua, l’assessore fiocinato Lucianò, grande eversore della passata Amministrazione, annuncia, con gioia contenuta, la nascita e la guida del terzo Polo, uscendo in tal modo da una certa marginalità che lo avevo reso vulnerabile agli strali del Mainardi, furioso ancor di più, dopo le note vicende dei traditori rodigini del Pdl. Costoro pensano di proporre alla città di Rovigo una lista oltraggiosa, indipendente, evidenziando una sfacciataggine irriguardosa nei suoi confronti.
Pagheranno caro. Lui spera.
gf
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