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sabato 18 settembre 2010

Le finte dimissioni di Rondina

Torre civica

Nessuno, ad Adria, dubitava che le forti parole del capogruppo del Pdl avessero logica conseguenza: le sue dimissioni. Soprattutto per quello che apertamente dicevano e altre che sottilmente alludevano. Erano pause di riflessione, ci dice.  Ma lasciare la carica, seppur modesta di rappresentante del gruppo consiliare, non è pratica della politica che conosciamo in questa Repubblica.
Il Pdl adriese, per bocca di Rondina, lancia ora bordate pesanti a Progetto Nuovo, suo alleato, dopo le tante moine espresse ultimamente dal suo sindaco all’assessore Lucianò.
Stupito, ma non troppo, di questo ultimatum, Progetto Nuovo si trova ora sotto accusa per infedeltà. Sguaiato nelle sue apparizioni sulla stampa locale, incapace di garantire la giusta armonia amministrativa con critiche inopportune e sconvenienti alla sua giunta. Per una dialettica esagerata. Dovrà quindi mettersi una museruola e praticare l’autocensura. Ottima soluzione per il partito della libertà. La vicenda Fini inizia evidentemente a dare i suoi frutti anche nelle periferie, qui da noi.
Sarebbe invece sommamente opportuno che Rondina e il suo coordinatore provinciale spiegassero ai cittadini e ai consiglieri comunali le ragioni di questa loro svolta. Soprattutto chi decide cosa si può dire pubblicamente e quello che invece non va raccontato affatto. I motivi del contrasto e altro ancora. Presumo che anche la lista civica voglia e debba dire la sua nel merito alle accuse.
La democrazia è un esercizio difficoltoso ed arduo soprattutto per coloro che se ne appropriano, ritenendosi i soli custodi. Costoro però, prima o poi, rimangono impacciati e impreparati a semplici domande.
Perché, per esempio, minacciare una piccola formazione civica con il ricorso al voto? Sappiamo che l’attuale giunta può governare da sola la città, senza l’apporto dei consiglieri di P.N. Perché scartare questa soluzione?
L’attuale vicenda evidenzia, in realtà, una difficoltà strutturale della compagine amministrativa, dopo solo un anno di vita. Mette a nudo le diffuse incapacità politiche, suffragate da tutori impacciati che cercano di guidare inesperti navigatori.



Giovanni Ferro

SEL - Sinistra Ecologia Libertà

domenica 12 settembre 2010

Adria – settembre 2010

 

 

I petardi di Rondina -


Le dichiarazioni del capogruppo del Pdl A. Rondina, rilasciate alla stampa giovedì 9 c.m., non possono certo essere considerate delle amabili e dolci proposizioni nei confronti della sua maggioranza. Dure le sue affermazioni “Se devo avvallare il declino di questa città preferisco fermarmi.” E ancora “…Non si sa più quale sia la squadra..regna una totale confusione.”
E’ il Piano del Parco la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spingendolo a rilasciare queste e altre infuocate parole.
In effetti, in quest’anno di governo della giunta Bobo, gli episodi di lacerazioni interne sono stati innumerevoli, accompagnati da errori pacchiani compiuti da dilettanti inconsapevoli. Traversagno, strada di collegamento con la frazione di Bellombra, è stato il primo e spettacolare episodio. Denaro e progetto stradale perduti. Le dispute sul Pat; le vicende urbanistiche della frazione di Valliera, che hanno scatenato le reazioni delle associazioni dei commercianti e perfino di Adria Shopping. Le piccole e note meschinità nei confronti dei dipendenti comunali, associati al termine “stipendificio,” termine affatto carino per come venne usato e in quale luogo fu proferito dal sindaco. Per arrivare infine ai giorni nostri e alla soppressione di parte del verde pubblico per fare cassa, come si usa dire oggi.
Questi sono piccoli esempi significativi della confusione e dei pressapochismi che regnano in questa Amministrazione, guidata da un sindaco improvvisato che, solo dopo un anno, s’accorge della complessità e delicatezza del governo della Città. Afferma senza minimamente scomporsi: “Pensavo fosse più semplice gestire questo ruolo.” Ha impiegato più di un anno per capirlo.
Scolaro quasi disciplinato dei suoi protettori politici, Coppola-Mainardi, dichiara da buon sportivo di non aver intenzione di mollare. Non sa o finge di non sapere che qui non è gioco una gara di rally. Nel nostro caso la sconfitta riguarda l’intera comunità di Adria, con i suoi bisogni, le sue aspettative. Per un futuro migliore, senza le precarietà e le furbizie raccontate pedissequamente da figuranti consapevoli, giovani o vecchi che siano.

Gli apprendisti stregoni, come insegna Topolino nel celebre cartone, s’accorgono sempre tardi dei danni da loro causati, quando maneggiano strumenti a loro ignoti. Ecco perché vanno rimossi prima che sia troppo tardi.
Le storie hanno questo di buono: ci fanno sorridere e ci aiutano a capire come bisognerebbe comportarsi in certi momenti della nostra vita. Per questo sono apprezzate dai bambini e dagli adulti. I quali non sempre sanno coglierne  il significato, o non vogliono.
Il buon senso e la saggezza di alcuni potrebbero aiutare il sindaco, anche per il suo bene, ad uscire di scena. Con eleganza possibilmente.



Giovanni Ferro


mercoledì 25 agosto 2010

Giribuola, inquieto socialista -

IL LUTTO



Giribuola, inquieto socialista, cerca un ruolo e una visibilità che non ci sono più. Svaniti quasi del tutto nel territorio adriese, dopo le ultime elezioni amministrative. Ora, come presidente di Ecogest, si occupa del ciclo integrato del rifiuto.
Traslocati alcuni suoi compagni di partito nel Pd, egli si è chiesto ripetutamente come condurre un’efficace opposizione all’Amministrazione Bobo. “Occorre andare nel territorio,” proclamò tempo fa, “parlare con la gente.” Grande scoperta la sua. Originale.
Oggi punzecchia il Pd di Spinello, alleato fraterno nel precedente Consiglio Comunale, suggerendogli strategie innovative. Poi, non pago, s’avventura nell’analisi critica dell’attuale maggioranza berlusconiana-leghista e, ohibò, sproloquia su Lucianò, assessore collaudato nei passati governi del centro sinistra, colpevole, a suo dire, di “utilizzare contro la Giunta Barbuiani le stesse armi che aveva messo in campo contro la maggioranza precedente.” Quella di Lodo.
Discernere e comparare evidentemente sono obiettivi irraggiungibili per Giribuola.
Egli sa che ben altri erano i guastatori, come nelle cronache locali si è potuto appurare. Giovanni L. pose allora problemi noti alla sua maggioranza. Condivisibili o no erano comunque chiari. Così la sua lealtà. Non potrebbe del resto essere diversamente, considerata la sua lunga e proficua partecipazione nelle alleanze di centro sinistra.

Il lutto per la perdita non è evidentemente terminato, qui nella terra del Groto.
Cercare, infatti,  solo negli altri i motivi della sconfitta elettorale è puerile e offensivo, quando non si raccontano gli avvenimenti nella loro interezza. E' tempo ormai d'uscire da questo stato pietoso e impostare nuovi e costruttivi rapporti tra le tutte le forze dell’opposizione. Per il bene di tutti, sia chiaro.
Si consoli, infine, Gianni G. poiché la democrazia prevede sempre le alternanze ed è, come direbbe il presidente Pertini, il miglior sistema rappresentativo. Nel frattempo rompa gli indugi e faccia come molti suoi compagni. Aderisca a Sel.


Giovanni Ferro
Coordinamento SEL – Rovigo

venerdì 20 agosto 2010

Potere


Intervallo

Il potere affascina, attrae, oscura le menti mettendole al suo servizio. Fa godere immensamente, più del sesso consumato. Schiavizza l'umanità in modi diversi.
Per questo esistono i contro poteri nelle moderne democrazie. Servono a limitare l'assolutismo godereccio, sfrenato, onnipotente e bulimico. Il quarto potere infine aiuta tutti e tre a mantenere un equilibrio sottile e precario nella vita delle umane relazioni.
Quando ciò non accade, siamo vittime e carnefici di soprusi infiniti.
La democrazia, così come la conosciamo, è incapace da sola di evitare le moderne tirannie. Per questo non bisogna abdicare al nostro essere cittadini consapevoli, nel senso ampio del termine.



Giovanni Ferro

Casa di Riposo di Adria

Scarparo



Si dice che Scarparo, presidente della Casa di Riposo di Adria, sia sobbalzato dal letto, quando ha saputo della protesta sindacale unitaria nei confronti del suo operato. “Mancanza di risposte da parte della Direzione e della Politica”, recita il testo del volantino distribuito ai cittadini adriesi. Riflettendo tra di noi, non c’è dubbio alcuno che il protagonista, in questa vicenda, sia lui e la sua maggioranza berlusconiana-leghista che lo ha nominato. Senza entusiasmo pare. Con le rappresentanze sindacali egli ha tentato di tergiversare, di lasciar decantare la materia scottante. Ha riletto diverse volte la frase “stato di agitazione” proclamato dai lavoratori, i quali chiedono solo che il proprio lavoro “venga riconosciuto e valorizzato” e non considerato come ”un costo da ridurre in barba alla qualità”.  Poi ha ripensato al recente passato, quando, in difesa dei cittadini utenti, così immaginava, inveiva contro l’Amministrazione Lodo. Un piccolo Savonarola populista che tentava di difendere quasi tutti. Tuonava contro la cultura esagerata della Giunta dei professori; contro la raccolta differenziata “porta a porta”, considerata una moderna discarica familiare. Era insomma un difensore della sicurezza e guidava le proteste e le ronde notturne nelle fredde giornate invernali, enumerando poi in Consiglio Comunale le numerose telefonate di plauso che, diceva lui, riceveva da indignati cittadini.
Ora, come direbbe il sommo Poeta, per la legge del contrappasso, si trova nella situazione opposta. A rispondere alle contestazioni di lavoratori inferociti. Per quanto tempo non si sa. E’ una pena questa temporanea, sopportabile, diversamente da quella dantesca. Eterna.
Devo dire, per correttezza, che, nella politica praticata, molti oggi vivono questo stato "peccaminoso". Con apparente indifferenza.


Giovanni Ferro

mercoledì 4 agosto 2010

Adria, un anno dopo

VENDOLA


Dopo un anno di governo della Destra berlusconiana-leghista, i cittadini adriesi si chiedono cosa stia succedendo nelle stanze di palazzo Tassoni e dintorni. Lasciamo perdere ormai le roboanti affermazioni del sindaco improvvisato: “Cambierò radicalmente la città”, ebbe a dire più di un anno fa. “La farò uscire dal degrado nel quale è stata lasciata per troppo tempo dal centro sinistra”. Così recitava il mite Bobo ai  suoi affezionati sostenitori. Inconsapevole di quello che affermava. Pensava che governare fosse la continuazione delle attività estive della sua associazione Adria Shopping. Suo sostenitore era Mainardi M., coordinatore berlusconiano della provincia, unto dal suo signore, chiamato epuratore o Moreno Byron da Lodovico Lionello, suo sottoposto incazzato di Taglio di Po.Tifava infine per Bobo l’assessore Coppola, gioiosa presenza, onnipresente e straripante nella città del Bocchi, durante l’ultima campagna elettorale. Sua guida spirituale, secondo alcuni. Suggeritrice benevola sulle tematiche ambientali, ma soprattutto portatrice di possibili risorse economiche a favore della turbolenta e infelice maggioranza adriese, combattuta al suo interno da amletici dubbi. Come realizzare la lottizzazione di Valliera, accontentando tutti, in particolar modo Bonamico? Ciò affliggeva il sindaco. Un mostro il progetto in cantiere, secondo la Confesercenti di Rovigo e i commercianti adriesi.
Ricordando le sue battaglie contro il "Porto", centro commerciale adriese, ha manifestato profonda e sincera tristezza, oltre che incompetenza politica. Non più giustificabile ormai. “Mi sono sempre battuto per il bene dei commercianti e continuerò a farlo”, ha promesso a chi gli stava vicino, in un’apposita riunione convocata. Costoro, rappresentati dalle loro associazioni, hanno annuito non troppo convinti. 
Terminato l’incontro, con il fido Levi s’è poi recato casa a consolarsi con qualche amena lettura. E qui, tra le pareti familiari, i suoi fragili pensieri sono naufragati, sospinti dai venticelli burrascosi dell’alleato più irrequieto. Il partito dell’assessore Lucianò. Chiedeva costui pari dignità nella condivisione amministrativa. Di essere consultato come si deve; non messo al corrente di decisioni già prese prima da colonnelli catapultati da qualche parte. Vana e ingenua attesa la sua. Il partito delle libertà sconosciute applicava con dolcezza amorevole le direttive programmatiche escogitate da solo, in qualche luogo del territorio veneto. Gli altri si agitino pure, pensava il coordinatore rafforzato. L’uscita del finiano onorevole Bellotti lo rende, infatti, più forte, ora. Così egli crede.
“Siamo amareggiati e offesi” ha pronunciato Cotalini, capogruppo di Progetto Nuovo. Poi non ha disdegnato a recitare inconsapevolmente la sua parte nel mediocre linguaggio politichese, evocando di nuovo la parola verifica. Che non dice quasi niente ormai. Come il termine “interessante”, riferito ai calciatori, sproloquiato ripetutamente dai commentatori sportivi, pagati dalle tv nazionali. Gli elettori ormai non si stupiscono più dei canovacci recitati e, con saggezza, preferiscono dedicarsi ad altro.
Ora che Fini, coofondatore forzato del Pdl, ha dichiarato Berlusconi illiberale, ci si augura che qualcuno della famigliola di P.N. si faccia coraggio e s’ispiri alla Lega. Si oppone quando trova convenienza e poi governa serafica, senza dazio pagare, votando ogni provvedimento che l’alleato maggiore le propina. Anche il più indigesto. Non basterà certo il vocione di Raule per impressionare i soldatini guidati da capogruppo Rondina.
All’opposizione il Pd, non avendo una strategia che non sia quella della sua effimera e triste auto compiacenza, ha chiesto, in Consiglio Comunale, di essere coinvolto in alcune importanti priorità riguardanti la città. In questo modo Spinello ritiene di dare forza e dignità al suo partito. Subito la maggioranza ha risposto di sì, smentendo chi sostiene l’insensibilità democratica della compagine berlusconiana. Fiero di questa trovata ingegnosa, Gino Sandro è sicuro che tutti lo seguiranno, compreso il socialista Giribuola, attardato a risolvere alcune spinose questioni, riguardanti l’essere del suo esangue partito.
Mentre tutto questo accade, Vendola conquista i cuori e le menti di tutti coloro che non hanno abbandonato la Sinistra. E sale nei sondaggi.

Giovanni Ferro

giovedì 15 luglio 2010

Per questo nasce Sel


LUGLIO


La riunione di ieri, 10 luglio, ha evidenziato ancora una volta le difficoltà di capire ciò che sta accadendo nel nostro Paese. La stampa ne dà ampio risalto. Per questo è opportuno e necessario rafforzare l’idea delle “fabbriche” o “cantieri” di Vendola e di tutti coloro che avvertono ormai  le gravi insufficienze delle tradizionali “opposizioni”, penso al Pd  innanzitutto.
La nascita di Sel ha senso se riesce a tenere insieme le aspettative di tanti con l’organizzazione partitica, rivista e corretta. Si vedrà al congresso di ottobre.
L’uscita dalla pratiche del ‘900 non è e non sarà, infatti, indolore per le “Sinistre” plurime, sparpagliate in luoghi diversi, poiché le abitudini consolidate nell’esercizio del potere non sono facilmente sopprimibili.
Convincere i naturali alleati nella buona politica è impresa titanica, quando si tratta di tracciare alleanze politiche-amministrative. Gli esempi nel Paese sono innumerevoli. Non c’è solo Marrazzo, Bologna o la Campania. Del resto la fuga dal voto dal Pd ne è la testimonianza palese, accompagnata da sentimenti di disaffezione per un soggetto politico incapace di fare opposizione credibile.
Ci sono, per fortuna, esempi positivi e incoraggianti nei territori e questi vanno sicuramente apprezzati.
Per noi, e per tutti coloro che credono sia arrivato il tempo di mutare, si aprono nuovi e promettenti scenari. Occorre coraggio e fermezza nel difendere le politiche trasparenti, innovative, senza subire i ricatti della vecchia partitocrazia annidata in molti luoghi.
Vincere nelle competizioni elettorali poi non è tutto. Ricordo che il centro-sinistra, a Bologna, subì un’impensabile sconfitta per sua incapacità a presentarsi agli elettori. Seppe rimediare anni dopo. Questo avvenne alla fine del secolo scorso.
La democrazia compiuta, sappiamo, si nutre dell’alternanza e questo garantisce sempre tutti, evita le”tirannie camuffate”. Le ammucchiate solo per vincere non garantiscono affatto la buona governabilità. Sono come le vittorie di Pirro. Effimere e passeggere. Sottoposte a qualche debole venticello, come fragili imbarcazioni, affondano inesorabilmente.
E’ necessario quindi che si affermi un progetto forte di rinnovamento e di fiducia nel futuro Soprattutto nei giovani.
Per questo sta nascendo SEL.

Un saluto a tutti.

Gianni


Panarella 10 luglio