Terminate le elezioni e i suoi riti...
Terminate le elezioni e i suoi riti, i diversi candidati ai municipi hanno trovato o ritrovato la stessa casa. Alcuni tra gli sconfitti con sofferenza apparente hanno traslocato nei così detti enti di secondo grado, altri sono stati promossi dal voto e felici hanno iniziato la loro avventura di pubblici amministratori. Solo certuni sono ancora in attesa di un qualche incarico per affermare che anche loro contano e sono importanti. Così avviene in entrambi gli schieramenti. Nella politica amministrativa dei sindaci e degli assessori sembra che valga solo questo: essere dentro i luoghi delle istituzioni, naturalmente a ben governare. Soltanto una ristretta minoranza si pone il problema di una politica diversa, fatta di trasparenza, di etica condivisa, di servizio alla città e al Paese e di presenza nei territori.
In questa estate adriese gli specialisti dell’effimero estivo, godereccio apparente, si muovono con disinvoltura e sicurezza ora che Bobo dall’alto dello scranno consiliare può dare buoni consigli in una materia a lui ben nota. Nel frattempo alcuni cittadini sfortunati attendono da tempo che i rumori siano messi sotto controllo dalle destre al potere, visto la fulminea partenza del nuovo sindaco. Così i residenti di via Carducci sperano molto in una viabilità amichevole, non tossica e pericolosa. Risponderà mai qualcuno a questa richiesta? La democrazia attende, così come i precari, i senza lavoro, i cassaintegrati, sballottati da una parte all’altra nelle diverse stanze dei poteri.
Nelle piazze e nelle vie l’opposizione consiliare timidamente si organizza e chiede conto del primo nuovo assunto in Comune, depositando un’elaborata e dotta interrogazione. Nel frattempo lavoratori di aziende in grave difficoltà boccheggiano, si tormentano aspettando salari che non arrivano, guardano preoccupati il loro immediato futuro di cittadini e lottano con il loro sindacato in difesa del lavoro minacciato.
Il Paese, logorato dalla crisi economica, subisce le vicende grottesche del governo squinternato che offende e minaccia le libertà dei cittadini. I territori “pacificati,” dopo lo scontro elettorale, fingono di ignorare tutto ciò e i “comunisti” diventano sovente interlocutori in alleanze di poteri locali diffusi, enti utili e inutili. Così scompare dal vocabolario l’emergenza democratica, proclamata alla vigilia del voto amministrativo con enfasi solenne nelle cronache dei giornali.
Tra i media solo qualche testaa giornalistica difende con forza il diritto di parola di noi tutti e le televisioni normalizzate, eccetto qualcuna, fingono d’ignorare d’essere ormai diventate cassa di risonanza, sopratutto quando non parlano, di un potere bulimico, divoratore di cose e di pensieri. Solo libere parole viaggiano ancora ostinatamente nelle coscienze di molti e si organizzano. Fanno rumore, aiutano chi non sa più riconoscere il proprio Paese, i propri luoghi, le persone dimenticate nelle politiche compromissorie ed arrendevoli e riempiono le speranze di noi tutti .
A settembre SINISTRA E LIBERTA’ cercherà una strada, un percorso lungo il quale portare i cittadini a riappropriarsi delle loro libertà e dignità perdute. E’ un invito a tutti a partecipare.
Giovanni Ferro
Tutta la liberta conquistata dai nostri padri stà sfumando per conquieste di posizioni personali. Democrazia, laicità, senso del civile e della solidarietà sono valori che si confrontano con il vuoto, ma non bisogna perdere la speranza e la tenacia di ricominciare come il giardiniere dopo la tempesta.
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