Pagine

domenica 13 gennaio 2013

Le nebbie indifferenti


 

Al mondo 
 
Mondo, sii, e buono
esisti buonamente,
fa' che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo eludevo
e ogni inclusione era fattiva

non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso. 

.............



A. Zanzotto









Le nebbie indifferenti si spostano volentieri nella pianura del grande Fiume; occupano spazi a casaccio: un po’ di qua, un po’ dall’altra parte. Con noncuranza.
Non conoscono Ingroia, Casini e Bersani, quindi non partecipano alle chiassose e consumate diatribe sulla governabilità del Paese, sommerso dal debito pubblico. Rendono opaco il paesaggio invernale, in attesa del sole che riscalda e illumina tutti noi.

Febbraio, il mese più corto dell’anno, avrà l’onore, come sappiamo, di ospitare il voto politico del mutamento invocato da tanti. Che si apprestano a patire in modo diverso questi giorni barbari e selvaggi, truffaldini e sinceri insieme.
In questo diverso contesto, gli affezionati all’astensione si sentono ancor più corteggiati dalle inconsuete formazioni politiche di Grillo, Monti ed Ingroia e di altri ancora per lo più sconosciuti e non sanno se si recheranno alle urne convinti, o diserteranno, in questa nuova sfida. Pure i sondaggi partecipano al mercato elettorale, impropriamente usati come clave o bastoncini profumati e gradevoli.
Nel frattempo i media corteggiati gongolano per i clamori della competizione annunciata. Così pure le tipografie brindano per il lavoro commissionato, per i nuovi e vecchi scudetti degli innumerevoli partiti e candidati. Godimento ritrovato.
Con titubanza e ritrosia, il professor Monti naviga sui siti on line e tuitta con i cittadini appassionati di questa nuova partecipazione. Le sue apparizioni, però, sconcertano gli specialisti del mezzo televisivo, abituati alle urla e alla tecnica della parola spettacolo, con le sue tattiche e strategie logorate. Si trovano impacciati dalle buone maniere del Presidente del Consiglio e non sanno bene come interpretare il loro ruolo di giornalisti televisivi.
Abituati al ventennio berlusconiano, facciamo fatica capire che si può diversamente comunicare, trasmettere idee e concetti con spiritosa sobrietà e pertinenza.
Viviamo quindi questi nuovi giorni con ragionevole pacatezza, senza le passioni che offuscano il debole pensiero e partecipiamo con sobrietà all’esercizio di questa diversa democrazia, implementata dai tanti byte delle tastiere nazionali.


gief

Nessun commento:

Posta un commento