Sì, ancora la neve
Che sarà della neve
che sarà di noi?
che sarà di noi?
Una curva sul ghiaccio
e poi e poi …ma i pini, i pini
tutti uscenti alla neve,……
e poi e poi …ma i pini, i pini
tutti uscenti alla neve,……
……….
Da “La Beltà” di A. Zanzotto
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C’è sempre un inizio in ogni umana
vicenda, un prima e un dopo. C’è pure la fine, la chiusura.
Le speranze che albergano dentro
di noi si danno da fare per illuminare i nostri percorsi tracciati nel
pensiero. Desiderati con passione.
Ogni giorno qualcuno, però, disfa la tela rinnovatrice agognata, spostando in avanti i necessari mutamenti. Ritroviamo così nel Lazio la corruzione invasiva che nessuno sembra risparmiare, lo spreco del pubblico denaro, la disonestà pavoneggiata, ostentata. Impunita.
Ogni giorno qualcuno, però, disfa la tela rinnovatrice agognata, spostando in avanti i necessari mutamenti. Ritroviamo così nel Lazio la corruzione invasiva che nessuno sembra risparmiare, lo spreco del pubblico denaro, la disonestà pavoneggiata, ostentata. Impunita.
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Nei territori della nostra
provincia, le oligarchie dei partiti, appesantite dai poteri ir-responsabili,
s’affannano in questo mese autunnale a mantenersi uniti, in compagnia dei loro
fidi seguaci appiccicati come moscerini alle loro richieste: unità a tutti costi
alla provincia diseguale e sposalizio interessato con il territorio padovano.
Senza spiegazione alcuna.
Alcuni timidamente sorridono a Venezia,
mentre i cittadini, spaesati e intimoriti da questo tempo sconosciuto e
crudele, s’aspetterebbero una spiegazione, un ragionamento da chi è stato
eletto con i loro voti per capire quale sorte avrà il territorio nostro. Nulla
di tutto questo: solo dichiarazioni striminzite sulle pagine dei giornali
locali.
Lungo la riviera del Canale
cittadino, il sindaco in-consapevole, elettromagnetico, s’avvia ad ascoltare il
novello comitato contro l’istallazione di una centralina per la telefonia
mobile.
Saggi settantenni guidano con foga
inaspettata la protesta, giustamente spaventati dalla tecnologia delle radio
frequenze e chiedono a lui, primo cittadino, spiegazioni sacrosante: perché non
sono stati informati prima e cosa il Comune adriese intende fare, dopo aver
concesso l’autorizzazione alla società telefonica
Egli non sa, non conosce la
materia e solidarizza con i residenti sfortunati. Chiamerà il dirigente responsabile
dell’atto amministrativo.
Stupiti i presenti e perfino comprensivi,
lo salutano. Alcuni con simpatia.
E’ verosimile che qualche
assessore deve aver pur letto la convenzione con Anci per la tutela dall’inquinamento
elettromagnetico e dell’assistenza tecnico-scientifica che l’azienda Polab
garantisce alla cittadinanza, quando viene interpellata. Anche per questo è
pagata da noi.
Durante l’Amministrazione Lodo fu
scelto, infatti, di procedere in questa direzione – la convenzione - per
minimizzare il rischio elettromagnetico, causato dalle antenne Umts e
garantendo nello stesso tempo la copertura della telefonia mobile.
Ora, sembra che la famigerata
antenna si sposterà di cento metri dalla posizione iniziale, quella proposta da
Telecom.
Sarà, dicono le cronache piccine,
in un sito privato. Per la gioia di tutti. Forse.
Nel frattempo il sindaco e
l’assessore Simoni, gemelli quasi imperfetti, camminano ciascuno nelle vicende
amministrative locali. Inconsapevoli l’uno dell’altro. Con qualche piccolo
sgarbo, per rendere un po’ meno noiosa la loro avventura politica.
gieffe
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